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venerdì 11 febbraio 2011

Al fast food con gli amici


Cos’è il colpo di genio… l’intuizione? La capacità di cogliere in un lampo intuitivo un aspetto della realtà ancora oscuro per la maggior parte delle persone.

Mi viene in mente un curioso episodio – accaduto forse tre, forse quattro anni fa in una città francese – del quale ero venuto a sapere tramite un mio conoscente che lavora in Francia, a Lione.
L’episodio riguarda uno dei Mc Donald presenti nella periferia di questa città. Pare che una parte dell’abituale frequentazione di questo fast food non fosse delle più eleganti, e che alcuni giovani in età riproduttiva, i quali, divisi in differenti branchi, consumavano abitualmente i loro pasti in quel locale, amassero esprimere la loro prorompente vitalità – densa di eccessi psicotici – emettendo grida, danneggiando l’arredamento, insultando gli altri clienti, e risolvendo per mezzo di sfide all’ultimo sangue i contenziosi che spesso si aprivano fra elementi appartenenti a branchi diversi circa il diritto di riprodursi con la femmina di turno.

Il gestore dell’attività, dopo aver constatato l’inefficacia a lungo termine dei ripetuti interventi delle forze dell’ordine, e dopo aver appreso con profondo sconcerto l’illegalità del possesso, e quindi dell’utilizzo, di armi lanciafiamme su tutto il territorio francese, durante una notte in cui le congiunzioni cosmiche erano particolarmente favorevoli, fu colto dal classico colpo di genio.

Così un giorno accadde che i soliti branchi, affamati e soverchi di energia sessuale, al loro ingresso nel locale venissero accolti da una raccapricciante novità, qualcosa che nemmeno nei loro incubi più impressionanti avrebbero mai potuto concepire: non un manipolo di buttafuori (in passato diversi ne aveva già assoldati il gestore), e nemmeno reparti di polizia in assetto antisommossa, bensì una soave melodia di musica classica che si diffondeva “minacciosa” per gli ambienti del fast food.

I nostri eroi, superato lo sgomento iniziale, danno poca importanza al cambiamento, e a rimanere ci provano comunque. Ma in breve si accorgono che non è più la stessa cosa: l’atmosfera non è più quella di un film di Guy Ritchie, è diventata pesante, noiosa, loro non riescono più ad essere baldanzosi come prima, si sentono infastiditi. Poi si guardano intorno e vedono che gli altri avventori, chi più chi meno, sono invece a loro agio; gridano allora che “quel locale di merda è diventato un mortorio“ e se ne vanno.

Torneranno, meccanicamente, ancora per diversi giorni, perché, è risaputo – o almeno dovrebbe esserlo – che il branco impiega un certo tempo per adattarsi ai cambiamenti e trovare nuove soluzioni. In seguito, ancora per diverse settimane, continueranno a incontrarsi davanti al fast food pur non entrando, perché nessuno riesce a pensare a un luogo diverso.
Ma il gestore è un monaco-guerriero, sa aspettare, ha pazienza, sa (forse inconsciamente) che la Legge di Risonanza compie il suo lavoro implacabilmente.
E un giorno non tornano più.
Diversi mesi dopo ne torneranno due o tre. Ricominceranno a frequentare il vecchio locale. Ma non sono più gli stessi ragazzi di prima, sono cambiati, hanno lasciato il branco e non si sentono più infastiditi dalla musica classica.

Ecco un bell’esempio di azione intuitiva che sottende i concetti di “risonanza“, “livello evolutivo” e “verticalità“.
Questo evento tratto dalla quotidianità può farci riflettere circa l’irrinunciabile necessità di diffondere in maniera capillare questi principi all’interno della nostra società, affinché episodi come questo, dove un problema sociale viene risolto verticalmente anziché orizzontalmente, non rimangano fatti isolati e legati unicamente alla capacità intuitiva di un singolo.

In futuro questo diventerà un modello di pensiero comune: la soluzione VERTICALE sarà la prima a venire in mente a tutti.
In questo episodio è presente l’intera filosofia del Lavoro su di sé: non contrapporsi sul piano orizzontale, ma salire su un piano superiore e agire da quel piano per modificare la realtà.
Affogare l’avversario nella Bellezza invece che cercare di eliminarlo.
Rendere la Terra un pianeta insopportabile per il Male anziché cercare di sradicarlo.

Questo principio vale anche in politica: non è saggio contrastare i partiti avversari usando le loro stesse armi e muovendosi sul loro stesso piano. Urlare in maniera scomposta per avversare le idee degli altri e andare a caccia di scandali con lo scopo di delegittimare il lavoro dei rivali… vi sembrerà strano… ma non fa parte della vera politica!

Il movimento ha da essere VERTICALE. Si tratta di raggiungere vette dell’intelligenza che gli avversari non possono toccare… e la vittoria arride senza aver sparato un sol colpo.


Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)



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www.primoraggio.it



Alchimia Contemporanea di Salvatore Brizzi (questo è il libro nel quale ho parlato per la prima volta di Draco Daatson e Victoria Ignis)

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