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giovedì 27 ottobre 2011

La Democrazia del Capo


La Democrazia del Capo è l’unico futuro possibile per la democrazia. La Democrazia del Capo è la risposta alla democrazia di parlamentari bovini il cui livello spirituale è inferiore a quello delle poltrone che i loro flaccidi culi occupano.
È il governo di uno solo.
Come ho già ripetuto in altre sedi, non c’è nessuna ragione per ritenere che il governo di uno solo debba essere peggiore del governo di molti. Tutt’altro. In passato ci sono stati su tutto il pianeta re e imperatori illuminati e amati dal loro popolo.

Se a governare abbiamo un uomo – meglio ancora sarebbe una donna – con il livello di coscienza di un Gandhi, un Buddha o un Martin Luther King... non c’è parlamento che possa reggere il confronto. Non venite a dirmi che le decisioni per alzata di mano del nostro parlamento sono sicuramente più illuminate di quelle che potrebbero prendere un Socrate piuttosto che un Lorenzo il Magnifico, un Federico il Grande di Prussia, un Ferdinando I di Borbone, un Federico II di Svevia... solo perché in parlamento sono in tanti a decidere!
Cento asini non fanno un leone.
Il principio stesso che nella quantità risieda una verità maggiore, è semplicemente aberrante. Più siamo più abbiamo ragione! A ben guardare l’osannata “maggioranza” non è altro che l’antica legge del più forte.
Il parlamento permette al singolo suino di proteggersi nell’anonimato, di mimetizzare la sua inettitudine fra l’inettitudine di altri mille.

Se sono da solo a governare e sono un ignorante o un incapace, tutti lo vedono e prima o dopo vi si pone rimedio, cioè verrò destituito, se accadrà prima o dopo dipende dal grado di risveglio del popolo stesso. La storia lo insegna: reggenti e dittatori incapaci fanno tutti la stessa fine e talvolta – pur essendo capaci – pagano caro un solo errore di valutazione.
Certo è che se il popolo in un dato periodo storico in qualche modo si rispecchia nell’ignoranza del suo governante, allora non farà nulla per modificare la situazione – al limite si lamenterà – e quel governante potrà governare ancora cent’anni.

Sarebbe un grave errore credere che ogni popolo non abbia ciò che in fondo chiede. Che un solo uomo possa asservire decine di milioni di persone con l’inganno, se questi non lo consentono... è solo un misero tentativo dei portavoce del popolo stesso di aiutarlo a sfuggire la responsabilità che gli è propria. Ma un popolo che sfugge alle sue responsabilità e chiede riparo dietro l’etichetta della vittima, resterà sempre schiavo.

Se uno solo governa con pieni poteri, dicevamo, il suo operato è sotto gli occhi di tutti. Ma se a governare sono mille, l’ignoranza del singolo si confonde con lo sfondo.
Grazie alla presenza del parlamento, in verità, io non so da chi sono governato in questo momento.

Il sistema governo/opposizione è fallito. Sta rendendo l’Italia ingovernabile... la rallenta... la immobilizza. Se uno tira da una parte e l’altro da quella opposta... non ci si muove in nessuna direzione... e prima o poi la fune si spezza. Il sistema governo/opposizione rispecchia una modalità intellettuale dualistica – riflesso della mente duale – che in verità in un futuro molto prossimo saremo chiamati ad abbandonare addirittura come specie. Infatti evolutivamente la nostra coscienza si dirige verso l’Unità mentre i nostri governi grufolano nei contrasti all’interno di sistemi ancora fortemente oppositivi.

I sostenitori della vecchia democrazia – che sull’illusione democratica hanno costruito le loro fortune e stabilito le loro posizioni di potere – giocano a spaventare quella parte di popolino ignorante che ancora si fa irretire, accostando la Democrazia del Capo alle passate dittature.
Il comando ipnotico che si vuole inoculare nelle masse è questo: “Se il capo è uno solo, allora deve essere per forza come Hitler o Saddam Hussein! Dunque teniamoci il nostro parlamento, che è il male minore.”

Ma i re che hanno dato tanto al loro popolo sono stati infinitamente di più rispetto ai dittatori cattivoni. Questo a scuola non viene insegnato, perché i libri di storia vengono abilmente calibrati in base alla forma di governo esistente. Allora si fa di tutto per far apparire bui i periodi delle monarchie ed eccellenti le attuali democrazie! Ma più i cittadini si svegliano e diventano consapevoli, meno funziona il fluido magnetico degli illusionisti. Presto tutti si sottrarranno alla schiavitù e sceglieranno la via della saggezza: la Democrazia del Capo.

Nella Democrazia del Capo chi è al governo viene eletto dai cittadini e ha pieni poteri finché i cittadini stessi non lo destituiscono. Questa è la forma di governo più equilibrata, la più ovvia, quella che abbiamo tutti dimenticato.
Il sospettoso di turno chiede: “Ma se una volta al potere il Capo non si facesse più destituire!?”. Nel porre questa domanda egli sta semplicemente descrivendo la situazione attuale: l’oligarchia (=governo di pochi) al potere non si fa più destituire!
La dittatura dell’oligarchia che stiamo vivendo al presente, è ben più pericolosa delle vecchie dittature di cui ci siamo liberati, perché è invisibile. Mentre il dittatore ti diceva in faccia come stavano le cose, adesso l’oligarchia convince il popolo che è stato lui a eleggerla e che in fondo è sempre lui a comandare.

Come sarà il futuro non lo so, ma come è il presente lo so bene.
Al limite se ne dovrà cacciare via uno solo... e non mille come adesso. Mille parlamentari/mitili saldati alle loro sedie. Molti di loro non vogliono far cadere l’attuale governo troppo presto perché altrimenti perderebbero il diritto alla pensione vitalizia di tremila euro al mese, che una volta si otteneva dopo appena due anni e mezzo in parlamento, adesso dopo cinque!
A quale segno siamo giunti? Dove ancora potremo giungere?
Se l’Italia fosse abitata da esseri umani e non da terricoli scenderemmo in piazza a milioni, tutti i giorni, finché tutti i parlamentari non fossero rispediti a casa, a lavorare davvero. Ancora una volta... abbiamo ciò che meritiamo.

Il governo di un Paese dovrebbe essere un atto d’amore, direi quasi la consumazione di un atto sessuale.
Quando tu ti dai alla folla, la folla si dà a te.
Il leader parla ai cittadini e fa l’amore con loro.
Il leader cerca la sublimazione erotica nel possedere e al contempo farsi compenetrare dalla folla. Un’estasi cardiaca che scatena la passione per la propria nazione da ambo le parti.

Allora nel nostro Cuore ritroverà la sua naturale dimora l’orgoglio di essere italiani.

Per questo motivo, come molti di voi già sanno, ho deciso di candidarmi nelle fila del Partito Italia Nuova. Per la prima volta sono convinto di aver trovato la strada giusta per far scendere anche nella sfera politico/sociale quelle idee che possono cambiare il mondo. Il fondatore del partito, Armando Siri, è un giovane che ci crede, ha il Fuoco giusto, il Vril che lo attraversa.
Sarà un governante saggio.

Cos’è un Ideale? Uno spirito divino, un angelo che s’incarna sulla Terra. Quando servi un Ideale servi quello spirito. Allora lui a sua volta ti serve e ti sostiene. Meno è grande il tuo essere, meno è alto l’Ideale che puoi incarnare.
Victoria Ignis

Diamo un segnale agli altri partiti. Partecipiamo in massa alla I Assemblea Nazionale del PIN.

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)


Leggi gli articoli di Armando Siri sulla home del suo sito, sono eccezionali:
Partito Italia Nuova.

Questa è la brochure dove si illustrano in maniera semplice la filosofia del partito, la Nuova Costituzione e il nuovo modello fiscale. Scaricala e divulgala:
Partito Italia Nuova Un nuovo punto di vista



Clicca sull’immagine per vedere il video di Armando Siri:

Partito Italia Nuova Armando Siri intervista



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Domenica 30 Ottobre a BELLARIA – Convegno Eros e Agape

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Alchimia Contemporanea di Salvatore Brizzi (questo è il libro nel quale ho parlato per la prima volta di Draco Daatson e Victoria Ignis)

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venerdì 21 ottobre 2011

Dimensioni equatoriali


Il 90% degli uomini al mondo ha un pene di lunghezza fra i 13 e i 18 cm, con una media quindi di 15 cm. La razza, come al solito, gioca un ruolo importante: gli asiatici hanno una media decisamente più bassa, mentre i popoli equatoriali (africani, brasiliani... e siciliani) ne hanno una decisamente più alta. Ovviamente bisogna tener conto delle debite eccezioni, in quanto la Legge di Attrazione regna sempre sovrana: se devo vivere una determinata esperienza – uomo o donna che io sia – mi attirerò comunque l’unico nigeriano ipodotato del mondo!

Domenica 30 Ottobre a Bellaria, vicino Rimini, si terrà un convegno sui rapporti tra sessualità e spiritualità dal titolo Eros e Agape. Oltre al sottoscritto parteciperanno Claudia Rainville, Igor Sibaldi e Franco Nanetti (psicologo, docente presso la facoltà di Urbino). Il tutto condito dalla piacevole presenza di Krista Corso (vedi immagine), una ragazza, ex modella di professione, che un bel giorno si è risvegliata (e risvegliata davvero!).
Intervista a Krista Corso.

Durante il mio intervento dovrei trattare di argomenti quali Tantra, magia sessuale, alchimia sessuale... che fanno molto esoteric-radical-chic. Invece tratterò di problemi sessuali: impotenza, eiaculazione precoce, frigidità, paura di esporre il proprio corpo nudo, paura di avere il pisello troppo corto o le tette troppo piccole...

Il pisello troppo corto è emblematico della PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI di cui di norma tutte le persone soffrono. È la stessa paura di non essere all’altezza che sta alla radice dell’impotenza e di tanti altri aspetti della nostra vita, sessuale e non.

Il succo del mio intervento sarà questo: il problema centrale non riguarda la lunghezza del pisello, la grandezza delle tette o la potenza dell’erezione, bensì le emozioni di paura, insicurezza, sconfitta e inadeguatezza che di solito sono associate a tali circostanze. In pratica si sta male perché si provano sofferenza emotiva e mentale, non perché si hanno il pisello corto o le tette piccole. Questi non sarebbero problemi in se stessi se non fossero associati a del malessere emotivo e mentale.

Immaginiamo adesso di poter provare emozioni di gioia, soddisfazione, sicurezza quando ci spogliamo di fronte al nostro partner... anche se abbiamo un pisello di 13 cm, o qualunque altro difetto estetico. Se invece di paura e inadeguatezza stiamo provando gioia e senso di soddisfazione... il problema non esiste più, perché il nostro vero problema era la sofferenza. Non volevamo più soffrire per le dimensioni del nostro pisello, e si può fare anche senza cambiare le dimensioni del pisello!

È sufficiente uscire dal senso di giudizio e provare emozioni superiori come la gioia e l’amore per se stessi, cioè amore per il proprio corpo così com’è.
Certo... non si esce dal senso del giudizio – dalla tirannia della mente giudicante – da un giorno all’altro, però è l’unica via che ci consente di non sentirci più giudicati da nessuno e di poter andare in giro per il mondo fieri di noi stessi, quali che siano le caratteristiche del nostro corpo fisico.

Per non sentirci più giudicati dobbiamo smettere di giudicare.
La PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI la coltiviamo all’interno di noi nella misura in cui giudichiamo a destra e a manca.
“Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.” (Mt 7,1)
Queste frase ci fa comprendere quanto noi stessi – giudicando – creiamo le basi psicologiche per la nostra futura sofferenza.
Dipende solo da noi, dalla nostra capacità di interrompere il giudizio mentale, se potremo oppure no ottenere la felicità... indipendentemente dalle dimensioni dei nostri attributi.

Solo vivendo Adesso, nella Presenza, interrompiamo il fluire giudicante della mente e ci apriamo a un mondo di emozioni superiori.
Potete farlo Ora, mentre state leggendo.
L’ingresso nel Regno dei Cieli.
La fine di ogni problema mentale.

Salvatore Brizzi (siciliano equatoriale)
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

Letture consigliate:
I segreti della camera da letto, Chian Zettnersan, Mediterranee;
La Porta del Mago, Salvatore Brizzi, Anima Edizioni.

Guarda il video sul tema sessualità.


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venerdì 14 ottobre 2011

Il libro di Draco Daatson - Parte XXV


“Chi sono le Sentinelle Nere?” chiesi a Victoria Ignis.

Le Sentinelle Nere sono anche dette Sentinelle Cieche, in quanto non hanno occhi. Ciò consente loro di “vedere” e “sentire” su un altro piano. Se qualcuno te ne parla è perché hai già varcato l’orizzonte degli eventi, il punto di non ritorno nel tuo cammino di risalita.

“Fin qui giungerai e non oltre!” Con queste parole le Sentinelle si parano innanzi al temerario che vuole liberarsi dalle sue catene psichiche. Esse ascoltano la tua anima e soppesano il tuo Cuore, sentono il fetore delle tue paure e le mefitiche esalazioni dei tuoi rancori, il lugubre suono delle tue quotidiane lamentele. Come il felino che rintraccia la preda guidato dalle emissioni della sua paura, le Sentinelle Nere ti scoveranno ovunque. Il tuo vivere in perpetua attesa del prossimo problema o della prossima sciagura ti rende ai loro occhi un pasto molto ambito.

Immagina le loro voci come il suono rauco e stentato di un abisso, il lamento di esseri che non videro mai la luce e si nutrirono per milioni di anni delle sole angosce degli uomini.
“Eccone un altro che vuole fuggire!” Dicono voltandosi dalla tua parte e mostrando i loro visi neri e privi di orbite. Un sogghigno rende la loro espressione simile a una smorfia di dolore. Le labbra sottili quasi inesistenti.
Provano una rovente invidia verso chi osa rivoltarsi, un’invidia che non dà loro tregua.
“Eccone un altro che non mostra rispetto per la prigione che edificammo con dedizione al Tempo della Caduta.”
“È uno di quelli che può farcela? In lui il Vril scorre copioso?” si chiedono. E annusano la tua aura in cerca di un indizio.
Se la risposta è no, si voltano lentamente e tornano a loro eterno scrutarsi dentro. Ma se la risposta è affermativa, se sentono che nella tua carne arde il Fuoco, sanno che da quel momento ha inizio una partita fra le più potenti creature del Cosmo.


“Gli Oscuri reclamano la sua anima, lo vogliono dalla loro parte. Si sono accorti che il suo Cuore è una pira e non una candela. Trasuda Vril che essi vogliono incanalare nella loro buia causa.”
Le Sentinelle Nere sanno che ogni Cuore impavido, dal momento in cui esce allo scoperto, viene conteso fra i Cavalieri della Luce e le schiere degli Oscuri, coloro che sopravvivono solo se possono asservire le anime di un pianeta. Gli Oscuri viaggiano da un capo all’altro dell’Universo in cerca di popoli a cui spremere sangue. Ma hanno bisogno di alleati autoctoni per condurre a buon fine la loro opera. Scovano e arruolano giovani portatori del Vril.


“Ma quindi chi dovrei temere, le Sentinelle o gli Oscuri?” domandai a Victoria Ignis, sempre più confuso.

Le Sentinelle Nere sono le creature che edificarono la Matrice illusoria dentro cui tutti i terrestri vivono. Pertanto, mentre da una parte sono la causa della prigionia degli esseri umani, dall’altra sono gli artefici della loro liberazione. Vegliano affinché nessuno fugga, ma non hanno secondi fini se non quello di eseguire gli ordini di “Colui che può ciò che vuole”. Ti forgiano mettendoti alla prova istante dopo istante, affinché solo i diamanti più puri possano emergere dalla feccia addormentata.
Nel momento in cui dichiari a te stesso di volerti liberare possono renderti la vita un inferno: farti ammalare, uccidere i tuoi figli, allontanare il tuo partner, ridurti in povertà... Ma quando qualcuno sconfigge le illusioni di Cronos ed evade, in un piccolo anfratto del loro tenebroso Cuore... versano una lacrima di gioia.

Gli Oscuri sono un’interferenza. Sono adulatori, dispensatori di favori, il loro scopo è il potere e cercano alleati. Vengono da te travestiti da angeli e ti promettono una vita semplice e priva di sofferenze. Il loro atteggiamento è soave, la loro voce è come l’incanto delle sirene. Tu resta legato all’albero della nave. Fa capire loro che preferisci morire nella stretta terribile delle Sentinelle Nere piuttosto che fra le comode braccia della sconfitta.



“Alle volte credo di riuscire a percepire anch’io il Vril, ma per il resto dei miei giorni sono stanco, mi sento sconfitto, fuori posto, privo di uno scopo. Come posso fare per sentire questo Fuoco Sacro che percepisco abbondante dentro di te? Sembra che tu lo vivi fisicamente.”

Lo Spirito discende in chi lo invita attraverso l’azione. Limitandoti a studiare sui libri non offri una dimora degna per il Vril.
Ti racconterò una storia.
Alcuni anni fa ho lavorato per una unità molto particolare dei Servizi Segreti. Non ti dirò di quale nazione. Io ho viaggiato molto. La nostra unità si occupava di effettuare raid militari in territori di altre nazioni per gli scopi più diversi, nessuna di queste missioni è mai stata ufficiale. La cosa curiosa è che talvolta lavoravamo in collaborazione con un gruppo di “spie psichiche”, uomini e donne arruolati nell’esercito e addestrati come “percettori a distanza”: pur restando seduti in una stanza potevano “viaggiare” a migliaia di chilometri di distanza per spiare cosa stava accadendo a una persona o a un luogo. I più bravi fra essi potevano introdursi in un ufficio e letteralmente “leggere” dei documenti segreti chiusi in un cassetto. Ma il dispendio energetico lasciava il percettore spossato o addirittura malato, inoltre spesso non si avevano sicurezze sull’autenticità della “lettura”. Molte nazioni posseggono gruppi addestrati per queste funzioni.

Alcuni nostri agenti che lavoravano in territorio sudamericano, mentre si occupavano di tutt’altro, erano venuti a conoscenza della sparizione di alcuni bambini. Correva voce dell’esistenza di un certo gruppo paramilitare che agiva in una determinata zona compiendo scorrerie, uccidendo, prelevando civili, anche bambini, che poi non facevano più ritorno ai loro villaggi.

La voce arriva negli altri gradi della nostra sezione e un generale si prende la briga di vederci più chiaro. Dal momento che le notizie risultano imprecise e frammentate, in via non ufficiale vengono messe in azione le “spie psichiche”. Queste possono lavorare anche senza l’ausilio di coordinate specifiche, anzi, meno vengono “contaminate” da informazioni aggiuntive, meglio è per la buona riuscita della percezione.

Dopo un paio di giorni alla mia unità arriva il resoconto della percezione a distanza:
Gruppo paramilitare bene armato, trenta elementi circa, insediato nella jungla. Una decina di bambini di età variabile tenuti come schiavi, nudi, malati. Usati come oggetti sessuali. Alcuni usati come cavie per addestrare i militanti del gruppo a uccidere con i coltelli. I bambini costretti a ferirsi e uccidersi anche fra di loro.

Sapevamo più o meno tutti che queste cose accadono nel mondo, anche in Paesi decisamente più civilizzati, ma fino a quel momento lo sapevamo solo per sentito dire. Davanti a quel resoconto lapidario rimanemmo tutti sconvolti.
Non poteva essere fatto nulla di ufficiale; al nostro Governo non interessava certo incrinare i rapporti internazionali per salvare la vita a bambini indigeni di cui nessuno conosceva o avrebbe mai conosciuto l’esistenza. Ma pochi giorni dopo giunge un ordine proveniente dal generale a capo della nostra sezione: intervenire per dare una dimostrazione di forza ai narcotrafficanti che solitamente coprono le attività di quei gruppi paramilitari. Ultimamente i narcos erano diventati molto più arroganti nel trattare gli affari con i Servizi Segreti del nostro Governo, per cui quella poteva essere l’occasione per mostrare loro di cosa eravamo capaci e allo stesso tempo compiere un’azione da “buoni samaritani”.

Tutta l’operazione doveva essere portata a termine in sole tre ore, compreso l’avvicinamento e l’allontanamento dall’obiettivo.
Ciò significava che avremmo dovuto muoverci di corsa per tre ore: dal momento in cui scendevamo dall’elicottero fino al momento di risalire. Potevamo farlo? Io ero a capo dell’unità e dichiarai che era possibile farlo, ma a patto che con me venissero solo gli uomini che avevo addestrato io personalmente nell’ultimo anno di attività.


“Tu eri a capo di un’unità di questo genere? Ma sei una donna!” mi lasciai sfuggire.
Victoria Ignis mi gelò con lo sguardo. Sapevo che non stava rimproverando il mio sessismo, lei era ben oltre ogni banale concetto di superiorità/inferiorità. Stava rimproverando la meccanicità istintiva con cui tale pensiero era uscito da me. La mia assenza di controllo sulla mente inferiore, il mio pensare ancora da schiavo.

Come può esserci qualcosa che non posso? Dove c’è una volontà c’è una strada.
Il mondo è dentro di me, non io dentro il mondo. Fuori di te non esiste nemico, sei sempre solo tu che minacci te stesso. La tua incertezza apre una via alla pallottola che ti colpirà. Il seme della morte lo porti dentro, ti tiene lontano dal turbamento che ti sarebbe causato dalla percezione dell’Infinito... a cui ancora non sei pronto.

Avevo bisogno di un padre e una madre e li ho generati.
Ma io sono la bambina scambiata nella culla: il mio vero Padre è il Vril, la mia vera madre è Afrodite.
Io sono la creatura riuscita male... che si è rivoltata contro la Creazione.
Io sono l’imprevisto che non stavate attendendo.

Poche ore più tardi, otto uomini e due donne scendono di corsa da un elicottero e si proiettano nella boscaglia. Sono le 03:30 del mattino.
Un’ora di corsa fino al luogo dell’obiettivo.


“Non è possibile correre per tre ore consecutive e restare abbastanza lucidi per combattere corpo a corpo e sparare. Tre ore è la durata di una maratona!”

Sei ancora nel limite. Il tuo Fuoco è sepolto.
L’addestramento dei Senza Sonno è concepito per riportare in superficie ciò che è nascosto, non aggiunge nulla a ciò che già sei.
Mentre correvamo la nostra spina dorsale era una torcia, una colonna di Fuoco. Era come avere una sbarra d’acciaio incandescente al posto della colonna vertebrale. L’estremo superiore si conficcava alla basa della nuca e produceva una sensazione di fastidio che poteva diventare anche molto intensa.
Tutto è possibile quando sei pervaso dal »furor bellicus«. È uno stato di coscienza non ordinario... superiore.

04:30 del mattino. A un centinaio di metri dall’obiettivo cominciano ad arrivare le intuizioni: quante persone sono presenti nell’insediamento, come è armata ciascuna di esse, in quale posizione si trova rispetto alla pianta dell’accampamento, quale è la capanna dei bambini, quale quella delle munizioni, e così via. Le intuizioni giungevano contemporaneamente a tutti, come fossimo una mente sola, come scaricare dei files dalla stessa fonte. Prima di arrivare sull’obiettivo ognuno di noi sapeva già su quali uomini si sarebbe avventato e dove questi erano collocati.

A cinquanta metri ci allarghiamo a raggiera e accerchiamo l’accampamento. Troviamo e immobilizziamo tre sentinelle. Quindi riprendiamo a correre e percorriamo gli ultimi metri. Il passaggio del Vril è oramai alla massima intensità, abbiamo tutti la visione astrale e comunichiamo telepaticamente, ci muoviamo come cellule di un unico organismo perfetto.

Apro una parentesi. Come lavorava la mia unità? In casi come questo non potevamo uccidere, in quanto l’anima dell’individuo si sarebbe spostata in astrale e qui avrebbe arrecato maggiori danni rispetto a quando stava confinata in un corpo. Uccidere un uomo in realtà lo libera dalle catene del corpo fisico, e se è un uomo malvagio andrà a influenzare dal piano astrale decine se non centinaia di altri uomini, in modo da continuare a nutrirsi di emozioni pesanti anche su quel piano.
Paradossalmente, un comune avversario – un uomo che non si distingueva per crudeltà o perversione – potevamo ucciderlo, ma elementi di questo genere dovevamo renderli innocui facendoli catturare dalle forze di polizia, tuttavia “trattenerli nella materia”.

04:45 del mattino. Dieci ombre silenziose, distribuite a 360 gradi, convergono verso il centro dell’accampamento debolmente illuminato da un falò. Il silenzio e la velocità sono tutto.
Due cose non possono più essere fermate: una freccia scagliata verso il bersaglio, un Senza Sonno che si avventa sulla sua preda.

Non un grido, non un gemito, non uno sparo. Potresti essere a 20 metri dal campo e non accorgerti di ciò che sta accadendo. Ognuno di noi è dotato di una Taser (pistola elettrica) di ultima generazione, nastro adesivo... e un machete. La preda viene sorpresa alle spalle e stordita con una scarica elettrica, poi imbavagliata con del nastro adesivo, il tutto in 4-5 secondi al massimo, tre prede a testa.
Le operazioni del genere sono le più pericolose, perché loro sono liberi di fare ciò che vogliono, possono sparare o lanciare granate, mentre noi abbiamo le mani legate. O compiamo un capolavoro o ci rimettiamo la pelle.
È una scena surreale. Nessuno di loro ha il tempo di capire cosa sta succedendo. Nessuno di loro fa in tempo a premere il grilletto o dare l’allarme.


“E poi? Una volta immobilizzati avvisate la polizia o l’esercito regolare che vengono a prenderseli?”
No. Non in questo caso. A parte il fatto che sarebbero di nuovo liberi in poco tempo, gli ordini erano comunque diversi. Dovevamo mandare un messaggio ai narcos. Quel gruppo paramilitare era protetto da loro, anche perché alcuni di quegli uomini erano imparentati con un noto narcotrafficante che stava dettando delle condizioni insostenibili per i nostri Servizi Segreti riguardo il commercio di droga in occidente. Dovevamo far loro capire con chi avevano a che fare.
L’ordine era di “fare un lavoro fatto bene”.


04:55 del mattino. Armati di machete amputiamo entrambe le mani a ogni uomo!
È la fase più lunga dell’operazione. Mentre stiamo ancora finendo alcuni di loro cominciano a svegliarsi. Vedono cosa gli è stato fatto, cosa stiamo facendo agli altri, non possono gridare, non possono strappare via il nastro adesivo perché hanno solo dei moncherini sanguinanti al posto delle mani. Si odono solo dei mugolii soffocati.

Quando tutti si svegliano, un insopportabile lugubre lamento – quasi fosse un mantra tibetano sinistramente colorato – s’impossessa dell’intero campo. Alcuni si contorcono sul terreno, altri si alzano in piedi e ci vengono incontro mostrando gli arti amputati. Gli occhi sgranati, terrorizzati, increduli. Una scena da girone infernale.
Abbandoniamo le armi a terra e restiamo un istante in piedi al centro del campo, illuminati dal fuoco. Dieci figure inguainate di nero dalla punta dei piedi alla cima della testa. Mi chiedo che impressione stiamo loro facendo. Dieci demoni ninja sbucati da chissà quale abisso avevano appena eseguito la loro pena... come in un incubo da cui non si sarebbero mai svegliati.
Ma dobbiamo fare ancora una cosa: gettare le mani amputate sul fuoco, affinché non possano essere riattaccate con un intervento chirurgico. Alcuni di loro, terrorizzati, cercano di impedircelo. Prendono a calci il fuoco. Li dobbiamo allontanare e stordire nuovamente con le pistole elettriche.

05:15 del mattino. Ci allontaniamo dal campo di corsa. Sulla nostra sinistra lasciamo la capanna dei bambini. Non si ode nulla. Stanno dormendo. I mezzi dell’esercito e le ambulanze sarebbero arrivati da lì a poco, secondo gli accordi presi con il nostro comando.


Victoria Ignis si ferma un istante a osservare la mia espressione scioccata, poi riprende:
Ho vissuto fasi differenti dopo quell’episodio. La prima, molto breve, fu di esaltazione per la riuscita perfetta dell’operazione. La seconda, molto lunga, fu un periodo di riflessione profonda riguardo il significato di ciò che avevamo fatto. Avevamo coperto il sangue con dell’altro sangue. Fino a che punto il fatto di eseguire ordini scagionava la nostra coscienza? Poi ci fu la terza fase: la visione dell’Ordine.

A un certo punto comprendi con la parte più profonda di te che ci sono alcune “cose” che vanno fatte nella materia. Comprendi che qualcuno le deve fare. E comprendi che quel qualcuno puoi essere solo tu.
Qualcuno deve telefonare la notte a casa dei genitori per annunciare loro che il figlio è appena morto in un incidente. Qualcuno deve inventare la ghigliottina e qualcuno deve fare il boia. Qualcuno deve sganciare una bomba sopra le case di una città… e qualcuno deve stare sotto ad aspettarla.

Ognuno recita una parte in uno spettacolo perfetto. Non c’è qualcuno che è più buono e qualcuno che è più cattivo. Sei in un luogo… in una data epoca… hai un corpo di un certo tipo… e “decidi” di fare il giocatore di pallacanestro. Fino a che punto puoi dire di aver deciso? Tuo nonno faceva il boia, tuo padre fa il boia, tu fai il boia. Se lo fa un altro vomita. Tu sei “quello giusto” che lo deve fare.

In un istante intuitivo ho visto il Disegno. Non è un fatto mentale, non ci puoi arrivare col ragionamento, non puoi convincere nessuno e non puoi rispondere niente a chi ti contraddice.
Kosmos è un termine greco: significa Ordine.


…continua.

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
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mercoledì 5 ottobre 2011

Domande e risposte


Ecco le risposte alle circa 300 domande che mi sono state rivolte sul blog de Il Giardino dei Libri. Le domande sono state sintetizzate e ridotte a 6. Per leggere tutte le domande in originale andate a questo link: http://www.ilgiardinodeilibri.it/blog/invito-invia-le-tue-domande-a-salvatore-brizzi.php

1 - Domanda: È indispensabile avere un maestro per avanzare sul cammino?

Innanzitutto chiariamo che tecnicamente il termine “maestro” sarebbe da attribuire solo all’individuo – uomo o donna che sia – che ha superato la quinta iniziazione. Stiamo dunque parlando di gestione totale dei corpi fisico, emotivo e mentale, identificazione totale con l’anima e capacità di “risorgere”, ossia di fabbricare un apparato psicofisico adulto senza la necessità di rinascere da una madre.
Questi maestri fanno parte della Gerarchia Spirituale del pianeta – la Grande Fratellanza Bianca – con sede a Shamballa.

Chiarito questo, quando utilizziamo il termine “maestro” di norma ci riferiamo a iniziati di alto grado i quali sono capaci di istruire e condurre lungo un cammino di crescita personale i loro allievi. Stiamo dunque parlando della capacità di “vedere” a che punto della sua evoluzione si trova una singola persona e guidarla all’interno di un percorso che in parte è comune con gli altri allievi, ma in parte deve necessariamente essere personale. Per cui verranno assegnati esercizi, compiti o addirittura “prove” che permettono a quell’individuo di salire il gradino successivo delle sua personale scala evolutiva. Il maestro tira fuori il meglio da ciascuno secondo le sue attitudini, esattamente come dovrebbe fare un maestro elementare con i bambini.

Pertanto non rientrano in questa categoria i divulgatori come me. Infatti indipendentemente dallo stadio evolutivo raggiunto dal divulgatore, se non si interessa agli allievi anche individualmente non può essere definito un maestro. Per cui anche i cosiddetti “guru” che si limitano a stare seduti e ripetere alle persone che “tutto è Uno”, non sono maestri. Il maestro ti “vede” – percepisce le tue potenzialità e i tuoi blocchi – e accetta di condurti.

Vivere accanto al Fuoco del maestro è una condizione ideale. Ma dal momento che i maestri scarseggiano in rapporto al numero di persone che intraprendono un cammino, in questo periodo storico occorre arrangiarsi da soli. È un’epoca in cui l’allievo è chiamato a responsabilizzarsi. Il maestro/papà non c’è più, al suo posto ci sono tanti divulgatori – ognuno col suo livello evolutivo, che in taluni casi può essere anche molto elevato – e ogni allievo attirerà a sé quello più consono ai suoi bisogni di crescita.

Se l’altezza della vostra anima lo permette, potrà anche succedere che un vero e proprio maestro della Gerarchia venga a bussare alla vostra porta. Ma lo attirerete per Risonanza, è inutile cercarlo.
La domanda “Sulla Via occorre un maestro oppure no?” è una finta domanda. Occorre a chi? Non c’è una risposta generica. Ognuno ha quello che gli occorre in ogni istante. Per qualcuno è indispensabile, per altri no.


2 - Domanda: Parli di non-giudizio, ma nei tuoi video giudichi. Parli di andare oltre l’ego, ma tu hai comportamenti egocentrici.

Queste considerazioni hanno alla base il presupposto – piuttosto pericoloso – che voi già sappiate come si comporta chi si trova oltre il giudizio e oltre l’ego.

[Sia detto per inciso che non voglio qui nemmeno prendere in considerazione un livello di risposta ben più profondo, il quale mi porterebbe a far notare che la Legge dello Specchio non è valida solo a giorni alterni, ma è valida sempre, e che l’ego nemmeno esiste e quindi un comportamento egocentrico non può presentarsi in nessuno... se non in chi crede di vederlo. Ma volendo far giacere la risposta sullo stesso livello della domanda, non tratterò tali argomenti.]

Quando una persona è oltre il giudizio e oltre l’ego non è detto che si comporti come pensate voi, che di norma vi aspettate il guru che sorride gentilmente a tutti, che non insulta, che ha un comportamento dimesso, che non fa soldi e, soprattutto, che è sessualmente politically correct (con un solo partner alla volta... mi raccomando, sennò che illuminato è).
Vi ricordo che se al termine di una performance sessuale sentite affaticato solo il braccio destro... avete dimenticato qualcosa.

Io capisco che stiate già facendo dei miracoli con il poco materiale cerebrale che la natura vi ha messo a disposizione, ma secondo voi, se io volessi, non potrei stare attento a non offendere mai nessuno e a tenere sempre comportamenti dimessi e non “egocentrici” secondo quella che è l’interpretazione comune... giusto per ingannare qualcuno di voi?
Ossia, detto in un altro modo, se lo volessi non potrei farvi credere quello che voglio?
Secondo voi certi giudizi e certi comportamenti “mi scappano” senza che io me ne accorga?
Ma avete idea di quale genere di controllo si può ottenere in uno stato di coscienza risvegliato (che non c’entra nulla con l’illuminazione)?
No. La risposta è che non ne avete idea.
La distanza che ci divide può essere colmata solo da un telescopio!

[“Cavolo... questa è veramente egoica. Hai visto? Brizzi c’è cascato di nuovo e non se n’è accorto!”]

Il giudizio è uno stato interiore, non una serie di parole o di frasi. Se io non sono più nel giudizio, posso dire qualunque cosa a chiunque... e non lo sto mai giudicando. Nel momento in cui il vostro Cuore si apre potete cacciare i mercanti dal tempio con una frusta... e li state comunque amando, e lo state comunque facendo per la loro evoluzione, non per soddisfare il vostro ego.

Nel momento in cui si spalanca il Cuore ogni vostra parola, ogni comportamento, ogni gesto... è un Sacrificio per gli altri. Voi non contate più nulla e conta solo ciò che può svegliare di più gli altri. Allora cominciate a recitare il vostro ruolo fino al momento della disincarnazione.
Chi sono veramente io, oltre i ruoli che sono venuto a recitare, probabilmente non lo saprà mai nessuno, nemmeno chi è stato mio partner sa con chi è stato.


3 - Domanda: Come si fa a liberarsi definitivamente dal giudizio e dalle emozioni negative?

Eliminare le emozioni negative?
Ci sono persone – che solitamente hanno solo letto i miei libri, e qualcuno solo gli articoli del blog – che vanno in giro a raccontare che io insegno di non giudicare e non provare emozioni negative. Se avessero partecipato ai miei corsi avrebbero le idee più chiare; in ogni caso leggere un libro in stato di addormentamento porta a queste conseguenze.

Se già da piccoli per insegnarvi il teorema di Pitagora hanno dovuto mettervi sotto ipnosi, lasciate perdere l’esoterismo, evidentemente non siete portati per leggere qualcosa che si discosti troppo dalle cronache sportive.
Io non ho mai detto di non provare emozioni negative. E nessun esoterista serio ve lo direbbe mai. I giudizi e le emozioni vanno OSSERVATI IN STATO DI PRESENZA, non estinti. L’ ultimo post che ho pubblicato parla proprio di questo, quindi non ci torneremo su: http://www.salvatorebrizzi.com/2011/09/emozioni-negative.html

Alcuni di voi si sono lamentati del fatto che dopo pochi mesi di lavoro su di sé ancora stavano provando emozioni negative e giudizi. Anche per loro vale il discorso appena fatto, ma in aggiunta occorre accennare anche al fattore tempo.

Dedicate cinque anni di studi a una laurea. Dieci anni sono da mettere in conto per chi si dedica alla facoltà di medicina. Ma dopo pochi anni, o addirittura pochi mesi (!!!) di un corso di Risveglio cercate i risultati! Anzi, alcuni dopo aver letto un libro e fatto qualche esercizio pretendono di aver cambiato la propria vita.
Ma il risveglio è forse l'attività più semplice e più stupida fra tutte? Non pensate che nel lavoro interiore debba occorrere più tempo che per una laurea?


4 - Domanda: Sintomi fisici come stanchezza, difficoltà di memoria e di concentrazione possono essere conseguenza del lavoro su di sé?

Sì. Sono i tipici sintomi di un sovraccarico del sistema nervoso. Vuol dire che state facendo troppi esercizi di ricordo di voi stessi. Innanzitutto l’esercizio deve essere uno solo alla volta; inoltre se avete iniziato questo percorso sospendete altri eventuali esercizi di meditazione, respirazione o recitazione di mantra. Vi assicuro che il ricordo di sé è già abbastanza stancante per il vostro sistema nervoso.
Premuratevi di alternare periodi in cui fate esercizi a periodi in cui non fate niente e riposate. Questa alternanza è importante, esattamente come nello sport.

Ci sono state molte domande tecniche riguardanti molteplici aspetti del lavoro su di sé: energie che si muovono, blocchi, pesi, aperture, vampate di calore... ma a tali dubbi è possibile dare una risposta “personalizzata” solo ai corsi, con la persona interessata presente – e anche così non sempre è possibile –, ma è impossibile in questo contesto.


5 - Domanda: La mente va acquietata o va utilizzata per produrre pensieri focalizzati, secondo la Legge di Attrazione?

Se il vostro pensiero è solo un pensiero fra i tanti che affollano caoticamente il vostro cervello, questo sarà privo della benché minima potenza. Se invece tale pensiero è un monolito che si erge nel vuoto, nella quiete sottostante... risulta potente, carico di Vril, propenso a influenzare la materia e sottometterla.
La mente del Mago – uomo o donna – è sempre quieta, perché la sua coscienza è viva, cioè presente a ogni atto: quando muove un braccio SA che lo sta muovendo.
La Presenza incrementa il vostro Magnetismo personale ( http://www.salvatorebrizzi.com/2011/09/magnetismo.html ) e rende più immediata la Legge di Attrazione.


6 - Domanda: La coppia. Energia maschile e femminile. Come mai i maestri spirituali e i divulgatori sono tutti maschi?

L’Era che sta arrivando porterà un’energia femminile, che è un’energia di accoglienza (invece che penetrazione), apertura (e non più difesa), riflessione (più che azione), sintesi (anziché analisi), simbolismo (anziché linguaggio).
L’uomo ha bisogno della donna per diventare più accogliente e aperto, mentre la donna ha bisogno dell’uomo per diventare più penetrante e selettiva.

Al mondo sono molto più le donne che gli uomini ad aver realizzato sia il risveglio attraverso l’apertura del Cuore che l’illuminazione, ma i divulgatori di queste esperienze sono quasi tutti uomini perché loro hanno un’energia più penetrante e dunque più consona alla divulgazione. Vi faccio un esempio: se dieci donne e dieci uomini hanno raggiunto il risveglio, fra le donne solo una sentirà il desiderio di divulgare e insegnare, mentre fra gli uomini saranno in cinque o sei a voler insegnare in giro per il mondo. Le percentuali sono più o meno queste, per cui sia fra le donne che fra gli uomini, ci sono molti che, pur risvegliati, si terranno per loro questa esperienza.

Portare avanti un lavoro interiore in compagnia del proprio partner è molto bello e molto utile, ma in ogni caso è possibile lavorare su di sé anche da soli. La conseguenza più probabile sarà allora una separazione, perché se il partner non cambia... allora prima o poi viene cambiato, nel senso di “sostituito con un altro”.

Non è per me possibile tenere una lezione sulla coppia in questa sede. Posso solo dire che tutte le idee sulla coppia che sono state inculcate nelle teste dei terrestri sono folli. Nell’amore ci deve essere massima libertà, perché se manca la libertà in una qualunque delle sue forme vuol dire che non c’è nemmeno l’amore alla base.
Quando mi innamoro davvero di qualcuno, mi innamoro perché esiste, e non posso pretendere NULLA da lui. Questa è la regola di base... e tutto il resto viene di conseguenza.

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)


Clicca sull’immagine per vedere il nuovo video
Presenza ed emozione negativa:

Salvatore Brizzi Presenza ed emozione negativa



ATTIVITÀ CONSIGLIATE
DA ME PERSONALMENTE

DANZA-TERAPIA a MILANO e TORINO – Dr.ssa Maria Grazia – per info: mgraziaguglielmucci@gmail.com

CORSO DI RISVEGLIO a TRENTO – per info: cladetass@libero.it

CORSO DI RISVEGLIO a CHIAVARI (GE) – Paolo Mannucci – per info: La casetta del bosco



I MIEI PROSSIMI APPUNTAMENTI
2011-2012


Sabato 08 Ottobre a MILANO – Prima lezione Corso di Risveglio

Domenica 30 Ottobre a BELLARIA – Convegno Eros e Agape

Domenica 27 Novembre a ROMA – Convegno Partito Italia Nuova

Per ulteriori info su corsi e seminari: www.primoraggio.it


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