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giovedì 25 agosto 2011

C'ho il figlio indaco


Traduzione del testo “Time To Pretend”

Artista: Mgmt
Titolo tradotto: Tempo Di Fingere

Io mi sento rude, mi sento spietato,
sono nel fiore degli anni,
facciamo un po’ di musica, facciamo un po’ di soldi,
troviamo qualche modella come moglie.
Mi trasferirò a Parigi, mi farò un po’ d’eroina
e mi fotterò le star.
Tu, amico, l’isola, la cocaina e le macchine di classe.

Questa è la nostra decisione:
vivere in fretta e morire giovani.
Abbiamo la visione, ora cerchiamo di spassarcela un po’.
Sì, è opprimente, ma cos’altro possiamo fare?
Trovare lavori d’ufficio e
svegliarci la mattina facendo i pendolari?

Dimentichiamo le nostre mamme e i nostri amici.
Eravamo destinati a fingere.

Mi mancheranno i campi giochi e gli animali
e i vermi sotterrati nella terra,
mi mancherà il comfort della mamma e il peso del mondo,
mi mancherà mia sorella, mio padre, il mio cane e casa mia.
Sì, mi mancherà la noia, la libertà e il tempo passato da solo.

Ma non c’è proprio nulla, nulla che possiamo fare,
dobbiamo dimenticare l’amore.
La vita può sempre ripartire da zero,
le modelle avranno bambini, noi divorzieremo,
troveremo qualche altra modella,
ogni cosa troverà la sua strada.

Soffocheremo con il nostro stesso vomito e sarà la fine.
Eravamo destinati a fingere.


Mgmt è un gruppo musicale formato da due giovani di New York, classe 1982 e 1983. Questo è il video della canzone: http://www.youtube.com/watch?v=canpQNO6Wgs. E dal video non si ricaverebbe mai la natura del testo.

Fabrizio Tarducci (classe 1976) e Fabio Rizzo (classe 1979) meglio conosciuti al pubblico come Fabri Fibra e Marracash, registrano questo pezzo insieme: http://www.youtube.com/watch?v=2RT60LX2oOk.
Guardate i loro video, ascoltate i loro testi. Cosa accomuna questi ragazzi? Beh... è ovvio... sono ragazzi indaco.

Ne ho preso qualcuno a caso, non in base ai miei gusti personali, bensì in base alla notorietà del momento, ma ce ne sono – e ce ne sono stati – tantissimi altri fra i cantanti e gli attori; alcuni sono indaco, altri vengono da pianeti lontani, altri ancora hanno storie antiche – Atlantide, Lemuria – alle spalle. Tutti sono in un certo senso “diversi” dai terrestri medi, i terricoli, quelli che la schiavitù ce l’hanno proprio nel sangue, quelli che piegano la testa digrignando i denti, quelli che, come dice Marracash nel succitato video, “fanno bordello in centro solo per la Champion’s”.

Mi rivolgo a quei genitori new age che sperano di avere un figlio indaco, perché credono che sarà un ragazzino spirituale che salverà il mondo. Ebbene, voglio rassicurarli: sarà spirituale e salverà il mondo, ma non lo farà con i metodi che immaginano loro, presi dal loro delirio buonista.

Alcuni psicologi che si occupano del fenomeno dei “nuovi bambini” hanno coniato l’espressione «rabbia indaco». Questi bambini – molti dei quali adesso hanno più di trent’anni – sono dei “demolitori di sistemi”, il che, detto in altri termini, significa che sono venuti qui per distruggere tutto ciò che è vecchio... compresi i malcapitati genitori!

Affinché possano riconoscere e portare a termine la loro missione devono necessariamente possedere una peculiarità caratteriale: il rifiuto per tutto ciò che fa parte di un sistema di regole. La loro missione è “infrangere e abbattere” sia sul piano psicologico che su quello fisico.

Da bambini soffriranno di iperattività oppure diverranno autistici. Da adolescenti su questo pianeta si sentiranno come pesci fuor d’acqua. Saranno attratti dalle droghe, dagli eccessi sessuali, dalla velocità in automobile e dagli scontri violenti con le gang o con le forze di polizia. Spesso sono indaco i capi delle rivolte di strada, quelli, per intenderci, che spaccano le vetrine dei negozi alle manifestazioni sulla pace.
Disturbi alimentari assortiti (anoressia, bulimia...) vanno a completare il quadretto.

Esprimono in questo modo il loro malessere dovuto all’incarnazione terrestre. Questo stesso malessere rappresenta però la condizione indispensabile per portare avanti la loro missione: “infrangere e abbattere”. Se sopravvivono a se stessi.

Ma dai... non lo immaginavate così il vostro pargolo indaco? Pensavate assumesse la posizione del loto già a quattro anni? Se dovesse sparire di casa a tredici anni, non sarebbe per andare a predicare ai sacerdoti del tempio... ma per andare fumarsi una canna di nascosto!

Questo non significa certo che tutti i tossici, i violenti e le anoressiche siano ragazzi provenienti da un altro pianeta. Ho conosciuto tossici quasi illuminati, ma anche tossici che nella vita in effetti potevano fare solo quello... Diciamo che se sei dotato di una sensibilità particolare e finisci sulla Terra... hai una notevole percentuale di possibilità di finire drogato o suicida, a meno che... qualcuno non ti educhi nella gestione della tua Forza, il tuo Vril.

D’altro canto sono anche attratti dall’arte in ogni sua forma (raramente si accontentano di una sola espressione artistica), dallo sport (praticato, mentre al terrestre piace lo sport guardato in tv), sono bravi a suonare più strumenti musicali e a parlare le lingue straniere. Hanno un’intelligenza superiore alla media, ma c’è poco da vantarsene qui sulla Terra, lo scemo del villaggio di Pegaso qui può diventare Presidente di una multinazionale.

A seconda della razza e del luogo di provenienza posseggono notevoli doti terapeutiche. Per esempio i cosiddetti “bambini cristallo” sono tutti dei terapeuti naturali, per cui si ottengono benefici psico-fisici anche solo stando loro accanto.

Quando la società fornisce a un ragazzo indaco gli strumenti per far emergere le sue straordinarie qualità, egli può salvare il mondo anche senza frantumare le vetrine nelle manifestazione per la pace. Quando il Vril viene correttamente indirizzato attraverso un’educazione di stampo Tradizionale – spiegando, per esempio, la differenza che passa tra il combattere con il Cuore o combattere “con la pancia” – allora questi ragazzi divengono Artisti o Guerrieri; altrimenti divengono violenti e disadattati, incapaci di recuperare la strada per la loro missione.
Il Vril non gestito consuma il vaso che lo contiene.

Confondere la fermezza derivante dall’Impeto Guerriero con la volgare violenza, oppure sostituire una reale espansione della coscienza con l’alterazione della stessa tramite l’uso di sostanze droganti, sono due metodi utilizzati dal Sistema – lo status quo – affinché l’apporto di nuove energie, conseguenti all’arrivo di questi ragazzi, venga indirizzato verso il basso – alimentando le sfere infra-umane – anziché verso l’Alto.

In chiusura di questo articolo – perché prima o poi questo articolo lo si deve pur chiudere – vorrei invitarvi a sedervi in preghiera e ringraziare tutti quei personaggi extra-ordinari – Jim Morrison, Freddie Mercury, Kurt Cobain, Ian Curtis dei Joy Division, Amy Winehouse, Rino Gaetano, Bill Hicks – che hanno attraversato questo pianeta in maniera piuttosto irrequieta. Risulteremmo ridicoli nel chiederci “cosa avrebbero ancora potuto fare...”, mentre dovremmo solo prostrarci al loro cospetto ed esprimere inesauribile riconoscenza per il fatto che si siano degnati di trascorrere qualche anno su un globo come questo, alla periferia della Galassia, per portare il Fuoco ai primati delle caverne.
Per loro, un solo giorno di più sarebbe stato troppo!


Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
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venerdì 19 agosto 2011

Il libro di Draco Daatson - Parte XXIII


Nel 1998 ho abitato per un anno in un palazzo del controviale di cso Regina Margherita, nella zona di Porta Palazzo, ufficialmente conosciuta come pza della Repubblica. Qui si trova il mercato all’aperto più grande di Torino ed è una delle zone più malfamate della città; quasi ogni giorno c’è qualcuno che viene picchiato, accoltellato o ferito con bottiglie rotte. Era così allora ed è così oggi.
Victoria Ignis quella notte era venuta a trovarmi per propormi “un affare”.

Una volta scesi in strada mi indicò un portone che conoscevo bene.
Vedi quel portone? Lì c’è un gruppo di extracomunitari che spaccia eroina. Adesso tu entri e contratti un acquisto per cinquantamila lire.
“Sei matta! È rischioso entrare in un posto così, se ti accoltellano non c’è nemmeno qualcuno che ti vede... e poi io adesso non ce l’ho quella cifra...”.
Questo non è un problema... perché tu non pagherai. Lo scopo è farti consegnare da loro la merce e andare via senza tirar fuori una lira.

Non credevo alla mie orecchie. Victoria Ignis voleva suicidarmi!
Non ti lascerò da solo, ci sarò anch’io... in zona.
Non m’importa come fai, ma devi fartene consegnare una dose da cinquantamila, senza dare nulla in cambio. Una volta al sicuro con la merce, la buttiamo.


“Cosa significa che sei in zona? Se mi tagliano la gola... tu sei in zona? Cosa fai... vieni a transennare la scena del delitto?”
Hai paura di morire?
“Certo! Tutti hanno paura della morte. Ho paura che mi facciano del male... e anche tanto male”.
Allora fai rivivere dentro di te quanto ci siamo detti tempo fa. Loro sono all’interno, non all’esterno, per cui ti faranno solo ciò che tu vuoi che ti facciano. Sono i tuoi complici non i tuoi avversari... e si comporteranno come tu hai bisogno. Tu crei il mondo che meriti... nella Gioia e nel dolore.

A guardia degli strati più elevati dell’Esistere ci sono demoni millenari che personificano i tuoi timori, le tue incompletezze. Il grado di paura della morte di cui sei schiavo oggi, decide su quale gradino dell’Esistenza potrai collocarti in futuro.

Tutti hanno paura della morte, dici. Ma tu distinguiti. Non mostrarti povero per paura di offendere i poveri. Non mostrarti ignorante per paura di offendere gli ignoranti. Non zoppicare davanti agli storpi credendolo un gesto di cortesia!


La fissavo... incredulo... come sempre di fronte a quella donna.
Ti sento esitare, per cui ti racconterò una storia, in quanto il mito, più di qualunque filosofia, riaccende il Vril nel Cuore dell’uomo. Sediamoci su quella panchina.
Siamo a metà del 1800 in Cina, quando Draco Daatson – che allora si faceva chiamare Kuan Kung, in omaggio al grande guerriero del passato – e il generale Pang dell’esercito Shan, insieme combatterono e vinsero una serie di battaglie per l’esercito imperiale Qing contro i ribelli Taiping.

In uno di quegli epici scontri il nemico era armato di fucili e si trovava a 300 passi di fronte all’esercito del generale Pang, costituito quasi esclusivamente da banditi e mercenari di ogni genere, spesso male armati. I fucili del nemico avevano un campo d’azione di 200 passi, mentre le frecce di cui erano dotati gli arcieri di Pang potevano raggiungere solo 100 passi. Questo significava che gli arcieri dovevano muoversi in direzione del nemico per 200 passi prima di poter diventare efficaci. Per i primi cento passi erano al sicuro, ma durante i secondi 100 sarebbero stati inesorabilmente esposti alle pallottole del nemico.

Allora all’imbrunire il generale Pang salì su un’altura e parlò al suo esercito: “Miei uomini, devo darvi una grave notizia. Ci troviamo di fronte a un nemico armato di fucili. I loro fucili colpiscono fino a 200 passi, le nostre frecce solo a 100. Non possiamo retrocedere né attendere rinforzi, perché domani all’alba loro ci assalteranno comunque.
Occorre un numero di circa duecento volontari per un attacco suicida!
Duecento arditi che correranno davanti ai nostri arcieri in modo da far loro da scudo fino a quando questi non si troveranno a soli 100 passi e potranno scagliare le loro frecce contro la linea nemica!
Loro non se lo aspettano, credono ormai in una vittoria facile... e noi porteremo il terrore tra le fila di coloro che sottovalutano il proprio nemico.
Ma senza un attacco suicida verremo sopraffatti... e domani a morire saremo in migliaia.”

Per alcuni lunghi secondi nessuno fiatò. La notizia aveva gelato il sangue di tutti i presenti.
Poi, poco alla volta, i soldati cominciarono ad alzarsi in piedi e a proporsi per fare da scudi viventi nella battaglia del giorno dopo. Lo stesso fratello di Pang fu uno dei primi a offrirsi. In pochi minuti fu raggiunto il numero occorrente di uomini.
A quella vista il volto del generale Pang fu solcato da lacrime di commozione. Si voltò verso il suo consigliere Draco Daatson/Kuan Kung e gli disse: “Amico, hai una notte di tempo per preparare questi fratelli a morire!”

Draco Daatson prese con sé gli uomini che avevano offerto la loro vita e li portò in un luogo isolato. Alcuni di essi piangevano, altri recitavano preghiere sottovoce. Li fece sedere sull’erba e cominciò a educarli così:
“Vi sento esitare, per cui vi racconterò di me, essendo io l’esempio vivente di colui che ha ingannato la morte.
Io ardo ma non brucio, io non mi consumo, perché io sono la Vita stessa. Si può perdere qualcosa che si ha, non qualcosa che si è.
Quando l’Eterno tracciò un cerchio sulla superficie dell’Abisso, io ne ero già il centro.

Come posso parlare di morte a voi che non siete ancora vivi?
Siate vivi, poiché svegliarsi alla Vita significa non poter più morire. Il dramma non è il dover morire, ma il non essere vivi Adesso, nell’unico istante che potrete mai vivere.
La paura della morte non è altro che il tremito del cavaliere prima di ricevere l’Investitura dal suo Signore.

Non posso insegnarvi ad essere eterni così come la lepre non può insegnare alla tartaruga come essere veloce. Ma posso portare coloro fra di voi che sono lepri travestite da tartarughe a gettare finalmente la loro maschera.
L’eroe muore per Amore, non per rabbia o per vendetta. Solo l’Amore per qualcosa di più grande può portare un uomo a sfidare i colpi dell’avversario.

Un solo insegnamento vi do: domani, quando correrete urlando incontro al nemico... mentre la vostra anima sceglierà la pallottola a cui sposarsi... siate innamorati... offrite il Cuore, non il corpo... siate vivi per la prima volta. Non c’è maggior dignità per un Guerriero del riuscire a morire da vivo.
Perché il vero scopo della battaglia è rendere vivi coloro che sono morti.”


Victoria Ignis finì di parlare e si alzò in piedi di fronte a me.
Adesso entra in quel portone senza timore. E innamorati di quegli sconosciuti che accetteranno di aiutarti a scoprire chi sei.

...continua.


"Agonizzanti in un letto, tra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l'occasione... solo un altra occasione... di tornare qui sul campo di battaglia ad urlare ai nostri nemici... che possono toglierci la vita... ma non ci toglieranno mai la libertà!"
Mel Gibson (William Wallace) in Braveheart


Salvatore Brizzi
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sabato 13 agosto 2011

Ti apro i chakra


Diffidate di quei libri che sostengono di fornirvi i mezzi per acquisire poteri magici grazie allo sviluppo dei chakra. Si incomincia – vi spiegano – con esercizi prolungati di concentrazione e respirazione allo scopo di risvegliare la forza Kundalini. Non dirò che tali esercizi non diano risultati... Ma quali risultati?
Se cercate di sviluppare i vostri chakra senza prima aver fatto degli studi e un lungo lavoro, vi esponete a tutti i pericoli. È esattamente come affidare dei fiammiferi a un bambino. Che cosa ne farà? Provocherà un incendio. Ebbene, occorre sapere che la forza Kundalini, che deve essere attivata per risvegliare i chakra, è un vero fuoco, e chi non si è prima esercitato per acquisire la purezza e la padronanza, rischia di vedere il fuoco di Kundalini scatenarsi e devastare tutto in lui. CHI INVECE INCOMINCIA LAVORANDO SULLA PUREZZA E SUL DOMINIO DI SÉ, LAVORA ANCHE IN MODO INDIRETTO SUI PROPRI CHAKRA, I QUALI SI SVEGLIANO E SI METTONO A FUNZIONARE SENZA CHE VI SIANO PERICOLI PER LUI.

Omraam Mikhaël Aivanhov
http://www.prosveta.it/

Le parole del grande Aivanhov non necessitano commento, sono come sempre chiare e chirurgicamente precise.

Voglio tuttavia adoperare qualche riga per ribadire la necessità di non farsi incantare dalla filosofia del “risveglio facile”, che va per la maggiore in questi tempi dove gli insegnamenti tradizionali vengono rinnegati e impunemente calpestati.

Il processo di “democratizzazione” della spiritualità – che sempre si verifica nella fase di decadenza al termine di un ciclo storico – porta a dimenticare ciò che sempre si è saputo nel passato, e cioè che determinate conoscenze non sono alla portata di tutti e ancor meno lo sono certe realizzazioni interiori. Non ricordare ciò conduce lo sprovveduto neofita, come prima conseguenza diretta, a riempirsi la testa e la bocca di nozioni esoteriche ed elevate filosofie orientali che, se non applicabili nella quotidianità, lo lasciano tal quale egli era prima.

Ma questa è tutto sommato una conseguenza ancora ammissibile. La seconda è di un ordine ben più grave. Altra usanza caratteristica di questa fase terminale del ciclo storico è infatti quella di estrarre pratiche spirituali adottate in passato all’interno di scuole tradizionali e fare di tali pratiche delle vere e proprie vie di risveglio interiore a sé stanti.

Due esempi su tutti: la meditazione e il lavoro energetico sui chakra. La meditazione, così come la preghiera – due attività più simili di quanto l’ottuso occidentale non creda – rappresentano esercizi di grande utilità nel contesto di un cammino iniziatico, che prevede però tutta una serie di pratiche e di “modi d’essere” da sviluppare durante il percorso. Ma la meditazione, da sola, intesa cioè come via in sé stessa, non porta a nulla di definitivo, se non a possibili danni sui piani sottili dell’essere umano.

Il medesimo discorso valga per chiunque voglia attivare, aprire o risvegliare i suoi chakra. I chakra sono già aperti... altrimenti saremmo morti, e qualunque attività che coinvolga questi centri d’energia deve avere una sua precisa giustificazione dal punto di vista terapeutico. In altre parole, se non ci sono ragioni sufficienti non si interviene mai sui centri energetici, così come non ci si reca con leggerezza dal chirurgo.

Non apro il mio Cuore soffiando energia dentro il chakra del Cuore, bensì sforzandomi tutti i giorni di amare i miei nemici e pregare per i miei persecutori. La Presenza e l’Amore sono le mie linee guide, le colonne del mio tempio; sarei stolto a cercare il Risveglio attraverso mezzi meccanici.

In questo pdf riassumo brevemente i passi fondamentali del Lavoro interiore. Vuole essere uno stimolo a lavorare fin da subito, con vigore, tutti i giorni, come di fronte a un’improrogabile scadenza.

Vi sono periodi nella vita dell'umanità, che generalmente coincidono con l'inizio del declino delle civiltà, in cui le masse perdono irrimediabilmente la ragione e si mettono a distruggere tutto ciò che era stato creato in secoli e millenni di cultura. Tali periodi di demenza, che spesso coincidono con cataclismi geologici, perturbazioni climatiche, ed altri fenomeni di carattere planetario, liberano una grandissima quantità di questa MATERIA DI CONOSCENZA.
Le masse non si preoccupano della conoscenza, non vogliono saperne, e i loro capi politici, nel proprio interesse, non lavorano che a rafforzarne l'avversione, la paura del nuovo e dell'ignoto.
La schiavitù nella quale vive l'umanità è basata su questa paura.
Coloro che possiedono questa conoscenza fanno tutto ciò che possono per trasmetterla e comunicarla al più gran numero possibile di uomini, per aiutarli ad avvicinarsi ad essa e renderli capaci di prepararsi a ricevere la verità. Ma la conoscenza non può essere data con la forza a coloro che non la vogliono.
Colui che desidera la conoscenza deve fare egli stesso gli sforzi iniziali per trovarne la sorgente, per avvicinarla, servendosi delle indicazioni date a tutti, ma che generalmente la gente non desidera vedere, né riconoscere.
La conoscenza non può venire agli uomini senza che essi facciano degli sforzi.

Gurdjieff, da "Frammenti di un insegnamento sconosciuto"


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martedì 2 agosto 2011

Il libro di Draco Daatson - Parte XXII


Sei in debito col tuo passato, e su questo debito stai costruendo il tuo futuro.
Resta fermo.
Chiediti perché vuoi compiere il prossimo passo.
Un metro più in là non c’è un mondo migliore rispetto a qui.
Tutto quello che c’è da scoprire è qui con te, ti fa sempre compagnia.
Il pezzo di terra su cui poggi i piedi in questo momento non è “di passaggio”, non è un mezzo per un fine, non ti serve solo come appoggio per andare oltre. Cos’è l’“oltre” che stai cercando, se non la nervosa incapacità di scorgere la Bellezza del Qui.
Fidati, questo pezzo di terra è l’unico che esiste, non troverai niente di meglio un passo più avanti. Dovunque vai esiste sempre solo il pezzo di terra che puoi calpestare in quel momento.
Ma se saprai restare Qui con coraggio, proprio Qui sarai Ovunque.


“Davanti a me c’è il mio futuro.”
Davanti a te c’è il tuo passato. L’uomo addormentato non ha futuro, vive solo una lugubre ripetitiva messa in scena del suo passato, un eterno funerale di sé. Una casa nuova, un partner nuovo, un lavoro nuovo... se non sei cambiato tu interiormente, non possono che rappresentare un passato camuffato da futuro.
Quando tocchi le mura di casa tua o accarezzi il volto del tuo partner stai tastando il tuo passato, ciò che tu sei stato interiormente e che ora si è cristallizzato in oggetti, persone ed eventi. La tua psicologia di ieri diventa materia oggi.

Allo stesso modo, l’apertura del tuo Cuore oggi, la tua capacità di produrre Volontà e Attenzione oggi, decidono su quale gradino della Scala di Giacobbe ti troverai domani. Il domani è già scritto perché lo stai scrivendo tu in questo istante, di fronte a me, con la qualità del tuo stato di coscienza, per questo motivo può essere previsto. E vale per un uomo come per un popolo.

Sono scossa da brividi mentre vedo scorrere i titoli di coda di questa civiltà.
Trasforma te stesso e potrai trasformare questa patria invertebrata che è divenuta l’Italia... che rinnega le tradizioni... che misconosce tutto ciò che di grande potrebbe appartenerle... i suoi figli più puri e coraggiosi. Urge fare qualcosa prima della distruzione ultima che chiuderà il Ciclo. Salvare il salvabile dalle macerie e traghettarlo nell’Oro. Il mondialismo sta cercando di annichilire le ultime generazioni di giovani. Lo si è fatto con le droghe, con la scuola, con la medicina e con una memoria storica deturpata e mutilata; e più di recente anche con le dottrine orientalistiche – che predicano la passività Lunare e la perdita dell’Io in vece del Risveglio Solare del Cuore e dell’Ardore Guerriero.

Ma le idee con cui questi giovani discendono dalle Vette sono più antiche del mondo, non possono venire soffocate. Mentre le idee dei tempi moderni sono senza sostanza, producono solo fumo... e il fumo non può rallentare il vento.
Come il conte di Montecristo, come Ulisse di ritorno a Itaca... milioni di guerrieri indaco sono venuti a pretendere le loro terre.
Ti assicuro che il buonismo non si addice loro.
Solo Femio e Medonte avranno salva la vita.

L’Oro emerge dal fondo stesso dell’uomo quando questo fondo è stato toccato. D’altronde a ogni baratro corrisponde un’altitudine.
Voi umani state morendo, la Terra già reclama le vostre membra per fare posto a una nuova specie d’Eroi in grado d’incarnare Volontà e Amore.
La loro mano è ferma, il loro Cuore è rivolto al Supremo, il loro sesso è tantrico.
I primi anfibi già si sentono a disagio nell’oceano, avvertono un bisogno lacerante di abbandonare l’acqua e cominciare a strisciare sulla terraferma. Là fuori c’è un mondo nuovo da scoprire, ma tu sei pronto a respirare con i polmoni anziché con le branchie?

Sono triste, perché il mio banchetto è ricco ma mancano i commensali.


Eravamo sul bordo di un marciapiede, lontano dai semafori, di fronte a un corso trafficato di Torino. Io guardavo con terrore lo scorrere senza sosta delle automobili.

Questo atteggiamento non va bene. Tu stai già pensando con timore al primo passo che farai per attraversare la strada. Non sei più Qui... e non sei più Ora. Se ti lasci rapire dal futuro diventi preda di Phobos e la tua impresa fallirà.

Le tue paure vivono di te, della tua energia, dello spazio che concedi loro.
Un ospite in casa che viene servito e riverito tutti i giorni, non la lascerà mai, presto si abituerà a quel trattamento d’eccellenza e pretenderà sempre di più fino a tiranneggiare lo stesso padrone di casa.


“Mi stai chiedendo di attraversare questo corso mentre c’è il traffico che scorre. Cazzo... è evidente che ho paura!”

Guardami. Perché hai paura?
“Perché devo fare qualcosa di pericoloso.”
Ma tu non hai paura fra un po’, tu hai paura già adesso, e adesso non stai compiendo alcuna azione temeraria... se non parlare con me. Ti rifaccio la domanda: perché hai paura?

“Perché penso che tra un po’ compirò un’azione pericolosa.”
Bene. Allora la tua paura è dovuta al fatto che immagini che compirai un’azione pericolosa. La tua paura è basata su un’immagine mentale, un’anticipazione, in altre parole... un’illusione, perché io potrei dirti che lo scherzo è finito e non c’è più bisogno che tu attraversi la strada in mezzo al traffico. In tal caso avresti provato paura inutilmente!

“Beh... sì... ma io non posso fare a meno di anticipare con la mente ciò che sta per succedere.”
Sì che puoi. Concentrati sulla Realtà, sul Momento presente – che è tutto ciò che si sta REALMENTE verificando – e smettila di usare la mente per anticipare qualcosa che, per quanto ne sai, potrebbe anche non succedere. Prova a focalizzarti solo sull’Adesso, sul fatto che ci siamo io e te su questo marciapiede. Questa è l’unica Realtà, non il fatto che fra qualche minuto dovrai gettarti nel traffico o che fra qualche giorno dovrai affrontare un importante colloquio di lavoro. QUESTA è l’unica Realtà. Quello che sta sotto i tuoi piedi in questo momento è l’unico mondo che esiste.

Ci provai. E per qualche secondo entrai effettivamente in uno stato di sospensione del pensiero. Ma non funzionò a lungo.
“È più forte del pensiero” dissi “Il problema è nell’emozione non nel pensiero. Anche se smetto di pensare al problema, la paura emotiva rimane; il disagio è più profondo di quello che io posso pensare o non pensare in questo momento. Non mi abbandona mai, anche se non ci penso.”

Ottimo. Hai scoperto che il “pensiero positivo” non serve a nulla se di mezzo c’è uno stato emotivo profondo. Se sei sessualmente impotente e ti costringi a pensare tutti i giorni di essere come un attore di film pornografici... questo non ti regalerà un’erezione!
Ciò che puoi fare è portare alla superficie il tuo vero Io, l’Io Assoluto, colui che osserva. Se stai provando uno stato emotivo evidentemente c’è “qualcuno” che ne è testimone, altrimenti non ne saresti cosciente. CHI sta provando la paura?


“Io.”
Appunto. Ma tu non ti ricordi mai di “essere Io”. Per te, come per tutti gli esseri umani nel sonno, “Io” è solo una parola, non un fatto vissuto. Ti identifichi in un’emozione di paura e dimentichi l’Io che veramente sei. L’Io non è un regalo, non è un’acquisizione per diritto di nascita. Non bagna tutti in egual modo come la pioggia. L’Io esiste – TU esisti – solo quando te ne ricordi.
Resta nell’Io!
Ricordati di te di fronte a qualunque emozione.


“Ma io non voglio più queste emozioni di paura. Il mio scopo è uscirne!”
Questa è un’impresa senza speranza. La paura che rifiuti torna all’attacco in maniera subdola, anche di notte. Prende la forma di ansia, attacchi di panico, depressione, insonnia, aggressività... Non puoi rifiutare la paura, ma puoi dare energia a ciò che da questa paura non è toccato. L’Io Assoluto è colui che accoglie la paura... perché non la teme!
Quest’atto di accoglienza priva di energia la paura stessa e la costringe a trasmutarsi.
Allora la paura diviene Gioia.


“Che differenza c’è fra l’Io comune e l’Io Assoluto?”
Semplice... l’Io normale – quello che la gente chiama ego – non esiste e non è mai esistito. Solitamente le persone forniscono una consistenza unitaria a un mucchio di pensieri, emozioni, convinzioni, ricordi... giusto per credersi “qualcuno”. Ma è qualcuno solo chi possiede un vero Io, e per giungere a possederlo è necessario ricordarsene di continuo. Deve diventare lo scopo supremo della tua esistenza.
Solo chi possiede – chi è divenuto – un autentico Io, può dirsi un Mago, perché il Mago – e la Maga – si distinguono, non per somma di conoscenze, ma in quanto hanno fabbricato qualcosa che gli altri ancora non hanno.


Finalmente qualcuno mi forniva gli strumenti per realizzare nella pratica ciò che Julius Evola mi aveva insegnato nella teoria. L’Io che non riconosce più altro da sé, perché comprende tutto, diviene infinito, incontenibile, Assoluto.

Entra in uno stato di non-tempo e il tuo Universo si fermerà. Questa è l’Arte di Fermare il Mondo. Allora attraverserai il flusso seguendo una linea perfetta, le automobili ti sfioreranno ma non ti toccheranno.

A una donna guerriera che esitava la sera prima della battaglia Draco Daatson disse: “Se non combatterai ti ucciderò io stesso. Se combatterai, al termine della battaglia ti ucciderò comunque.”
In quell’istante la donna si risvegliò a se stessa e divenne immortale.
Vive ancora oggi.


...continua.

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)



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