ATTENZIONE!!!
CHI VUOLE RICEVERE I NOSTRI AGGIORNAMENTI SETTIMANALI
DEVE CLICCARE SU UNO DEI PDF QUI SOTTO A SINISTRA
E COMPILARE IL FORM CHE TROVERA' NELLA NUOVA PAGINA.


sabato 9 giugno 2018

Questione di gusto o di livello?


«Io di solito ascolto musica classica, a te quale musica piace?»
«Io la classica non la sopporto, mi annoia. A me piace l’hip-hop, perché è una musica che ha un senso, ti parla dei problemi di tutti i giorni. È una musica di protesta».

Qualcuno ascolta Giovanni Allevi, Ludovico Einaudi, Giovanni Sollima, Yann Tiersen, Ryūichi Sakamoto, Richard Clayderman, mentre qualcuno ascolta Alessandro Aleotti (un milanese meglio conosciuto come J-Ax, fondatore del duo Articolo 31) o Federico Leonardo Lucia (un milanese meglio noto come Fedez). Sarebbe divertente fare un sondaggio fra gli italiani per capire quanti di loro, quando si parla di J-Ax o Fedez li collegano subito a dei volti televisivi, mentre se si nominano Sakamoto o Sollima “cadono dalle nubi”!

«Beh... è una questione di gusti. Il mondo è bello perché è vario e ognuno è libero di scegliere» risponde il terricolo medio. In realtà entrambe le affermazioni sono false: non è una questione di gusti e nessuno è libero di scegliere. Le persone non ascoltano la musica perché la scelgono, bensì perché è nella loro natura vibrare in sintonia con alcuni suoni e non con altri. Che si possa scegliere è una beata illusione, in tutti i campi. Inoltre, la musica non è tutta uguale, ma appartiene a differenti LIVELLI VIBRATORI DELLA COSCIENZA. E ogni musica si rivolge unicamente a chi, almeno con una parte di sé, risponde a tali vibrazioni.

Chi riesce a produrre certe melodie possiede un’anzianità animica superiore a chi riesce a produrre solo i testi della musica pop o le grida guttural-sataniche dei Venom, così come per saper suonare il violino occorre un’anzianità animica superiore che per suonare il tamburo. Fra la musica degli U2 e quella di Alvaro Soler c’è una differenza di livello, non di gusto, e se non lo comprendete... beh... abbiamo un problema.

Non fraintendetemi (lo so che lo state già facendo), non sto affermando che chi ascolta Fedez sia meno evoluto di chi ascolta Sollima. Io stesso ascolto un po’ di tutto e spazio da Madonna a Battiato, dai Depeche Mode a Paul Kalkbrenner, da David Bowie a Marilyn Manson. In effetti Fedez e J-Ax proprio non ce la faccio, è quel finto-alternativo, finto-rivolta-di-noi-giovani che strizza l’occhio alla finta-sinistra e che per fare la rivoluzione-di-noi-giovani si limita a bere birra e fumare le canne fino alle 4 del mattino... criticando quelli che invece vanno in discoteca. Quando mi piaceva ascoltare il rap ascoltavo gli Assalti Frontali (Onda Rossa Posse) o i 99Posse, il punk filosovietico dei CCCP o quello destrorso degli Ultima Frontiera. Ma la musica classica ha sempre inevitabilmente fatto da sfondo a tutto questo. Lì non trovavo significati mentali, ma solo l'appagamento della mia anima.

Non sto parlando male d'un genere musicale in favore d'un altro, sto solo affermando che chi non riesce ad ascoltare Einaudi perché si annoia o si innervosisce oppure ascolta Wagner e gli viene voglia d'invadere la Polonia... ha sicuramente un problema a sostenere certe vibrazioni. Se Fedez e J-Ax il 1 Giugno cantano a San Siro davanti a 79 mila persone urlanti... questo problema è diventato un problema sociale. La gente non sa più cos’è la musica, non ne distingue gli scopi né le vibrazioni. E questo, ve lo assicuro, riguarda la coscienza collettiva e non i gusti personali.

E il medesimo discorso può essere fatto per la lettura, il cinema, l'arte o qualunque altro campo, fino alla politica. Ebbene sì... non crediate che in quel campo tutto si equivalga e che anche fra i partiti non siano presenti differenti livelli, in base alla vibrazione emanata. Qualcuno ama leggere il romanzo rosa o il thriller più in voga del momento, qualcun altro passa le ore su Gurdjieff, Osho o su Autobiografia di uno Yogi. C’è chi si istruisce sui libri di cucina e chi cerca di capire come funziona la sua mente studiando libri di psicologia, motivazionismo o comunicazione non verbale. Non è una questione di gusti, ma di livello di coscienza.

La società moderna – non più democratica, ma sempre più fortemente “democratizzante” – vuol farci credere che siamo tutti uguali e che le eventuali differenze facciano sempre riferimento a un piano orizzontale (il gusto personale, appunto) anziché a un piano verticale (il livello delle coscienze, appunto). La differenza non è solo filosofica ed è di massima importanza, perché se il confronto viene tenuto sul piano orizzontale, tutto viene appiattito sulle due dimensioni. In altre parole, tu non sei meglio di me, nessuno è meglio di me, semplicemente abbiamo interessi e gusti differenti. Si perde ogni termine di paragone superiore e quindi il senso di crescita personale verso un obiettivo più elevato. Non mi sento in difetto se non sopporto certa musica o trovo inutili certi libri, e come conseguenza non mi sento in dovere di migliorarmi.

Sappiate che Socrate non è superiore ad Alvaro Soler, ma semplicemente «hanno seguito passioni differenti» oppure «lui ha avuto la possibilità di studiare, l’altro no», ma, soprattutto «Socrate ti fa pensare troppo, mentre il mitico Alvaro ti fa “muovere la cintura” e non ti fa pensare ai problemi» ... e via dicendo.
Benvenuti sulla Terra.

Salvatore Brizzi
[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]





GUARDA IL PROMO DEL VIDEO-SEMINARIO
L’INTUIZIONE
Come incarnare i propri talenti
a questo link





APPUNTAMENTI DA SEGNALARE

17 Giugno – MODENA
Seminario
LA VIA DEL DISCEPOLATO
Lezioni sugli insegnamenti di Alice Bailey
condotto da Salvatore Brizzi
Per info:  info@centroculturalelalbero.org
oppure 335 6684108

22 Luglio – BRESCIA
Seminario
IL LATO OSCURO DELLA FORZA
Come l’Ombra agisce sia nella società che dentro di noi
condotto da Salvatore Brizzi
Per info:  assoltreilvelo@gmail.com  Tel.:  030 220352









Leggi le frasi che pubblico regolarmente su TWITTER:


Guarda il profilo su LINKEDIN:


Dai uno sguardo alle nostre immagini su PINTEREST:


Clicca MI PIACE sulla mia pagina FACEBOOK:

 




lunedì 14 maggio 2018

Il denaro nel percorso spirituale


Il denaro è il compenso che riceviamo per aver fatto qualcosa per il mondo. Non dobbiamo infatti concentrarci sullo sforzo per ottenere denaro, ma dobbiamo rispondere alla domanda: «Qual è l’attività che più mi piace svolgere e che posso offrire come mio dono per il mondo?». Il mondo ha bisogno che tu diventi una persona di successo ed è un tuo dovere rispondere a questa chiamata.

Il denaro di per sé non ci farà diventare grandi, ma è il mezzo che possiamo utilizzare per compiere cose grandi. Per fare questo dobbiamo però risolvere un paio di meccanismi che si trovano radicati nel nostro inconscio:

1)   L’avidità di denaro, che ci fa credere di aver bisogno di cifre sempre più consistenti, perché la famosa “sicurezza economica” è come la linea dell’orizzonte nel deserto: una linea immaginaria, impossibile da raggiungere all’esterno di sé. L’avidità deriva dalla paura di morire.
2)   Il senso di colpa riguardo al denaro, quello che ci fa pensare: il denaro è la radice di tutti i mali, il denaro è il demonio, il denaro è responsabile delle guerre, il denaro rende disonesto chi lo possiede, non si può diventare ricchi e rimanere puri e piacere a Dio. Questo meccanismo INCONSCIO fa sì che colleghiamo ogni guadagno che vada oltre la mera sopravvivenza, all’azione del male dentro di noi.

Io qualche vero ricco in passato l'ho conosciuto (di quelli che entrano da Louis Vuitton e comprano un intero scaffale) e vi posso assicurare che non sono avidi di denaro. Lo usano, lo apprezzano, lo sfruttano, ma non ne sono avidi, perché non vivono nella paura. E sono così non perché appartengono a un’altra specie, ma perché sono stati educati fin da piccoli a concepire in questo modo il denaro. Non sono stati educati né alla paura di rimanerne senza, né al senso di colpa per averlo. E quei pochi – meno di quel che pensate – che si sono arricchiti pur essendo avidi... prima o poi perderanno ciò che hanno… e nel frattempo saranno vissuti nella paura di perderlo. Se insieme alla ricchezza non c’è anche serenità interiore non si può parlare di vero benessere, altrimenti potremmo prendere come esempi anche i boss mafiosi, ma credo che nessuno di voi si sentirebbe felice nel condurre quel tipo di vita.
                  
Noi vogliamo amare il denaro come si ama – o si dovrebbe amare – il proprio partner: con gioia, con ammirazione, con trasporto... ma senza attaccamento, senza possesso, senza paura di poter perdere l’oggetto del nostro amore. Questo è un amore che rende libere entrambe le parti e fa sì che continuino ad attrarsi.

Esiste un approccio “verticale” al denaro, che va oltre le comuni concezioni:
1)   Il denaro può essere amato, ma non posseduto;
2)   Il denaro non va combattuto, né bisogna combattere per esso;
3)   Il denaro va rispettato, ma non idolatrato;
4)   Il denaro serve per migliorare il mondo;
5)   Del denaro si può disporne a piacimento pur senza sentirlo proprio;
6)   Il denaro serve a realizzare obiettivi, ma non è l’obiettivo;
7)   Il denaro diviene veramente nostro solo quando non ne sentiamo più il bisogno.

In un mondo che ha una disperata necessità d’aiuto non possiamo limitarci a guadagnare i soldi che ci servono per arrivare a fine mese e permetterci una vacanza all’anno. Questo è il vero egoismo. Questo significa pensare unicamente a se stessi e alla propria famiglia, utilizzando come scusa la povertà e il desiderio di rimanere onesti. Più soldi significherebbe anche più responsabilità nei confronti del mondo, e in fondo poche persone vogliono portare questo fardello.

Non costruite pozzi in Africa perché siete poveri o siete poveri perché non usereste mai i soldi per costruire pozzi in Africa? Non avete grandi obiettivi perché siete poveri oppure siete poveri perché non avete grandi obiettivi?

Nelle scuole del futuro insegneranno che il denaro deriva dall’amore per la propria missione di vita. Il denaro verrà considerato uno strumento spirituale, attraverso il quale ogni persona potrà misurare se stessa, ossia il suo rapporto profondo con la paura e con il senso di colpa. Analizzando il loro rapporto con il denaro le persone saranno in grado di portare alla luce ciò che si nasconde nel loro inconscio. Il denaro, infatti, non mente mai.

Non il desiderio di fare soldi, bensì una visione straordinaria guiderà i nostri figli... che saranno i ricchi del futuro, non grazie, ma nonostante i loro genitori. Il denaro servirà a convogliare la luce dell’anima all’interno della materia, permettendole di manifestarsi appieno attraverso il compimento d’una particolare missione.

Come gli abusi fisici si trasmettono da una generazione all’altra a causa dell’esempio del genitore che viene registrato nei muscoli e nelle ossa del bambino – il bambino abusato diventa infatti spesso a sua volta un abusatore – allo stesso modo, il rapporto disfunzionale che i genitori hanno con il denaro viene registrato e tramandato ai figli. Un appello ai genitori: non crescete i nuovi poveri che poi verranno consolati da papa Francesco, piuttosto crescete i nuovi ricchi che con la loro influenza cambieranno anche la politica e aiuteranno il mondo a crescere.

Correggere il proprio atteggiamento nei confronti del denaro contribuirà a sistemare quasi ogni aspetto della vita.
Billy Graham (1918-2018, famoso predicatore americano e consigliere spirituale per 12 presidenti degli Stati Uniti, da Harry S. Truman a Barack Obama)


PROSSIMI SEMINARI SU
LA VIA DELLA RICCHEZZA
Il denaro al Servizio dell’umanità


20 Maggio – BERGAMO
Per info:  info@ilvolodellecolombe.it




27 Maggio – ANCONA
Per info:  eywa.aps@gmail.com
oppure 331 2291918 (Valentina)

Salvatore Brizzi
[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]





VERSIONE INTEGRALE (1h 10’) DELLA CONFERENZA
LA VIA DELLA RICCHEZZA
Il denaro al Servizio dell’umanità
a questo link




GUARDA IL PROMO DEL VIDEO-SEMINARIO
L’INTUIZIONE
Come incarnare i propri talenti
a questo link





APPUNTAMENTI DA SEGNALARE

3 Giugno – RIMINI
Seminario
L’INTUIZIONE
Come incarnare i propri talenti
condotto da Salvatore Brizzi
Per info:  gcgiardinodeilibri@gmail.com   
Tel.:   0541 23774

17 Giugno – MODENA
Seminario
LA VIA DEL DISCEPOLATO
Lezioni sugli insegnamenti di Alice Bailey
condotto da Salvatore Brizzi
Per info:  info@centroculturalelalbero.org
oppure 335 6684108









Leggi le frasi che pubblico regolarmente su TWITTER:


Guarda il profilo su LINKEDIN:


Dai uno sguardo alle nostre immagini su PINTEREST:


Clicca MI PIACE sulla mia pagina FACEBOOK: