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domenica 21 giugno 2015

Riconoscere la prossimità allo stato di veglia


… … … continua dal post precedente.

Una delle difficoltà più importanti che mi trovo a fronteggiare quando cerco di spiegare ad altri quello che in passato è successo a me, riguarda l'insegnare a riconoscere la prossimità allo stato di veglia. Le persone infatti si avvicinano sovente – più sovente di quanto crediamo – allo stato di veglia, ma non lo riconoscono e lo rifuggono in quanto troppo doloroso.

Un autentico ingresso nello stato di veglia, infatti, provoca un dolore che solitamente parte dal plesso solare e si diffonde sia fisicamente che emotivamente lungo l'intera macchina biologica. Dal momento che culturalmente associamo alle esperienze spirituali solo sensazioni di beatitudine ed estasi, tentiamo di scacciare proprio quelle esperienze spirituali “di picco” – elevate dosi di sofferenza emotiva o fisica – che ci aprirebbero le porte del risveglio.

Tali esperienze sono lì con lo scopo di svegliarci, ma noi non siamo sufficientemente coraggiosi da “cavalcare la tigre” o “spalancare la bocca del leone” (come fa la donna dell'arcano numero 11, La Forza).

Correva l'anno 1993. Era da poco uscito al cinema Bagliori nel buio, e questo è già un fatto degno di nota. Quel giorno mi trovavo in uno stato di rabbia a causa di qualcosa che era accaduto poche ore prima. Nel corso d'un servizio notturno durante il periodo della mia vita che ho trascorso nel reparto dei carabinieri paracadutisti del Tuscania si era verificato un fatto increscioso: un mio collega aveva accusato me d'un errore di fronte ai superiori e io non potevo dimostrare di aver ragione. Inoltre sapevo che il collega era pure in buona fede, ossia che non si era realmente accorto di essere stato lui a sbagliare e non io, perché dal suo punto di vista lui aveva semplicemente seguito le procedure corrette d'ingaggio. Insomma, tutti avevano fatto le cose bene, ma nonostante questo alla fine c'era stato un incidente e qualcuno si era fatto male nel corso d'un conflitto a fuoco (eravamo di servizio in Sicilia nell'ambito dell'operazione denominata Vespri Siciliani).

Stavo ribollendo di rabbia. Una rabbia che aumentava per il fatto che tutta la situazione sapeva di assurdo e che in realtà non avevo nessuno con cui prendermela veramente per ciò che mi stava accadendo. Era un rabbia simile a quando ci accade qualcosa a cui non possiamo più rimediare. Oramai è successo e possiamo solo starci male, perché anche se ce la prendiamo con qualcuno... non cambia nulla. Come quando ti muore un parente durante un intervento e cerchi di far tacere il tuo dolore incolpando il chiururgo.

La cosa che mi bruciava di più era che io, pur essendomi comportato bene, avevo fatto la figura dello stupido.
Non potendo lasciare quel luogo dove ero circondato da colleghi, feci una cosa che poi avrei fatto ancora molte volte nella mia vita: mi isolai rinchiudendomi nel bagno.
E qui accadde per la prima volta.
La mia macchina biologica entrò in uno stato di veglia.

All'epoca non sapevo nulla di “lavoro su di sé”, per cui a un certo punto, mentre ero seduto sulla tazza del cesso a bestemmiare, in maniera del tutto spontanea smisi di pensare agli “attori” del teatrino che stavo vivendo, smisi soprattutto di pensare a come avrei voluto sfogare su di loro la mia rabbia, e la mia attenzione si posò sul mio plesso solare particolarmente infuocato.

Tutto accadde da sé. Si verificò un istante di silenzio assoluto. E poi fu come scivolare nella tana del Bianconiglio. Ebbi la sensazione che alcune aree della mia testa prendessero fuoco, come se un liquido caldo si muovesse attraverso canali che prima non ne erano mai stati irrorati. Un formicolio prese origine da dietro la nuca e si diffuse in tutto il mio corpo fino a raggiungere la punta delle dita.

L'angusto gabinetto in cui mi trovavo rimase lo stesso... ma non era più lo stesso. Chiunque tenti di descrivere questo genere di mutamento della percezione di solito fallisce miseramente. Forse il modo più corretto per affrontare la questione è affermare che finalmente vedevo quel gabinetto per quello che era, come se mi fosse caduto un velo. Il lavandino, lo specchio, l'asciugamani... era tutto più “vivo” rispetto a prima e io stesso mi sentivo più “vivo” rispetto a prima.

La mia mente taceva e io non ero più arrabbiato. Il fuoco che fino a poco prima aggrediva il mio plesso solare tanto da causarmi nausea, si era sciolto e distribuito lungo i nervi di tutto il mio corpo.
Ero salito su un altro piano di energia. Vibravo a un'altra velocità.

Nonostante non capissi niente di quello che mi stava accadendo, mi rendevo conto di stare meglio di prima ed ero contento. In effetti il problema con il mio collega e il relativo incidente avevano perso ogni connotazione negativa. Questa consapevolezza, ossia il fatto che la sofferenza legata alla situazione non fosse oggettiva ma dipendesse unicamente dal mio stato di coscienza, mi rese gioioso. Sentivo che davanti a certe situazioni della vita non era obbligatorio soffrire!
Mi venne da piangere e lo feci.

La mia macchina biologica rimase sveglia per pochi minuti, poi tutto tornò come prima... o quasi; restai in uno stato leggermente alterato (come se avessi fumato) per il resto della giornata e parte della notte. Non ne parlai a nessuno e con il tempo – incredibilmente – dimenticai l'episodio e tornai alle mie rabbie quotidiane. Non avevo ancora un contesto intellettuale a cui ancorare ciò che mi era accaduto, per cui l'esperienza in breve tempo si volatilizzò. Sarebbe ritornata alla mia memoria molti anni dopo, quando avrei deciso d'intraprendere un percorso di crescita interiore.

Quanto più dolore proviamo tanto più siamo vicini a un'esperienza di risveglio dell'apparato psicofisico. La sofferenza della macchina biologica indica la prossimità allo stato di veglia. A questo punto una chiave importante è l'Attenzione: restare concentrati sul dolore e non disperdere l'energia. Si tratta di mettere in pratica un principio alchemico: cuocere a fuoco lento la materia. Se la macchina si surriscalda significa che non si trova più nella zona di comfort e tende a entrare nello stato di veglia. Se resistiamo alle alte temperature è probabile che riusciamo a svegliarla... almeno per un po'.

Il surriscaldamento della macchina, che noi percepiamo come sofferenza emotiva, non va vissuto in maniera negativa, ma come segnale certo d'un fenomeno eminentemente spirituale. A questo punto è importante non reagire con la fuga o con la vendetta nei riguardi delle persone che ci circondano, perché questo diminuisce il regime della fiamma e allontana dal Regno dei Cieli. Ma, ovviamente, non dobbiamo esagerare, perché ogni alchimista possiede un diverso livello di tolleranza al fuoco e il rischio è quello di “bruciare” l'apparato psicofisico rendendolo inservibile.

Per evitare di disperdere l'energia abbassando il regime della fiamma è indispensabile smettere di considerare gli eventi esterni come causa delle nostre sofferenze. Questo è il passo più difficile e allo stesso tempo fondamentale. La proiezione del nostro stato emotivo sulle persone intorno a noi costituisce infatti una trappola terribile. Arrabbiarsi con qualcuno che si trova all'esterno di noi equivale a far “sfiatare” una condotta per ridurne la pressione all'interno. E in effetti talvolta può risultare indispensabile ridurre la pressione all'interno della maccchina biologica per evitare che esploda.

Le nostre cariche emotive irrisolte creano letteralmente il nostro futuro... o meglio, l'illusione del futuro, perché in verità a un certo punto ci sarà evidente che lo scorrere stesso del tempo è solo un'illusione originata dalla ripetizione seriale di episodi tutti analoghi. La trasmutazione della carica emotiva sarebbe infatti di per sé un'operazione istantanea, slegata dal tempo e dal concetto di “percorso”. Ma se l'apparato psicofisico non è capace di reggere elevati livelli di fuoco in una sola volta, allora la vita “frantuma” il processo di trasmutazione in episodi differenti la cui successione dà origine alla sensazione del tempo che scorre in avanti.

[Dopo aver scritto i due post più importanti di questo blog, posso anche riposare per un paio di mesi.]

Salvatore Brizzi
(occupazione: domatore di fiumi)



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Ven 26 Giugno - MILANO
Seminario ALCHIMIA E NEUROSCIENZE tenuto da Erica Poli e Salvatore Brizzi.

Dom 05 Luglio - ROMA
Seminario VANGELO E LAVORO SU DI Sé tenuto da Salvatore Brizzi.
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11 e 12 Luglio - RIMINI
Seminario TEATRO e FIORI DI BACH
tenuto da Irene Curto e Chiara Pierobon.

Dom 19 Luglio - TORINO
Seminario PARERGA e PARALIPOMENA tenuto da Salvatore Brizzi.
Seminario di domande e risposte.
Per info: daniela@risvegliodellacoscienza.it

dal 23 al 27 Agosto – CISSONE (TO)
Seminario residenziale VIVERE LA PRESENZA
tenuto da Paola Costa, Daniela Castellani, Salvatore Brizzi.
Per info: fabio.crisopea@outlook.it

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Per info: ilgiardinodeilibri@email.it

Dom 11 Ottobre -SAVIGLIANO (CN)
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e il linguaggio dei SACRAMENTI 
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mercoledì 27 maggio 2015

Portare la macchina in stato di veglia


Questo è un articolo lungo e piuttosto denso, quasi un manuale, per cui vi consiglio di non leggerlo di fretta, ma prendervi qualche minuto per studiarlo attentamente.

L’essere umano è costituito di una macchina biologica – un apparato psicofisico – e un’anima, ossia il suo vero Sé. La macchina biologica si trova nell’uomo comune in uno stato di più o meno profondo addormentamento, il che le impedisce di venire utilizzata efficacemente dall’anima per i suoi scopi evolutivi.

L’anima di per sé non è né sveglia né addormentata, è semplicemente Presenza allo stato puro, ma non riesce a comunicare né a governare l’apparato psicofisico finché questo resta addormentato. L’anima si è, per così dire, identificata con la macchina biologica addormentata e ne subisce la volontà. La macchina è infatti dotata di una grande forza di volontà, tanto da permettersi di trascinare lo stesso Sé nei suoi loschi affari.

Le macchine biologiche terrestri, per esempio, provano un sinistro piacere nello scegliere e poi acquistare una grossa automobile nuova, nel guardare la partita di calcio con gli amici, nel ballare ritmi latino-americani e, soprattutto, nel viaggiare verso le principali mete turistiche. È infatti d’obbligo per un apparato psicofisico che si rispetti essere stato almeno una volta a Barcellona, Parigi, Londra, Miami, New York ed Egitto, pubblicare su facebook le immancabili foto, e parlarne poi a lungo, la sera, dopo una giornata lavorativa da servi del sistema, con gli amici che ci sono già stati oppure con quelli che desiderano andarci a breve (“perché non puoi perderti New York”).

Se osserviamo da vicino il comportamento d’un apparato psicofisico addormentato  potremmo inorridire nel sorprenderci a considerare davvero importante quale tipo di automobile guidiamo oppure quanto sbaveranno gli uomini se indossiamo quella gonna così corta. Che questo avvenga consciamente o inconsciamente... non fa alcuna differenza.

Nell’addormentamento consideriamo come “nostro carattere” o “nostro stile di vita” ogni genere di turba psichica della macchina, la quale può anche prodursi in grandi discorsi filosofici ma poi di norma possiede un senso morale che si trova una tacca sotto quello di un cacciatore di delfini peruviano, e che le consente di mettere in atto comportamenti come tenersi il resto in eccesso che la cassiera ci ha dato per errore oppure fare sesso con l’amante nel pomeriggio e poi andare a cena con la moglie e i figli.

Vista così, un’anima in balia d’una macchina biologica può risultare estremamente divertente, almeno quanto un bambino lasciato chiuso dentro un’automobile parcheggiata in cima a una discesa, cui si è appena rotto il freno a mano.

Ma esiste una via d’uscita per questa poco invidiabile situazione?
Sicuramente. Ma questa via non passa per una modificazione diretta dell’apparato psicofisico stesso, in quanto i tentativi portati in tal senso non forniscono risultati permanenti in termini di sviluppo dell’anima. In altre parole, gli sforzi messi in atto per interrompere certi comportamenti della macchina sono pericolosi per la macchina stessa e a lungo andare inutili.

Tutto ciò che possiamo fare è sforzarci di portare la macchina in stato di veglia, anziché tentare di modificare gli aspetti della macchina che non ci piacciono. Questo particolare stato di intensa Presenza, se applicato costantemente, guarisce in maniera naturale le distorsioni energetiche presenti nell’apparato psicofisico, senza per questo doversi soffermare sul significato mentale e storico della singola emozione negativa. Non si tratta di “modificare le credenze inconsce” (ammesso che qualcuno ci riesca davvero) né di andare a vedere in che modo il tono di voce della mia maestra elementare ha influenzato la mia sessualità di oggi. Si tratta di svegliare la macchina affinché l’anima possa servirsene.

Tutto ciò che percepiamo come “aspetti negativi della macchina” è sempre, in ultima analisi, il risultato dello stato di sonno dell’apparato psicofisico. Se interrompiamo lo stato di sonno, interromperemo anche, come effetto collaterale di tale interruzione, le manifestazioni negative dell’apparato psicofisico, senza aver necessariamente lavorato su ogni singola manifestazione.

Il sonno della macchina è la sorgente di energia di ogni nostra manifestazione negativa. Svegliare l’apparato psicofisico è molto più radicale che riprogrammare le reazioni inconsce dello stesso, sebbene, come spiegherò a breve, i tentativi di risveglio della macchina sono intimamente collegati con le nostre distorsioni inconsce. Il punto è che finora pochi in Italia sono riusciti a operare questo risveglio della macchina. Uno è morto di recente e gli altri si guardano bene dal far vedere la loro faccia in giro.

La dimensione animica in verità non è da un’altra parte, si trova sempre sotto gli occhi della macchina biologica, anche in questo istante, mentre leggete, ma non potete percepirla perché, per l’appunto, la macchina che utilizzate è addormentata.

Fortunatamente l’apparato psicofisico tende a portarsi in stato di veglia in maniera spontanea. Ma sfortunatamente tutte le volte che giunge vicino al risveglio noi mettiamo in atto ogni comportamento possibile per farlo ricadere nel sonno.

Quando, a causa di un evento esterno, la macchina innalza il suo livello vibratorio e si porta alle soglie del risveglio, noi la ricacciamo indietro. Un eccessivo innalzamento della frequenza vibratoria viene infatti percepito come un dolore più o meno intenso sul piano emotivo. Lo stato di veglia è scomodo, procura fastidio, fa male. E noi non siamo stati educati a percepire il nostro dolore emotivo come un tentativo della macchina di uscire dal sonno. La verità è che non siamo abbastanza coraggiosi dal sopportare l’intenso dolore causato dal risveglio di un apparato psicofisico che è abituato a stare nel sonno.

Ogni volta che – stimolato da un evento della vita – l’apparato psicofisico si avvicina al risveglio, noi avvertiamo questo innalzamento vibratorio come rabbia, frustrazione, paura o un’intensa gelosia. Questo sentire è solo un riflesso del fatto che quella frequenza vibratoria è troppo elevata per il nostro sistema nervoso; in altre parole, non siamo fisicamente pronti per il risveglio. Come conseguenza mettiamo in atto comportamenti che diminuiscono il dolore, ossia cerchiamo di far ridiscendere il livello vibratorio modificando con le parole o con i fatti l’evento esterno oppure rimuovendolo dal nostro ricordo nel più breve tempo possibile.

Non è vero infatti che “il tempo guarisce ogni ferita”, bensì che il tempo rimuove la ferita e la conserva nell’inconscio, ma questa prima o dopo creerà un’altra situazione con il fine di richiamare l’attenzione su di essa. Cambieranno i personaggi capaci di far riemergere le ferite inconsce, gli uomini che incontriamo non avranno più esattamente il volto di nostro padre e le donne non avranno il volto di nostra madre; potranno essere il capufficio, un amante o il partner, ma la loro energia richiamerà in qualche modo le figure parentali. Noi crederemo di essere attratti da quella persona quando invece rispondiamo a un’esigenza della macchina biologica ferita.

Ma tutto può essere cambiato.
Quando l’anima esercita la sua Presenza e la forza della sua Attenzione – a lungo e in maniera costante – può utilizzare la macchina per produrre emozioni superiori, ma per farlo deve approfittare proprio di quei momenti in cui la vita stessa la conduce a un passo dal risveglio per mezzo di situazioni dolorose.
Buon Lavoro.

... ... ... continua nel post successivo.

Salvatore Brizzi
(occupazione: domatore di fiumi)


 
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lunedì 4 maggio 2015

Il FuocoFisso - Il Guerriero


…continua dal post precedente.

Il Guerriero sostiene il Fuoco, ma non si brucia.
Il Guerriero ha un luogo dove abita, ma non ha patria.
Il Guerriero ha un compagno cui appartiene, ma nessuno che lo possiede.
Il Guerriero ha dei figli di cui è responsabile, non anime di cui può cambiare il destino.
Il Guerriero svolge il suo Servizio attraverso una mansione, non sceglie un mestiere per guadagnarsi da vivere.
Il Guerriero diviene veicolo del Vero, non si limita a ripetere i concetti dei Maestri.
Il Guerriero è compassionevole, ma non debole.
Il Guerriero è inamovibile nelle sue decisioni, ma non rigido nel suo pensiero.
Il Guerriero non esprime un parere, afferma.
Il Guerriero colpisce senza esitare, ma non ferisce, semmai guarisce con la spada.
Il Guerriero fa l’amore, non sfoga i suoi istinti.
Il Guerriero perdona, ma non dimentica la faccia del nemico.
Il Guerriero si prende cura del suo compagno, ma non lo soffoca.
Il Guerriero non teme nulla, ma non è spavaldo.
Il Guerriero attende il giusto tempo, ma non rimanda.
Il Guerriero è stabile, ma non immobile.
Il Guerriero è generoso, ma non concede nulla.
Il Guerriero ti tiene prigioniero del suo Cuore, con manette fatte di neve.

Questa è l’espressione del FuocoFisso.

Salvatore Brizzi
(occupazione: domatore di fiumi)


 
LA GRANDE AVVENTURA
di E.J. Gold
con prefazione di Salvatore Brizzi




 
A questi due link è possibile ordinare Guerrieri Metropolitani
con uno sconto del 15%
a soli 8,50 euro:




APPUNTAMENTI DA SEGNALARE

Ven 8 Maggio - RIMINI
Convegno  VIVI BENESSERE  intervento di Salvatore Brizzi alle ore 15:00.
Per info e programma interventi:  ViviBenessere

Dom 10 Maggio - RIMINI
Seminario  VANGELO E LAVORO SU DI Sé  tenuto da Salvatore Brizzi.  Per info:
ilgiardinodeilibri@email.it
  
Dom 17 Maggio – TORINO
Seminario  I TAROCCHI E IL SENTIERO DEL RISVEGLIO  tenuto da Salvatore Brizzi 
Per info  daniela@risvegliodellacoscienza.it

Dom 24 Maggio - ROMA
Seminario  NATI DALLA SPIRITO  tenuto da Irene Curto.  Per info: manuelapaloni@gmail.com

Sab 30 Maggio - RIMINI
Seminario  I TALENTI  tenuto da Irene Curto.  Per info:




8 Maggio
Rimini
VIVI BENESSERE
Intervento di Salvatore Brizzi alle 15:00
per info e programma:




10 Maggio
Rimini
VANGELO E LAVORO SU DI Sé
tenuto da Salvatore Brizzi
per info  ilgiardinodeilibri@email.it




17 Maggio
Torino
I TAROCCHI
E IL SENTIERO DEL RISVEGLIO
tenuto da Salvatore Brizzi
per info daniela@risvegliodellacoscienza.it


24 Maggio
Roma
NATI DALLO SPIRITO
tenuto da Irene Curto
per info  manuelapaloni@gmail.com




30 Maggio
Rimini
I TALENTI
tenuto da Irene Curto
per info  info@clubdelgatto.it






Draco Daatson – video 3 – Pietro Petrocchi:

Draco Daatson video 3 Pietro Petrocchi


martedì 21 aprile 2015

Il Matrimonio


Poiché Cristo elevando il matrimonio dei suoi fedeli alla dignità di vero e proprio sacramento, lo rese in effetto segno e fonte di quella speciale grazia interna, con la quale «portava l'amore naturale a maggior perfezione, ne confermava l'indissolubile unità, e i coniugi stessi santificava».
Pio XI, enciclica Casti Connubii, La citazione tra virgolette è dal Concilio di Trento, sess. XXIV

Ciò che distingue e irrimediabilmente distanzia il matrimonio civile da quello religioso è la dimensione atemporale di quest’ultimo, circostanza che lo colloca nella sfera della spiritualità anziché in quella della materialità. Il patto matrimoniale è infatti indissolubile. La sacralità del rituale stesso lo rende eterno, il che può risultare decisamente incomprensibile alla regredita mentalità moderna. Non sempre infatti una mentalità è più progredita solo perché è successiva nel tempo.

Quello che viene impropriamente definito come “annullamento della Sacra Rota” non è in realtà un annullamento, bensì un riconoscimento, previe accurate indagini, della sussistenza di una causa di nullità, tale da viziare la validità del matrimonio già in origine. Per cui il Matrimonio viene dichiarato nullo ab initio, come se non fosse mai stato contratto, in quanto non può in nessun caso venire annullato un Matrimonio che sia stato correttamente contratto.

L’esempio più classico è un’unione che non è frutto di libera scelta dei coniugi; nonostante la cerimonia e la successiva consumazione, questi coniugi non sono mai stati sposati. Il tribunale canonico non annulla il matrimonio, bensì accerta che per questa causa il matrimonio in realtà non c'è mai stato.

Ciò che però vorrei rendere chiaro in questo post è che l’indissolubilità del patto matrimoniale («uno e inscindibile») non è una questione di codici e leggi, bensì un fatto energetico sottile che va ben al di là dei poteri della Sacra Rota. Voglio dire che per mezzo della celebrazione di questo sacramento i due coniugi restano legati per sempre sul piano animico attraverso un sigillo!

E l’espressione “per sempre” fa paura all’uomo moderno, abituato a tutto ciò che è di natura temporale e quindi corruttibile. Chi di noi è in grado di fare una scelta “per sempre”? Oggi le coppie si sposano perché «ci sembrava simpatico fare la festa con tutti i parenti». Si è persa la dimensione del sacro che, come dicevamo, è intimamente legata alla misura eterna dell’atto stesso. Qualunque cosa facciano i due sposi successivamente, in questa incarnazione o in quelle successive, il loro patto non è infatti né corruttibile né scindibile, in quanto non concerne la sfera terrestre. La cerimonia in chiesa non è altro che l’espressione più terrena e visibile di qualcosa di molto potente che accade su altri piani. Spesso una coppia che si sposa in questa vita lo ha già fatto in vite precedenti e si parla allora di “rinnovare il patto”.

Che vi piaccia o meno, resterete legati per sempre in maniera profonda al vostro ex marito!
Questo però non è un fatto negativo, poiché si tratta d’un sigillo di carattere squisitamente animico. Per quanto le due personalità siano poi giunte con il tempo a odiarsi – in mancanza di un lavoro su di sé – sul piano animico c’è solo amore, ed è giusto che questo in alcuni casi venga suggellato/sigillato per sempre.

È giusto che il Matrimonio sia indissolubile come è indissolubile l’Amore, quello vero, che infatti appartiene alla dimensione cardiaca e quindi animica. L’Amore in realtà non finisce; l’Amore autentico è per sempre, indipendentemente da quanto accade nella sfera della personalità. Essendo il Matrimonio un donarsi senza riserve di carattere temporale (per sempre e a un solo partner), esso risulta essere la più immediata conseguenza di un Amore Eterno.

Per inciso, è bene ricordare che l’impegno del patto matrimoniale prevede i tria bona matrimonii, che la coppia accetta di rispettare tutta la vita:
bonum sacramenti (indissolubilità del vincolo coniugale),
bonum prolis (apertura alla nascita di figli),
bonum fidei (accettazione del vincolo esclusivo di fedeltà all'altro coniuge).

Quando si tratta di sacramenti non stiamo mai parlando di atti dal valore unicamente simbolico, bensì di gesti che richiamano dall’Alto precise energie sottili. Durante la celebrazione del Battesimo lo Spirito Santo (il Fuoco) scende sui due genitori e sul bambino. Nel Matrimonio lo Spirito Santo scende sui due sposi, talvolta in maniera così evidente da farli vacillare.

Di fronte all’eternità, o anche solo a una vita trascorsa insieme, la mente razionale tentenna e viene assalita da mille dubbi. Questo è giusto, poiché unicamente con il Cuore si può trovare il cor-aggio di pronunciare un sì che vale per sempre.

Salvatore Brizzi
(occupazione: domatore di fiumi)


LA GRANDE AVVENTURA
di E.J. Gold
con prefazione di Salvatore Brizzi


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APPUNTAMENTI DA SEGNALARE

Sab 25 Aprile - RIMINI
Seminario  I TALENTI  tenuto da Irene Curto.  Per info:

Sab 25 Aprile - TORINO
Convention PROGETTUALITà IN CAMPO EDUCATIVO  tenuta da Salvatore Brizzi e Eleonora Caroppo in occasione dell’Assemblea Nazionale di Crisopea.  Per info:

Dom 26 Aprile - TORINO
Convegno su  APOLOGIA DELLE BUONE MANIERE  tenuto da Igor Sibaldi e Salvatore Brizzi.  Orario: dalle 10:30 alle 18:30. Per info:  enza_vitale@tiscali.it

Sab 02 Maggio - TORINO
Performance  EVANGELIO  tenuta da Irene Curto e i suoi allievi.  Per info:

2-3 Maggio – BUROLO (TO)
Seminario  GIOVANI IN  MISSIONE SULLA TERRA  tenuto da Paola Costa e Salvatore Brizzi.  Riservato a un pubblico fra i 18 e i 30 anni. Per info:



25 Aprile
Rimini
I TALENTI
tenuto da Irene Curto
per info  info@clubdelgatto.it


26 Aprile
Torino
APOLOGIA DELLE BUONE MANIERE
tenuto da Igor Sibaldi e Salvatore Brizzi
per info  enza_vitale@tiscali.it


  
02 Maggio
Torino
Performance EVANGELIO
tenuto da Irene Curto



02-03 Maggio
Burolo (TO)
Giovani in missione sulla Terra
tenuto da Salvatore Brizzi e Paola Costa



sabato 4 aprile 2015

Il FuocoFisso



Evoluzione spirituale sul pianeta Terra:

1- Uomo selvaggio
2- Uomo medio
3- L’intellighenzia del pianeta         (filosofi, artisti, grandi imprenditori, grandi uomini di stato, ecc.)
4- Uomo sul Sentiero
    a) Interessato
    b) Parzialmente impegnato
    c) Totalmente impegnato
5- Discepolo in Prova
6- Discepolo Accettato          (vive sotto l’aura del maestro)
7- Iniziato
Gradi di risveglio:                     I iniziazione   (Chakra della Gola – ghiandola: tiroide)
                                               II iniziazione   (Chakra Alta Major – ghiandole paratiroidi)
                                               III iniziazione   (Ajna Chakra – corpo pituitario o ipofisi)
8- Arhat                                 Iniziato di IV Grado   (Chakra del Cuore – ghiandola: timo)
9- Maestro                            Iniziato di V Grado   (Chakra Corona – ghiandola pineale o epifisi)

Talvolta il Logos Solare – ciò che per noi è Dio – non riesce ad assorbire tutto il flusso del FuocoFisso che proviene da lontano, ossia, in ultima analisi, da Hunab Ku, il centro della galassia, il Grande Utero. Così il nostro Sole è costretto a deviare rapidamente tale potente energia verso i suoi pianeti e fra questi vi è la Terra. Dal centro della galassia il Fuoco giunge quindi al Sole e da questo alla Terra, dove viene assorbito dai maestri e dai loro ashram, che lo utilizzano per servire l’umanità nei campi più disparati.

Quando il Fuoco è insostenibile, i Signori dei Chakra, ossia i maestri (iniziati di quinto grado) – così detti in quanto hanno ottenuto il controllo completo dei loro centri energetici – devono a loro volta dirigere il flusso del FuocoFisso verso chiunque sia ricettivo. Di solito comunque tocca agli iniziati sostenere l’impatto della corrente. Essi poi, a loro volta, devono trovare il modo di esprimere il Fuoco verso l’esterno per mezzo del servizio.

Uno dei problemi maggiori dell’iniziato è che quando il Fuoco inizia a scorrere, non può più essere fermato. Dal momento in cui si diviene ricettivi ad esso, il Fuoco deve essere espresso, vita dopo vita. Magari un individuo è già stato un Discepolo o addirittura un Iniziato in una vita precedente e in questa vita si ritrova a dover gestire suo malgrado una grande quantità di questa corrente ignea senza neppure sapere di cosa si tratta. Se non è sufficientemente evoluto sul cammino spirituale tutto questo Fuoco andrà veicolato nei chakra inferiori e perduto. Nei casi più fortunati ciò accadrà solo per la prima parte della propria vita – dopodichè il Discepolo o l’Iniziato ricordano chi erano e riprendono la “retta Via” da dove l’avevano interrotta –, nei casi meno fortunati l’oblio spirituale perdura per tutta la vita.

C’è da dire che l’uomo comune, che non ha sviluppato l’anima, viene definito con il termine tiepido, ossia privo di Fuoco. (Poiché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca! Apocalisse 3,16). Mentre coloro che stanno sviluppando in un certo grado la loro anima cominciano a essere pervasi dal Fuoco, e questi si dividono in due categorie:

Coloro che veicolano il Fuoco attraverso i chakra inferiori.
Coloro che veicolano il Fuoco attraverso i chakra superiori (discepoli o iniziati, in questa vita o in vite precedenti).

Nel corso delle prime incarnazioni nelle quali si diviene ricettivi al Fuoco grazie alla progressiva costruzione dell’anima, l’individuo possiede una scarsa capacità di osservare e controllare il suo Fuoco, motivo per cui questo verrà meccanicamente veicolato attraverso i centri inferiori. Grande energia nel fare le cose, una sessualità esplosiva, inseguimento di traguardi lavorativi o sportivi, creatività all’ottava bassa (capacità di inventare, ma mai in maniera davvero innovativa, come nell’autentica intuizione). D’altra parte sono possibili anche grande aggressività, sintomi depressivi, disturbi dell’alimentazione, ecc.

Se si tratta di un Iniziato, dopo una prima parte della vita trascorsa quale “schiavo del Fuoco”, egli comincia a “ricordare chi è” e si adopera per veicolare il Fuoco nei centri superiori, al fine di non sprecarlo ma tenerlo sotto controllo e utilizzarlo per il bene comune. La sessualità non sarà meno potente, perché il Fuoco canalizzato è sempre lo stesso, ma la sua espressione sarà molto più controllata, più consapevole in ogni istante, più onnicomprensiva e quindi più appagante. Lui o lei non saranno più dei “manovali del sesso”, costretti a soggiacere a ogni istinto oppure costantemente impegnati a emettere irradiazioni sessuali a destra e a manca, come degli ami a cui ogni tanto qualche pesce abbocca, ma acquisiranno potere decisionale sulle proprie emissioni così come su ciò che entra nei piani sottili.

Nella sfera del lavoro si prenderanno delle decisioni e si compiranno delle azioni dettate dal Cuore, ossia dal desiderio di servire l’umanità e non più solo in funzione del godimento derivante dal proprio successo personale. Il Bello e il Bene verranno prima delle gratificazioni della personalità. Le intuizioni proverranno dai piani più elevati e saranno autentiche “creazioni”.

Persino il concetto stesso di “divertimento” muta con il mutare dei centri attraverso cui scorre il Fuoco. L’uomo che ancora non vive nei centri superiori associa il divertimento alle emozioni forti, che scuotono la personalità a livello sessuale o sul piano del piacere astrale (correre forte in macchina, ballare tutta la notte, vedere tanta gente, bere con gli amici e farsi grasse risate).

...continua in un prossimo post.

Salvatore Brizzi
(occupazione: domatore di fiumi)

 

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