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martedì 31 agosto 2010

La mia donna mi ha lasciato


GUIDA PER MASCHI ABBANDONATI SULL’AUTOSTRADA NEI MESI ESTIVI

Prima o poi capita a tutti. A me l’ultima volta è successo qualche mese fa. Se non vi è successo... succederà. Se vi è già successo... è probabile che succeda ancora.

Più sono sveglie più sono spietate.
Quando sentono che l’amore è finito, o si è addormentato, o forse non c’è mai stato... non c’è più nulla che possiate fare per farle tornare indietro. Da quel momento è finita, anche se a voi non è stato notificato nulla verbalmente e anche se il rapporto o la convivenza possono durare ancora per un certo periodo. Di norma, se siete fortunati, lei vi concede un periodo di ‘adattamento’, ma lo fa solo per pietà nei vostri confronti, non perché non si sia accorta che è irrevocabilmente giunta l’ora di andare via.

Pretendono AMORE... nulla di meno... e fanno bene, per quanto a noi possa fare davvero male. Noi uomini per quanto concerne l’apertura alle emozioni siamo in media di qualche millennio indietro rispetto a loro.
Non sono appagate dall’amore mentale, dall’affetto, dalla convivenza “perché in fondo si sta bene insieme”. Se non è amore, allora non è niente.

Nel 99 per cento dei casi lei si è già innamorata di un altro. L’altro in realtà è sempre l’effetto, non la causa della crisi del rapporto, ma noi, inevitabilmente, affibbieremo a lui una grossa parte della colpa: “Se non ci fosse stato quello stronzo...”.
Invece no, se noi avessimo veramente amato... lo stronzo di turno non sarebbe arrivato. E se fosse arrivato sarebbe stato respinto dalla coppia, come da un muro di gomma. Invece è entrato... per mostrare una breccia, una crepa, una mancanza.



Regolarmente in noi maschi nascono sentimenti di competizione nei confronti dell’altro: “Cosa ha lui che io non ho? È più bravo a letto? È più divertente? È più intelligente?”. La competizione è inutile, perché anche se fosse l’ultimo scemo del pianeta, anche se avesse il pisello più piccolo del vostro, anche se fosse economicamente spiantato... se lei è innamorata, se lo sente nel Cuore, per lei è l’uomo migliore del mondo. Ed è giusto che sia così perché l’apertura del Cuore è anche un’apertura degli occhi e le permette di vedere l’anima dell’altro oltre le caratteristiche della personalità, è un RICONOSCIMENTO CARDIACO. La medesima apertura le consente di “mettere a fuoco” (è proprio l’espressione giusta) i limiti del rapporto precedente. E a ogni nuovo amore corrisponde un’apertura maggiore: un fenomeno richiama inevitabilmente l’altro.

Quindi l’unico effetto della nostra competizione è maggiore sofferenza, crisi d’identità, disistima di sé, rabbia verso noi stessi. Anche se stravolgiamo la nostra vita nel disperato tentativo di interpretare i suoi nuovi desideri, stiamo solo prolungando l’agonia: pazienti in coma che non vogliono staccarsi la spina.

Come avevo accennato in un post precedente ( Lo stato di non-mente ) il centro mentale e quello emotivo immediatamente si coalizzano – in oriente questa “associazione a delinquere” viene chiamata kama-manas – per cercare di sopravvivere alla situazione pericolosa che si è venuta a creare. Questo significa in termini pratici che il plesso solare si surriscalda, si contrae, fa male, provoca senso di nausea, mentre l’intero corpo emotivo vibra. Le vibrazioni del corpo emotivo raggiungono il centro mentale, il quale inizia a produrre pensieri in maniera incontrollata. I pensieri mentali sono legati al tempo, quindi saranno tutti ricordi del passato e sterili fantasie sul futuro.

Cominciamo a pensare agli anni – a volte anche solo mesi – trascorsi con quella persona: le promesse che ci aveva fatto, i momenti divertenti trascorsi insieme, le chiacchierate sugli argomenti in comune, i progetti, la fusione nel sesso, lo stare abbracciati, l’odore, lo sguardo, il modo di muoversi, i sacrifici fatti per lei... Poi ci proiettiamo stupidamente nel futuro: magari torna (no, non torna... e se torna è peggio, il momento della recisione viene solo prorogato), se la rincontriamo le dobbiamo dire questo e poi questo, e anche se lei risponde così, poi noi rispondiamo così (ore di dialoghi immaginari, che non sono mai avvenuti e forse non avverranno mai).

“Se fossimo rimasti insieme avremmo potuto fare...”
“La mia vita non ha più senso senza di lei.”
“Non mi innamorerò mai più così.”
“Non incontrerò mai più una donna come lei.”
Ogni volta che pensiamo a tutto questo il plesso solare ci fa ancora più male e soffriamo ancora di più.

Tutte cazzate. Se lei ci lascia è perché siamo pronti per qualcosa di nuovo, di più adatto al nostro sviluppo interiore. Ho sperimentato personalmente più volte come l’amore successivo sia già dietro l’angolo e solo l’attaccamento al vecchio e la paura del nuovo ci impediscono di vederlo in breve tempo.
In queste occasioni possiamo cogliere quanto siamo DIPENDENTI da un’altra persona per sentirci “qualcuno”, ossia degli individui completi. Se il nostro benessere dipende da una presenza esterna, allora siamo condannati a vivere con la paura di essere abbandonati e precipitare di nuovo nella sofferenza.
Una donna che ti lascia mette in gioco la tua identità... ti costringe a fare i conti con chi sei veramente... e per questo fa così male.

Dal momento che l’ego non vuole morire allora cominciano i ricatti – la sua forma di resistenza al fluire della vita:
“Se mi lasci mi fai soffrire, sei senza cuore!”
In realtà è vero l’opposto: lei ci lascia perché ha più Cuore di quanto noi possiamo permetterci in questo momento.

“L’altro ti lascerà appena si sarà stufato di te, mentre io ti amo veramente e voglio stare insieme a te per sempre.”
Questo significa non vivere nel presente e immaginare come andrà a finire una storia solo per giocare sulla paura del partner. Una nuova storia potrà durare una settimana o tutta la vita... ma ESISTE SOLO ADESSO e solo adesso può essere pienamente vissuta.

“Stai distruggendo tutto quello che abbiamo costruito insieme.”
Ma ciò che è stato bello non viene mai distrutto, si sta solo passando a una fase superiore della crescita di entrambi. Solo ciò che non serve più viene abbandonato.

“Mi stai dando troppo dolore.”
In verità non è mai la decisione di lei a causarci sofferenza, il fatto che lei ci lasci fa solo in modo che emerga allo scoperto una sofferenza che già si trovava dentro di noi e che veniva tenuta coperta dalla relazione stessa.

Il ricatto – che a volte può essere violento – è un tentativo del bambino immaturo che abbiamo dentro di agganciarsi al corpo astrale di lei, per scatenarle sensi di colpa, dubbi, paure, frustrazioni. È il nostro dolore a pronunciare queste frasi, con lo scopo di approfittare dei momenti di incertezza della nostra partner per manipolarla – anche se inconsapevolmente e in buona fede – e indurla a cambiare idea. Sono gli ultimi disperati tentativi di un ego che non vuole crescere. Se lei non è sufficientemente VIGILE riguardo ciò che accade al suo interno, lui riesce ad agganciarla a livello del corpo astrale, risvegliando il dolore di lei, le sue paure e le sue ansie, rendendo più difficile e piena di sofferenza la sua decisione di andarsene.

Fino a quando non cominciamo a essere più svegli il rapporto di coppia non è un vero rapporto d’amore, è semplicemente un’occasione per scoprire chi siamo veramente attraverso l’altro, usando l’altro come specchio. Il rapporto di coppia in definitiva serve solo a svegliarci – talvolta in maniera traumatica – non a renderci ottusamente felici come la famiglia del mulino bianco.

[Nel prossimo post si parlerà di come lavorare sul dolore...]


Alchimia Contemporanea di Salvatore Brizzi (questo è il libro nel quale ho parlato per la prima volta di Draco Daatson e Victoria Ignis)


La Sconfitta di Cronos di Salvatore Brizzi (da qui è possibile acquistare La sconfitta di Cronos con il 15% di sconto: 12,75 euro anziché 15)


Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

venerdì 20 agosto 2010

Risveglio II - la vendetta


Quando abbiamo cominciato la ricerca eravamo un piccolo gruppo di amici. Per quanto sapessimo tutto di tutti... per quanto avessimo letto da Krishnamurti a Gurdjieff, dalla Blavatsky a Castaneda, dallo Zen a Ramtha, dalla Bailey a Jodorowsky, da Nisargadatta a Crowley, da William Atkinson a Mouni Sadhu, da Palamidessi alla Givaudan, da Evola a Kremmerz, da Guénon ad Aivanhov... discutevamo e facevamo ipotesi sempre solo riguardo uno stato di coscienza nel quale NOI ANCORA NON ERAVAMO.



Infatti oggi mi fanno sorridere tutti quelli che, infarciti di nozioni spirituali, mi pongono domande ai seminari dichiarandosi favorevoli o contrari a una mia affermazione o a un’affermazione di Draco Daatson piuttosto che Gesù o Nisargadatta Maharaj.
“Io non penso che sia giusto...”
“Io vedo delle grandi incongruenze fra quello che dici tu e quello che dice...”
“Nel tuo linguaggio c’è troppa violenza. Non dovremmo invece andare verso l’amore?”
“Non sono d’accordo su quello che dici su Berlusconi... gli alieni... il denaro... Gesù... il lavoro...”

“Ma chi si risveglia non dovrebbe fare...?”
“Ma chi è nell’Uno non dovrebbe provare...?”
“Ma chi è nell’amore non dovrebbe dire...?”



Ma quando è stata l’ultima volta che vi siete risvegliati? Come fate a saperne così tanto su cosa dovrebbe fare o dire chi si sveglia? E anche qualora aveste provato un’esperienza di reale risveglio (non un’esperienza mistica) sappiate che adesso siete tornati nella mente duale e ogni vostra considerazione è nuovamente conseguenza dei vostri vecchi meccanismi, né più né meno di prima. Non è perché due anni fa avete avuto un’esperienza di risveglio che oggi potete pontificare su cosa è il risveglio e su come dovrebbero comportarsi i risvegliati a vostro parere.
State in guardia, perché la personalità egoica si appropria facilmente di un’esperienza di risveglio avuta in passato e la ricicla per i suoi scopi di sopravvivenza.
“Ho sentito l’unità di tutte le cose... wow... adesso sono a posto! Adesso qualsiasi cazzata io dica viene dall’Uno, non più da me!” (Beh... in realtà ha pure ragione... ma non nel senso che intende lui)



CHI si sta ponendo queste domande? CHI sarebbe favorevole o contrario a una certa idea? Chi è questo IO che viene sbandierato a destra e a manca? Non capite che in uno stato di coscienza diverso vedreste cose diverse, pensereste e fareste cose diverse? Volete illuminarvi e continuare a odiare Berlusconi... questo è il vostro problema più grande!

Cercate di essere onesti con voi stessi almeno una volta: in che stato di coscienza siete IN QUESTO PRECISO MOMENTO? State forse leggendo questo blog “dal punto di vista dell’Unità”? Non mi importa se il mese scorso avete toccato Dio, perché quella stessa energia OGGI sta nutrendo il vostro ego, esattamente come l’energia che ricavate dal cappuccino che avete preso al bar.



In uno stato coscienziale di sottosviluppo non si può VEDERE né comprendere nulla... si brancola nel buio, si conosce il mondo solo attraverso il telegiornale e i libri.
Siete come vergini che discutono di sesso.
Eppure ognuno dice la sua... convinto di ciò che afferma... convinto di essere già QUALCUNO in grado di pensare!
Difettate di INTELLIGENZA allo stato puro, usate unicamente il pensiero imitativo, tutti. Per sapere se Gesù è esistito o se Berlusconi sta facendo un buon lavoro dovete aspettare di comprare una serie di libri e leggere un po’ di articoli su internet... con le ultime rivelazioni occulte sul governo ombra... wow!!!
Questo significa che non producete pensiero intuitivo, pensiero AUTONOMO... sto parlando di una tara evolutiva terribile, ma a voi sembra normale perché tutti fanno così... anche i più grandi intellettuali del pianeta: incamerano ossigeno e lo trasformano in merda.
Il fatto che vi appaia normale imbastire discussioni basate sul pensiero imitativo è sconcertante... ed è per questo che sono preoccupato, perché questo è il livello di intelligenza medio: per insegnarvi il teorema di Pitagora vi devono mettere sotto ipnosi!



Veniamo a me: come posso insegnare il non-giudizio quale via evolutiva – la via dell’autentico cristiano – e poi scrivere che la new age si limita a raccattare i molluschi dello spirito e il Dalai Lama poteva essere considerato intelligente solo in un’epoca non successiva al Paleocene? Non sono forse giudizi codesti? Predico bene e razzolo male?
Diverse persone dall’intelligenza acuta – ma se venissero decapitati le loro qualità intellettuali non ne verrebbero modificate – si sono accorte che nei miei post io giudico tutto e tutti!!!
Ma secondo voi, io sono così fesso da insegnare il non-giudizio e poi mettermi a giudicare pubblicamente in un blog o sui miei libri... se questo non avesse uno scopo ben preciso?
Secondo voi... sono così rincoglionito che mi è scappato il giudizio e non me ne sono accorto?
Non vi chiedo di considerarmi un maestro – non lo sono – ma nemmeno un sub-normale!



Nella situazione di risveglio, con il Cuore aperto, in uno stato di non-mente... non c’è più giudizio, per definizione, QUALUNQUE cosa uno dica, perché la mente giudicante non è più al lavoro. Non giudicare non significa sforzarsi di scegliere le parole adatte per non offendere nessuno, ma entrare in uno stato di coscienza di non-giudizio, cioè di non-mente, e da qui DIRE E FARE QUELLO CHE SI VUOLE. Non contano le parole o le azioni, conta solo lo stato di coscienza di chi le pronuncia. Questo è un assioma di ogni insegnamento esoterico: il super-uomo si colloca al di là del bene e del male!
Allora le parole e le azioni, anche violente, che sorgeranno non apparterranno a qualcuno in particolare, ma faranno parte del funzionamento impersonale dell’Universo. Krishna che invita il guerriero Arjuna a uccidere i suoi stessi fratelli, perché questo è ciò che deve fare in quanto guerriero, ne è l’esempio più elevato, in quanto la Baghavad Gita è forse ancora lo scritto più sacro presente sul pianeta.



Ma nonostante questo... il giudizio può albergare negli occhi di chi legge!

[se vi siete sentiti disturbati da questo post, se avete percepito giudizio, se vi state chiedendo come è possibile che un personaggio del genere parli di Cuore aperto nei suoi seminari, se vi state chiedendo se voto Berlusconi... fate pienamente parte della categoria descritta nel post, ma non tutto è perduto, a questo link anche voi potete trovare informazioni utili per il vostro percorso spirituale, approfittatene]


ELENCO DEI CATTIVI:

Georges Ivanovitch Gurdjieff (fumava (come un turco) e beveva Calvados)

Osho Rajneesh (ha creato un elevato giro di denaro intorno alla sua figura; allestiva sedute di sesso tantrico di gruppo)

Aleister Crowley (fumava; beveva; praticava sesso estremo a scopi magici)

Giuliano Kremmerz (esperto di alchimia sessuale)

Maria de Naglowska (esperta di alchimia sessuale)

Nisargadatta Maharaj (fumava in continuazione; più volte ha letteralmente insultato e cacciato via visitatori che ponevano domande inopportune)


Clicca sull’immagine per vedere il video Ricordo di sé:

Salvatore Brizzi Ricordo di sé



La Sconfitta di Cronos di Salvatore Brizzi (da qui è possibile acquistare La sconfitta di Cronos con il 15% di sconto: 12,75 euro anziché 15)


LE MIE PROSSIME DATE:

22 Agosto – SAN MARINO – Cambiare dentro per cambiare fuori
È una conferenza di 1h e mezza dove parlerò del concetto di libertà e della necessità di cambiare all’interno prima che all’esterno.

12 Settembre – CUNEO – Vangelo e Lavoro su di sé
È un seminario di una giornata nel corso del quale leggo e commento alcuni brani tratti dal Vangelo.

19 Settembre – CARPI – Vangelo e Lavoro su di sé
È un seminario di una giornata nel corso del quale leggo e commento alcuni brani tratti dal Vangelo.

25 Settembre – RIMINI – La sconfitta di Cronos
Quattro ore pomeridiane dedicate ad approfondire i contenuti del libro omonimo. Seminario riservato a chi ha già partecipato ai miei corsi o seminari.

26 Settembre – GATTEO (Forlì-Cesena) – 2012: Un cambiamento vibrazionale della Terra. Essere nel tempo, ma non del tempo.
Conferenza di 1h e mezza sull’argomento esposto nel titolo.

Per ulteriori informazioni su queste conferenze e seminari consultate la pagina del mio sito:
http://www.primoraggio.it/conferenze_salvatore_brizzi.htm



Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

giovedì 19 agosto 2010

Risveglio I


Lo stato di risveglio e lo stato di addormentamento sono differenti!

Lo so, può sembrare la banalità esoterica del secolo... ma vi assicuro che non è così. Tutt’altro. È il concetto più difficile da far comprendere all’interno di corsi e seminari.

Innanzitutto, di cosa diavolo stiamo parlando?
Il risveglio è uno stato di PRESENZA CONSAPEVOLE nel quale viene annullata la sensazione di separazione con il resto del mondo. Nel risveglio ciò che sparisce è il piccolo ego che fino a un istante prima si percepiva come un’impaurita e arrabbiata escrescenza dell’Universo. Nel risveglio io divengo l’Universo, o meglio (ma è così difficile trovare le parole) resta solo l’Universo senza un me che se ne sente separato.



La prima volta che mi accadde vacillai: è stato come scivolare coscientemente in un baratro... un liquefarsi pur restando consapevole, o meglio, pur restando consapevolezza, senza un fesso in particolare che continua a sentirsi consapevole! La sensazione di sollievo che si prova nel far cadere dalle proprie spalle il peso di un ego che si è sempre sentito responsabile di tutto... è indescrivibile. Le paure, le ansie e le aspettative sono scomparse. Si prova gioia, ma non in continuazione, il sorriso ebete sulla faccia nel mio caso è durato molto poco. Però nei momenti più intensi devo ammettere che sorgevano tante tante emozioni superiori per qualunque stupidata mi capitasse sotto lo sguardo. Il Cuore girava a mille e sulla mia fronte sembrava si fosse aperta una finestra dalla quale ha cominciato a entrare (o uscire) vento.
Wow... era spaziale!



Non è accaduto alla fine di un seminario o di una lunga meditazione, come effetto di una forzatura, ma solo come conseguenza della ricerca della Presenza che caratterizzava quegli anni della mia vita. In particolare in quei giorni non stavo svolgendo alcun esercizio e vivevo beatamente nella meccanicità. Essendo accaduto naturalmente, il mio sistema nervoso non entrò in uno stato di stress e non accusai alcuna conseguenza negativa.

Ma mollare la presa è dura e dopo qualche giorno tutto è tornato come prima... o quasi... perché non si torna mai come prima. Ma i meccanismi della personalità riprendono in ogni caso il controllo del territorio.
La delusione fu tanta.
Piansi.
Battevo i piedi come un bambino.
Rivolevo quello stato!



Tornò. Sempre più spesso. Fino al punto che non mi importava più se sarebbe ancora tornato oppure no... e questo fu un traguardo importante.

Non sto parlando di un’esperienza mistica. Le esperienze mistiche hanno anche loro una relativa validità – insomma... qualche ora di beatitudine è meglio che un calcio nelle palle – ma non sono il risveglio e, soprattutto, non vi avvicinano di un passo al risveglio. Come direbbe Victoria Ignis:
Il risveglio non serve a farti stare meglio, non è una cura per le tue disgrazie, è un capovolgimento totale della tua concezione del mondo: prima l’Universo era fuori, ora è dentro! Se non senti questo non sei sveglio!



Con l’esperienza ho capito che la gente vuole la beatitudine, vuole la gioia, non il risveglio. Vuole cioè i “derivati” del risveglio. Come ho detto prima, nella mia esperienza diretta ci sono state e ci sono anche emozioni superiori, ma sono solo un aspetto secondario del risveglio, un effetto collaterale del cambiamento di prospettiva riguardo al mondo. Per cui, se intraprendo un percorso spirituale in cerca di emozioni, sto mancando il vero obiettivo. E non avete idea di quanta gente si trovi in questa situazione. Ci sono centinaia di scuole spirituali dove le persone vanno perché vogliono stare meglio e iniziano un percorso fatto di pratiche spirituali con lo scopo di riprodurre gli effetti secondari del risveglio senza tuttavia ottenere il risveglio stesso. Vogliono rimanere gli stessi di prima, con le idee di prima, ma solo più felici.



Pertanto, se avete avuto esperienze beatifiche, gioiose, di connessione con il Tutto, di apertura del Cuore... non c’è stata una reale esperienza di risveglio, nemmeno temporanea. Spiacente di deludervi... ma sono pagato per questo. Nel risveglio siete l’Universo che ha preso consapevolezza di sé. Smettete di essere un soggetto separato da un oggetto e divenite il funzionamento stesso dell’Universo. Nel risveglio ciò che sembrava fuori viene percepito come interno.

Anche dopo il risveglio, sia esso temporaneo o definitivo (ma come fai a sapere se è definitivo? Non lo saprai mai. Conti gli anni che sono passati dall’ultima volta che l’hai perso, ma non sai se lo perderai di nuovo; però, ripeto, non è più importante), la personalità continua a lavorare sui suoi meccanismi. Se avevate un problema nel rapporto con vostra madre o un problema sessuale (che è poi la stessa cosa), se avevate un problema di gelosia o disistima di voi (che è poi la stessa cosa), questi problemi non spariscono il giorno dopo il risveglio! La personalità dovrà continuare la sua opera di trasmutazione.
Insomma, se eravate ebrei non è che tornate normali solo perché ora siete svegli!



La differenza è che ora la trasmutazione avviene da una prospettiva totalmente differente, la sofferenza viene vista dall’esterno e non più dall’interno. Non perdete più la centratura, avete la situazione sotto controllo, non scadete nell’identificazione con quel problema. Tutto questo accelera l’opera di trasformazione, per cui può accadervi di risolvere una situazione di sofferenza nel giro di poche ore, mentre prima, nell’addormentamento, potevate restare bloccati per mesi o anni sullo stesso tema.

Altro aspetto importante: il vostro modo di dare satsang o tenere conferenze rispecchierà sempre le caratteristiche della vostra personalità. Quando vi svegliate non iniziate a somigliare a Gesù piuttosto che a Krishnamurti. Se incontrate un guru che somiglia troppo a qualche maestro del passato cominciate pure a sospettare. Il risveglio conserva la vostra unicità e la esalta. Se eravate ironici restate ironici, se eravate guerrieri restate guerrieri, se eravate poetici restate poetici. Non tutti coloro che si svegliano devono parlare d’amore come Gesù, non tutti devono parlare di sesso come Crowley, non tutti devono combattere guerre come Arjuna, non tutti devono diventare terapeuti come la Givaudan.
A me il sorriso di Ramana Maharshi non è venuto! E lo invidio perché è il sorriso più bello che abbia mai visto!



ELENCO DEI BUONI:

Ramana Maharshi

Eckhart Tolle

Ramesh Balsekar

Annie Besant

Anne Givaudan

Eva Pierrakos

Aivanhov


Clicca sull’immagine per vedere il video Ricordo di sé:

Salvatore Brizzi Ricordo di sé


La Sconfitta di Cronos di Salvatore Brizzi (da qui è possibile acquistare La sconfitta di Cronos con il 15% di sconto: 12,75 euro anziché 15)


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19 Settembre – CARPI – Vangelo e Lavoro su di sé
È un seminario di una giornata nel corso del quale leggo e commento alcuni brani tratti dal Vangelo.

25 Settembre – RIMINI – La sconfitta di Cronos
Quattro ore pomeridiane dedicate ad approfondire i contenuti del libro omonimo. Seminario riservato a chi ha già partecipato ai miei corsi o seminari.

26 Settembre – GATTEO (Forlì-Cesena) – 2012: Un cambiamento vibrazionale della Terra. Essere nel tempo, ma non del tempo.
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Per ulteriori informazioni su queste conferenze e seminari consultate la pagina del mio sito:
http://www.primoraggio.it/conferenze_salvatore_brizzi.htm



Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

lunedì 2 agosto 2010

NO PANIC


Quando non state prestando attenzione al momento presente, tutto ciò che fate durante il giorno viene gestito dalla mente subconscia.
Bruce Lipton (1944), biologo

Questo è uno splendido video di Raffaele Morelli nel quale il noto psichiatra prende spunto dall’argomento “attacchi di panico” per poi parlare in maniera precisa e chiara della Presenza negli atti quotidiani.
Sono d’accordo con quello che dice circa il metodo per curare gli attacchi di panico, perché è lo stesso che ho consigliato io a diverse persone che ne soffrivano e adesso sono o guarite o decisamente migliorate.
(c’è da dire che io consiglio sempre solo la Presenza per risolvere qualunque problema, sia fisico che psicologico... ma questo riguarda la mia poca fantasia, ed è un altro discorso...)
Non tentare di sfuggire all’attacco di panico, non rifiutarlo, non respingerlo, non aver paura della paura, ma stai a guardare semplicemente quello che è, quello che sta succedendo... accoglilo e accorgiti che alla fine non sta succedendo nulla.
Lo stesso metodo da usare quando ti lascia la fidanzata!

Se a qualcuno per qualche motivo non piace Raffaele Morelli e pensa che sia diventato famoso solo grazie alle serate da Maurizio Costanzo... non ha capito un cacchio né di Raffaele Morelli né di Alchimia, quella vera, psicologica, operativa.
Sono 3 minuti preziosi, non fateveli scappare:

Raffaele Morelli attacchi di panico


Nel suo blog si trova anche un elenco per categorie dei vecchi video, dove ricavare spunti davvero molto interessanti.


Raffaele Morelli psichiatra alchimista


Il pensare positivo viene da quel 5% di noi che costituisce la mente conscia. Mentre in realtà il 95% di noi agisce indisturbato creando la nostra vita giorno per giorno. Nella mente conscia risiede ciò che noi pensiamo di volere, mentre nel subconscio è inciso ciò che, in fondo, vogliamo veramente. Il subconscio conduce il gioco, con i suoi condizionamenti e i suoi blocchi psicologici. Non possiamo cambiare il subconscio semplicemente urlandogli il nostro desiderio di cambiare o ripetendogli frasi in maniera ossessiva. Il subconscio va esposto alla Luce della CONSAPEVOLEZZA.

La nostra realtà esterna non riflette ciò che noi vogliamo oggi a livello cosciente, bensì ciò che è stato programmato nel nostro subconscio. La nostra realtà esterna è la cristallizzazione del nostro passato remoto: lavoro, fidanzato, situazione finanziaria, luogo dove abitiamo... rappresentano ciò che siamo stati, non il nostro attuale livello di coscienza. Tutto questo ha un risvolto positivo: possiamo modificare gli effetti del nostro passato semplicemente portando la Presenza negli eventi che viviamo oggi.
Vivendo con consapevolezza nel presente, oggi, possiamo costruire ciò che saremo, dove saremo e con chi saremo domani.

Se non ritenete sufficiente il lavoro con la Presenza potete anche utilizzare sistemi di riprogrammazione del subconscio, sistemi che, sostanzialmente, riportano le frequenze della vostra mente in quella fase (frequenze theta) dell’infanzia in cui avete appreso i comportamenti che oggi sono subconsci, in modo da modificarli. Non è infatti possibile modificare – sovrascrivere – ciò che si trova nel subconscio se non si riproduce la frequenza che c’era quando il subconscio è stato scritto per la prima volta. Non sono un esperto di tecniche, ma l’EFT e il Theta Healing pare che funzionino a detta di molte persone.
Sperimentate.


La Sconfitta di Cronos di Salvatore Brizzi (da qui è possibile acquistare La sconfitta di Cronos con il 15% di sconto: 12,75 euro anziché 15)


Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
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