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lunedì 16 gennaio 2017

Io sono Ubik


Non ho molto tempo a disposizione e non posso entrare troppo nei dettagli.
Se stai leggendo questa comunicazione non può essere un caso, per cui confido nel fatto che tu sia particolarmente sveglio e ricettivo al mio messaggio.
Questa comunicazione interrompe, per un lasso di tempo molto limitato, il segnale che ti tiene in risonanza con la tua macchina biologica, la quale produce lo psicopenitenziario nel quale sei immerso 24ore su 24.

Molto probabilmente sei una persona in possesso di un background spirituale di un certo livello, il che rende più difficile l’interruzione del segnale e il mio conseguente inserimento. Il cosiddetto “percorso spirituale” rende infatti più difficile creare un’interferenza nel segnale, in quanto chi si trova su un cammino spirituale è più identificato con la macchina biologica rispetto alla norma degli esseri umani. Già questa sola affermazione potrebbe mandare in crisi il tuo “sistema di credenze spirituali”... e quindi facilitare l’interruzione del segnale che tiene il Sé – ciò che tu sei davvero – in costante identificazione con la macchina biologica.

Chiunque tu sia e a qualunque livello del tuo percorso spirituale tu creda di essere giunto, ti chiedo di darti un’ultima possibilità: prendi in considerazione la reale eventualità che fino ad oggi tu possa avere sbagliato tutto e che tu sia ancora prigioniero della matrice (matrix=utero) olografica esattamente come il primo giorno. Concediti la libertà di ipotizzare che tutti i testi delle antiche tradizioni e tutte le pratiche “di liberazione” (quelle dove il respiro entra da una narice ed esce dall’altra) non ti abbiano avvicinato di un solo millimetro o di un solo secondo alla liberazione finale. Le tue idee su cosa sono i soldi, il sesso, la politica e il rapporto di coppia, per quanto tu abbia letto, fanno ancora parte integrante delle credenze trasmesse all'interno della psicoprigione.

Io sono Ubik e ti comunico tre fatti importanti:
1)   Nonostante i tuoi sforzi e le tue conoscenze, sei ancora totalmente prigioniero dello psicopenitenziario.
2)   I tuoi carcerieri sono esseri reali, conoscono bene i principi della spiritualità e ti tengono prigioniero utilizzando l’ultima arma a loro disposizione: dal momento che oramai ti sei accorto di vivere in un’illusione, loro ti propongono un percorso il cui fine ultimo è la fuga dall’illusione. Il punto è che se la realtà è illusoria, allora le porte che tu speri di utilizzare per uscire dalla realtà... sono anch’esse illusorie. I tuoi carcerieri ti mettono davanti al naso delle porte che indicano l’uscita, con il solo scopo di tenerti sempre all’interno della cella da cui vuoi uscire. Fino a quando tenterai di uscire... ribadirai inconsciamente di essere prigioniero, perché guarderai sempre la cella dal punto di vista di qualcuno che ne sta all’interno.
3)   Se tutto ciò che vedi, senti e pensi è illusorio, allora anche la tua prigionia non può che essere illusoria. E questo assunto è conosciuto come “paradosso di Ubik”.

Chi, o cosa, è Ubik?
Ubik non è descrivibile, non è definibile. È un luogo, un’entità e uno stato di coscienza allo stesso tempo. Ubik è ciò che già sei, ma che un giorno dovrai diventare. Ubik è non-locale e a-temporale. Ubik è il centro senza circonferenza. Ubik è ovunque, eppure finché non ci sei dentro non puoi conoscerlo.

Qui a lato ci sono due raffigurazioni dell’ingresso alla città di Ubik. Le sue dimensioni sono sovraumane, come le qualità che occorrono a un individuo – uomo o donna che sia – per potervi accedere. La simbologia del portale concerne l’energia femminile, la fertilità, l’energia sessuale indirizzata prima al Cuore e poi alla testa, dove un vaso simboleggia il chakra coronale. Il portale femminile è protetto da una figura polifemica maschile, con il terzo occhio in evidenza. Anticamente le effigi terrificanti rivestivano il compito di proteggere i luoghi dalle forze demoniache.

Come afferma Salvatore Brizzi nel suo Il libro di Draco Daatson – Il regno del fuoco: “La mente non ci è utile al fine di slittare da una dimensione a quella superiore. La mente è ancora utile nei cosiddetti viaggi astrali, che in ultima analisi sono solo »passaggi laterali«. Nei »passaggi verticali«, invece, usiamo la Presenza nel Qui-e-Ora per riattivare il Cuore, mentre la mente deve limitarsi a non disturbare. Certo... la mente torna, torna sempre, ma questo non significa che quando lei torna noi ce ne dobbiamo andare. La Presenza può restare anche mentre c’è la mente, come un imperatore seduto sul trono del suo vero Sé.”

La città di Ubik è governata dal meta-conte, Sanat Kumara, il quale presiede all’attività dei Signori del Vril, anche detti Signori della Fiamma. Sembra, però, che il portale della città non sia mai stato visto aperto: nessuno è mai entrato e nessuno è mai uscito. L’unica maniera per accedere a Ubik consiste nell’entrare nello stato di coscienza di Ubik, slittando in una dimensione superiore, attraverso un »passaggio verticale«.

Continua...

Salvatore Brizzi
(professione: domatore di fiumi)



 
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martedì 20 dicembre 2016

Gestione del corpo fisico


A proseguimento e approfondimento del post precedente, Non-dualità vs Lavoro su di sé, oggi voglio trattare della comunicazione e della conseguente gestione del corpo fisico nella comunicazione.
La comunicazione avviene su tre livelli principali:
-      Verbale;
-      Non verbale;
-      Vibratoria.

È oramai assodato che l’aspetto non verbale concerne una percentuale rilevante della trasmissione del messaggio, alcuni studiosi parlano dell’80%, altri del 90%; tanto che oramai la comunicazione non verbale occupa un posto di preminenza all’interno della più vasta scienza della comunicazione. Un aspetto importante del non verbale è costituito dal Sistema Paralinguistico, detto anche sistema vocale non verbale, il quale indica il carattere dei suoni emessi nella comunicazione verbale, indipendentemente dal significato delle parole: tono, frequenza, ritmo, pause di silenzio. Quindi abbiamo il Sistema Cinesico, che comprende tutti gli atti comunicativi espressi dai movimenti del corpo: i movimenti oculari, la mimica facciale, i gesti manuali, la postura del corpo, la prossemica (occupazione dello spazio e distanze fra gli interlocutori).

Questo significa che quando parliamo – e, più in generale, quando interagiamo con gli altri – il contenuto semantico del discorso, risulta essere l’aspetto meno rilevante della comunicazione. Spesso con le parole diciamo qualcosa, ma con la mimica facciale e con il corpo stiamo aggiungendo molte informazioni, le quali talvolta indicano il contrario di quanto stiamo dicendo.

Dopo una comunicazione ci restano:
-      una serie di ricordi, fatti di parole e immagini (cosa si è detto e cosa è successo);
-      una moltitudine di messaggi non verbali che, a meno che non siamo individui particolarmente attenti e presenti a se stessi, arrivano direttamente al nostro inconscio bypassando la nostra coscienza;
-      una vibrazione sottile che si irradia da anima ad anima.

Le parole e i messaggi non verbali rappresentano due strati dell’involucro che ricopre la reale comunicazione, quella che avviene sui piani sottili, la più efficace e duratura. Verbalmente, una persona ti può parlare delle condizioni atmosferiche, mentre inconsciamente ti sta inviando dei messaggi sessuali oppure sta tentando di convincerti a comprare qualcosa oppure ti sta dicendo che gli dai fastidio e non si fida di te. Sul piano dell’anima sta avvenendo qualcosa di ancora differente, in quanto le due anime si “parlano” attraverso un linguaggio vibratorio. Qui avvengono riconoscimenti che vanno oltre l’attuale incarnazione, richieste di aiuto, abbracci d’amore.

Mentre l’utilizzo della comunicazione via mail o messaggi impoverisce tutta la sfera non verbale (non posso guardare l’altro negli occhi né sapere se ridacchia o si tocca nervosamente i capelli), non è comunque in grado di annullare la comunicazione più profonda, ossia la più importante. Mentre la comunicazione verbale è massimamente manipolabile, quella non verbale è parzialmente manipolabile (nella misura in cui si riesce a controllare il corpo fisico), quella animica non è per nulla manipolabile: sul piano vibratorio tu trasmetti sempre al tuo interlocutore chi sei e quali sono i tuoi reali obiettivi.

Come si collega questo discorso con l’argomento “iniziazioni”?
La preparazione alla prima iniziazione implica l’ottenimento di un certo grado di gestione del corpo fisico. Partendo dal presupposto che il dominio totale del corpo avviene solo alla quinta iniziazione (capacità di »risorgere«, ossia costruire da zero un nuovo apparato psicofisico), resta il fatto che a ogni iniziazione tale dominio si accresce. In particolare la prima iniziazione sancisce un ben preciso grado di padronanza, prima del quale il comportamento fisico di un individuo rientra ancora nella sfera della “meccanicità”.

Sentire in ogni istante quali muscoli sono rilassati e quali contratti; decontrarre quelli che non sono direttamente coinvolti nel movimento che state compiendo (adesso, mentre leggete, sono contratte le vostre spalle? È contratta la vostra mascella? È aggrottata la vostra fronte?); controllo dello sguardo (evitare che gli occhi guardino in direzioni non volute mentre si pensa); decontrazione costante dei muscoli facciali; governo della mimica facciale; padronanza dei movimenti delle mani mentre si parla; gestione dei movimenti del corpo nello spazio; controllo del ritmo e della velocità con cui si parla; controllo dei toni utilizzati nel parlare. Tutto ciò è da acquisire in preparazione alla prima iniziazione.

Vi sembra troppo difficile? Beh... nelle iniziazioni successive si impara a dominare la fame, la sete, il freddo, la stanchezza, rimarginare le ferite e guarire gli infermi... e alla quinta c’è la resurrezione. Vi conviene cominciare a lavorare.

Salvatore Brizzi
(professione: domatore di fiumi)






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