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venerdì 31 agosto 2012

Il mondo dello spirito – parte 2


Ritornando al fatto che le persone non sanno distinguere fra i differenti livelli del mondo dell’aldilà, possiamo aggiungere che tale incapacità può dare inizio ad alcuni problemi. Per esempio, se una persona muore perché si suicida dopo aver sterminato la sua famiglia, dall’altra parte si troverà in un ambiente piuttosto denso. Una delle simpatiche caratteristiche di questo ambiente denso è che al suo interno si fa fatica a respirare. Pensate a come vi sentireste camminando per strada senza riuscire a respirare bene, con un continuo affanno, come se a ogni istante vi mancasse l’aria. Non sarebbe un inferno? E questo è solo un aspetto dei livelli più bassi del mondo astrale.

Se siete dipendenti dalle sigarette e arrivate nell’aldilà con questa dipendenza, finite in un luogo dove sono tutti come voi. Il tabaccaio però non esiste, perché il vostro scopo è fare di là quello che non avete fatto di qua: disintossicarvi. Per cui una persona che fuma, anche se si trova nell’aldilà deve cercare qualcuno sul piano fisico che sta fumando una sigaretta e nutrirsi sia della controparte astrale del fumo fisico, sia del piacere che quella persona prova nel fumare la sigaretta.
Chi fuma in maniera pesante, chi è alcolizzato, chi si droga... è circondato da queste “anime in pena” che si nutrono del loro vizio, alimentandolo al contempo.

L’essere umano ha una prerogativa unica: è uno dei pochi esseri dell’Universo in grado di trasformare la Vita in spazzatura. È un alchimista al contrario. Se siamo vivi è perché in noi scorre la Vita, ma questa può essere trasformata in consolazione, tenerezza, affetto... oppure in spazzatura. Quando malediciamo qualcuno o ci lamentiamo o proviamo ansia e paura... siamo in grado di trasformare l’energia della Vita in una sostanza che è commestibile per le entità del mondo astrale, le quali altrimenti morirebbero di fame, perché non sono capaci di nutrirsi direttamente dalla Fonte, non essendo più in grado di percepire la Bellezza. Noi svolgiamo quindi inconsapevolmente il ruolo di “trasformatori” per queste basse entità. La nostra spazzatura è cibo per le anime in pena, che possono così avere a disposizione delle sostanze trasmutate da un essere umano ancora vivente sul piano fisico.

Ai tempi di Gesù era pieno di indemoniati. Lo stesso accade in questo periodo, anche se solo pochi se ne accorgono. Questo discorso ci riguarda tutti, perché siamo proprio noi esseri umani incarnati a fornire quotidianamente cibo ai cosiddetti “demoni”.  
Potete anche dire: “Ma io non sono un indemoniato. Cosa c’entro io?”. Ma bisogna osservare il problema all’interno di una scala di relatività. Ci sono gli indemoniati che ospitano entità decisamente pericolose, non umane, per liberarsi delle quali servono rituali appositi. Poi ci sono le persone comuni che danno del cibo alle anime in pena. Queste non presentano esteriormente segni evidenti di possessione, e costituiscono la grande maggioranza delle persone, poiché chi non ha aperto il Cuore in un modo o nell’altro nutre delle entità basse che lo seguono ovunque. Solo che oramai ci siamo tutti abituati.

Chi nutre dell’odio per qualcuno (non a caso si dice “nutrire dell’odio”), è sicuro che sta nutrendo anche un’entità che sopravvive proprio grazie a quell’odio, e farà in modo che la persona in questione ne provi sempre di più.
Poi un giorno il tranquillo padre di famiglia stermina i vicini di casa e si suicida... e tutti danno la colpa alla crisi...

Il fatto che la membrana che divide il mondo fisico dal mondo astrale si sta assottigliando può portare grandi benefici o grandi malefici. Siamo più in contatto con il mondo dello spirito, ma anche con le entità basse che vivono in alcune regioni di questo mondo. Se per determinate ragioni di risonanza qualcuno di noi attira entità di una certa grossolanità, si innesca una spirale discendente. Se concediamo a noi stessi di avere vibrazioni non elevate, queste attirano entità che se ne nutrono e che ci spingono a ripetere sempre gli stessi comportamenti per potersi assicurare ulteriore cibo. Questo è l’aspetto drammatico, è come fungere da batterie organiche (vedi Matrix), perché più ci arrabbiamo più attiriamo queste entità, e più le attiriamo più ci arrabbiamo, perché loro diventano sempre più forti o sempre più numerose.

Noi possiamo nutrire i parassiti, le entità di bassa lega, oppure gli angeli, i quali si nutrono delle nostre emozioni superiori. Allora capite quanto diventa importante in questo periodo evolutivo sorvegliare il nostro modo di essere, sapendo che alcuni nostri comportamenti danno energia a entità che verranno a cercarci ancora... e ancora... e ancora.

Le entità superiori, come i maestri o gli angeli, non ci possono costringere a provare emozioni superiori, perché loro devono rispettare il nostro libero arbitrio, ma possono stimolarle e incrementarle nel momento in cui noi le proviamo.

Le entità di luce non possono fare nulla di negativo, ma neanche di positivo, se non rispettando il libero arbitrio dell’essere umano. E la maggior parte degli esseri umani non vuole essere liberata. Un principio importante è che non si può guarire nessuno dall’esterno se questo non ha la possibilità di capire il messaggio contenuto nella sua malattia. Altrimenti è come una violazione della privacy.

La legge della spirale discendente dice questo: se io mi permetto di vivere in certi momenti della mia giornata in condizioni energetiche scarse, privo di Presenza, allora posso attirare delle entità che appesantiscono il mio cammino di guarigione. Questo è importante non solo per noi stessi, ma anche nel caso in cui vogliamo aiutare qualcuno. Non possiamo aiutare nessuno se siamo persone che si lamentano tutto il giorno, perché questo vuol dire che siamo posseduti noi stessi per primi. La maggior parte delle volte, per aiutare qualcuno è necessario prima praticargli un esorcismo, altrimenti non si può procedere oltre, perché qualunque esercizio lui faccia l’energia andrà all’entità che si trascina dietro.

In verità funziona sempre tutto secondo legge di risonanza: se voi siete pieni di luce, un’entità parassita vi guarda e scappa via. Non trova appigli. I demoni infatti erano i primi a riconoscere Gesù, perché per loro rappresentava l’assenza di nutrimento; era come per un affamato entrare in un supermercato vuoto!


Il libro di Draco Daatson di Salvatore Brizzi (da qui è possibile acquistare Il libro di Draco Daatson).


Vi comunico che martedì 18 e venerdì 21 Settembre si svolgeranno le prime due lezioni (gratuite di prova) di TeatroEvolutivo tenute a Torino da Irene Curto e rivolte a ragazzi dai 7 ai 14 anni.
Invece lunedì 01 Ottobre si terrà la prima lezione di prova rivolta agli adulti.
Per maggiori info.



Salvatore Brizzi
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La rinascita italica di Salvatore Brizzi (da qui è possibile acquistare La rinascita italica con il 15% di sconto: 12,75 euro anziché 15)

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venerdì 24 agosto 2012

La visione della realtà


[vi comunico che nel post precedente era presente un errore: “Sopra il mondo mentale è situato il piano buddhico (che corrisponde al primo strato eterico del nostro mondo fisico)”. Nella versione errata dicevo “gassoso” invece che “eterico”]

La visione della realtà risulta possibile solo quando impariamo a osservare con i sensi dell’anima. Fino a quando guardiamo gli altri attraverso la nostra personalità vediamo solo la loro personalità, mentre nella misura in cui impariamo a osservare con l’anima vediamo la loro anima... e allora scompare il giudizio dalla nostra vita, sia verso noi stessi che verso gli altri.

Le malattie e gli incidenti sono la conseguenza della nostra incapacità di guardare gli altri con gli occhi dell’anima. In pratica, meno vediamo più ci ammaliamo. Esistono due sistemi per diventare consapevoli: entrare nell’anima e cominciare a vedere e agire come anime, oppure ammalarci, avere incidenti, subire furti e truffe. La malattia e l’incidente ci vengono incontro con lo scopo di rompere in maniera vigorosa i confini della personalità (mente ed emozioni) per entrare nel regno dell’anima.
Una persona non sopporta gli altri, giudica stupidi gli esseri umani, vive isolata, poi si ammala e finisce bloccata in una stanza d’ospedale insieme ad altre cinque persone!

Si dice che nell’aldilà ci attenda sulla porta San Pietro, il quale ha le chiavi del Regno dei Cieli e ha il potere di far entrare solo alcuni. Immaginate per gioco di trovarvi al posto di San Pietro: quanti persone caccereste via a pedate? Qualche decina? Centinaia? Fareste entrare Berlusconi, Monti o un altro politico che non vi piace? Fareste entrare quel vostro parente che non vi rivolgeva la parola? E il vostro socio che è scappato con i soldi? E il vicino di casa che tiene sempre alto il volume dello stereo? Conosco almeno una decina di persone che non farebbero entrare proprio me! Mi odiano per il lavoro che faccio. Lo so che sembra incredibile, ma invece non lo è per niente. Anzi, è normale. Ci sono persone che odiano Joe Vitale perché parla di marketing. Alcuni odiano persino Sai Baba e altri odiano tutti i guru in generale, come categoria. E così via all’infinito.

Fino a quando leggiamo libri e non entriamo nell’anima non abbiamo alcuna possibilità di vedere l’anima degli altri, ne scorgiamo solo alcuni tratti della personalità. E quando guardiamo attraverso la personalità vediamo negli altri solo quei tratti che sono proiezioni inconsce di ciò che in realtà siamo noi. Non perdoniamo agli altri qualcosa che in realtà non perdoniamo a noi. Odiamo perché in fondo ci odiamo. La Legge dello Specchio regna sovrana, eppure siamo convinti che l’errore sia oggettivamente nell’altro e non in noi.

In generale possediamo dei criteri di giudizio che sono un po’ bizzarri.
Vi comunico che la misericordia divina è un’altra cosa.
Quando imparerete a guardare con gli occhi dell’anima anziché con quelli della personalità, coglierete degli aspetti di straordinaria Bellezza proprio nelle persone che adesso vi sembrano più ottuse o “cattive”. Vi parla uno che ha visto la Bellezza in un giornalista sportivo. Quando potete cogliere la Bellezza in qualcuno che dedica la sua vita a seguire le partite di calcio e scriverci sopra degli articoli... allora siete a posto, non dovete più incarnarvi.

È meglio non fidarsi della propria capacità di giudizio finché non si è contattata l’anima, altrimenti torniamo a dividere tutti fra buoni e cattivi, oppure giusto e sbagliato. Ma che bisogno c’è di fare un lavoro su di sé per ritrovarsi poi a dividere l’umanità fra buoni e cattivi? Non lo sanno fare bene anche tutti quelli che non lavorano su di sé?

Allora, quanta gente non fareste entrare in paradiso se ne aveste il potere?

Svegliarsi o “avere occhi per vedere” sono due espressioni che in fondo significano solo questo: vivere in un mondo Bello, anziché nel mondo brutto in cui si condannano gli altri. Niente di esoterico, niente di occulto o magico... solo vedere la Bellezza.
Non giudicate mai in base ai vostri occhi, basandovi sul mentale e sull’emotivo, perché c’è tutto un mondo che la macchina biologica proprio non è capace di cogliere. La personalità è costruita per giudicare, non per cogliere la Bellezza. Datevi sempre la possibilità che, forse, non state guardando con gli occhi giusti.

Nella misericordia divina non esiste lo sbagliato, non esiste la cattiveria. Bisogna imparare a vedere l’anima nelle persone. Quello che appare fuori non è che un pallido riflesso di quello che c’è dentro. Le anime sono tutte angeli risplendenti, anche gli individui peggiori che conosciamo, anche i nostri ex partner, quelli che all’inizio amavamo sopra ogni cosa e adesso cambiamo strada quando li incontriamo.

Quando cominciamo a vedere l’anima comprendiamo che anche dietro le persone più strane c’è una luce che risplende. Nell’anima non ci sono difetti, ma solo mancanze, ossia qualità che non sono ancora state sviluppate completamente. L’assassino sul piano animico non ha un difetto, ma solo un amore ancora poco sviluppato. Un’anima si distingue dalla sua irradiazione, dalla sua luce, dal suo colore; se l’apertura del Cuore ha un colore violetto, o qualcosa di simile, l’anima di una persona che ha poca compassione si distingue perché il suo violetto non è così risplendente, è ancora in divenire, si deve ancora riempire di luce.

Nella personalità esistono il buono e il cattivo; nell’anima sono presenti infinite sfumature di una stessa qualità. Per esempio, nel mondo della personalità esiste chi è compassionevole e chi no; nel mondo dell’anima esistono infinite sfumature della compassione. Ovviamente la mia compassione e quella del Buddha sono diverse.


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venerdì 17 agosto 2012

Il mondo dello spirito


Nel corso della storia dell’evoluzione umana si verificano ciclicamente periodi in cui gli esseri umani si ritrovano più vicini al cosiddetto “mondo dello spirito”. Un po’ come accade a un pianeta che gira intorno a una stella secondo un’orbita ellittica: a volte è più vicino e a volte è più distante dal suo Sole. Sembra che in prossimità di ogni cambio di Era il mondo fisico e il mondo dello spirito si trovino particolarmente a contatto.
Ma che cos’è il mondo dello spirito?

Quando noi lasciamo il nostro corpo per il fenomeno chiamato morte, restiamo qui, ma ci spostiamo su un altro piano. Dal punto di vista dei sensi ordinari, questi due mondi non sono in contatto tra loro, per cui, quando una persona lascia il suo corpo non la vediamo più... a meno che non possediamo una vista particolare.

Adesso ci troviamo in uno di quei momenti storici in cui è più facile sia vedere sia percepire comunicazioni dal mondo dello spirito, semplicemente perché in questi anni stiamo passando dall’Era dei Pesci a quella dell’Acquario. All’epoca di Gesù eravamo all’inizio dell’Età dei Pesci. Infatti egli si trovava continuamente a dover liberare delle persone da entità diaboliche appartenenti ad altri piani. Adesso capiremo perché. E capiremo anche perché oggi come non mai ci sarebbe bisogno di un maggior numero di esorcisti.

Quando il mondo fisico e quello dello spirito vengono in qualche modo a contatto, ciò comporta alcuni aspetti positivi e altri negativi, come tutte le cose di questo mondo.
L’aspetto positivo è anche quello più evidente: viene data agli esseri umani la possibilità di percepire realtà che altrimenti non potrebbero percepire. Quindi un gran numero di persone può avvicinarsi al mondo dello spirito con risultati clamorosi. Pensate per esempio al successo delle sedute spiritiche: questi contatti possiedono talune controindicazioni, ma coloro che hanno dato l’avvio a questo modo di comunicare con l’aldilà erano in buona fede e lo hanno fatto col preciso intento di far conoscere a un gran numero di persone l’esistenza di un piano di vita differente.

Questo, a ben guardare, è risultato un progetto molto interessante, perché milioni di persone sul pianeta hanno cominciato a sentirsi rincuorate dopo aver subito una perdita. Teniamo conto che tante persone si ammalano e vanno in depressione perché hanno perso qualcuno di caro. Se ogni tanto poteste guardare il pianeta dall’alto, vedreste l’enorme quantità di disperazione degli esseri umani, e vedreste anche che lo spiritismo ha  alleggerito questa disperazione. Il solo fatto che qualcuno ti dica che tuo figlio o tua moglie sono ancora vicino a te e ti stanno comunicando un messaggio, allevia il tuo dolore. Moltiplicate questa sensazione di alleggerimento per milioni di individui e avrete la percezione di quanto sia stato positivo, almeno all’inizio, il movimento dello spiritismo.

L’aspetto negativo consiste nel fatto che le persone non riescono a distinguere i vari livelli presenti nel mondo dello spirito. Quello più vicino a noi si chiama “mondo astrale” ed è diviso in sette livelli o piani, che hanno in sé delle caratteristiche molto diverse tra loro. Analizziamo bene la questione. Se ci pensate anche il mondo fisico è fatto di strati, di cui tre sono quelli conosciuti: solido, liquido e gassoso; poi ci sono altri quattro strati eterici, che avvolgono il corpo fisico e fanno da conduttori del prana.

Le persone di norma conoscono bene solo i primi tre, ma già la differenza fra questi tre è enorme. Per esempio, le leggi fisiche che governano questi tre mondi non sono le stesse. Capite bene che la diversità fra il comportamento di un oggetto solido e una materia liquida è enorme, e lo stesso vale per la differenza tra lo stato liquido e quello gassoso, il quale è addirittura invisibile. Stesso discorso può essere fatto per lo stato gassoso rispetto ai livelli eterici. Ebbene gli stessi gradi di diversità esistono anche nel mondo astrale. Il livello astrale più basso è paragonabile al solido, poi ce n’è uno paragonabile a quello liquido e via di seguito.

Per cui, ciò che voglio farvi capire è che quando la membrana che divide i due mondi si assottiglia, noi entriamo in contatto con il mondo astrale, ma prima di tutto con gli strati più pesanti di questo mondo, ossia con quei livelli che corrispondo al solido, al liquido e al gassoso, che sono quelli più vicini a noi. È vero che c’è la possibilità di contattare anche gli strati elevati, ma è anche vero che la maggior parte delle persone approda unicamente agli strati più bassi.

Gli strati più bassi sono quelli delle anime in pena, ossia quelle anime che a livello qualitativo sono più “pesanti”. Ogni strato del mondo astrale corrisponde a uno stato della nostra materia fisica, ma mentre i sette strati del nostro mondo corrispondono allo stato solido, i sette strati del mondo astrale corrispondono analogicamente allo stato liquido, che è il mondo delle emozioni. Sette strati emotivi differenti.

Nel mondo astrale la differenza tra il piano solido e quello liquido – cioè tra il primo e il secondo strato – è piuttosto consistente, per cui chi entra in contatto con quel mondo solitamente staziona nel primo strato, quello maggiormente abbordabile, dove si trovano però le emozioni “solide”, cioè quelle più pesanti. Provate a compiere un’analogia fra la solidità fisica e la solidità emotiva: per esempio, ci sono emozioni solide, pesanti (l’ira, l’odio) ed emozioni liquide (indifferenza, attaccamento, invida) che sono ancora emozioni “negative” ma non così pesanti come le prime.

Emozione gassose potrebbero essere la volubilità, l’incostanza, il sentirsi spazientiti. Poi cominciano le emozioni positive come l’altruismo, la commozione, la tenerezza... che appartengono agli strati più alti del mondo astrale. Ma non stiamo ancora parlando di Emozioni Superiori, cioè emozioni del Cuore. Sopra il mondo astrale risiede il mondo mentale, che analogicamente corrisponde allo stato gassoso del nostro mondo fisico. E qui si trovano sette diverse categorie di pensieri. Sopra il mondo mentale è situato il piano buddhico (che corrisponde al primo strato eterico del nostro mondo fisico), dove finalmente incontriamo le emozioni del Cuore, le quali hanno caratteristiche diverse rispetto alle emozioni positive che possiamo incontrare negli strati più elevati del mondo astrale. Sono differenti le emozioni e quindi sono differenti anche gli esseri che si possono contattare su questo piano elevato.

Detto per inciso, i contatti con guide spirituali, alieni salvifici, i cosiddetti angeli... e via dicendo, provengono tutti – tranne rare eccezioni – dagli strati più elevati del mondo astrale. Per tale motivo sono tutti intrisi di buone intenzioni, pace, amore e fantasia, ma non possiedono mai nulla di realmente intuitivo. I contatti davvero spirituali e i veri angeli risiedono invece nel piano buddhico, difficilmente contattabile dai più.

I sette piani principali nel loro complesso (fisico, astrale, mentale, buddhico, atmico, monadico, divino) costituiscono il piano Fisico Cosmico, in una scala più elevata. Per cui al nostro piano fisico corrisponde lo strato solido cosmico, al nostro astrale corrisponde il liquido cosmico, al nostro mentale il gassoso cosmico, al nostro buddhico il primo eterico cosmico, al nostro atmico il secondo eterico cosmico, al monadico il terzo eterico cosmico e al divino il quarto eterico cosmico.

Ecco allora una chiave importante: grazie alla legge di analogia, se noi siamo in grado di studiare e operare alchemicamente sulle sostanze del nostro corpo eterico e i quattro strati di cui è composto, abbiamo rapidamente accesso e sviluppiamo in noi le caratteristiche superiori dei piani eterici cosmici, ossia il buddhico, l’atmico, il monadico e il divino. Stiamo parlando dell’equivalente di utilizzare una scorciatoia per giungere sulla vetta.


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venerdì 10 agosto 2012

La via dell'Adesso - parte 2


Mettiamola così: questa è una trappola e noi ci siamo caduti dentro.
Ma proprio come topi in trappola – e per giunta poco furbi – invece di impiegare le nostre energie per liberarci dalla trappola, continuiamo caparbiamente a voler raggiungere quel pezzo di formaggio che ci è stato messo sotto gli occhi.
Nonostante proviamo dolore... non abbiamo ancora ben chiaro quale sia l’obiettivo verso cui dobbiamo dirigerci per eliminare quel dolore.

Siamo ospiti di una prigione avveniristica: uno psicopenitenziario che non ha bisogno di sbarre fisiche, in quanto lavora su un’errata percezione della realtà da parte del detenuto; il quale, per assurdo, resta all’interno della prigione per suo stesso volere.
Un meccanismo di clausura perfettamente funzionante perché autogestito dal carcerato stesso.

Seguitemi bene. L’ansia e l’insicurezza che proviamo per il futuro – i due sentimenti che più di altri ci tengono schiavi del Sistema – derivano da una nostra errata concezione: pensiamo che il futuro si trovi in un’altra posizione rispetto a quella che noi stiamo occupando attualmente.

Quando proviamo ansia per ciò che potrebbe accadere ai nostri risparmi o alla nostra famiglia, lo facciamo perché possediamo un’idea di futuro come di un “qualcosa” che non si trova qui, bensì laggiù da qualche parte, “nel futuro” appunto.

Vi assicuro che se riuscite a comprendere quanto sia assurda l’idea di futuro... siete automaticamente liberi. Il mio compito è fare il divulgatore, per cui mi esprimerò nella maniera più chiara che mi è possibile, ma potete esser certi che non è necessario essere filosofi per comprendere questo psico-inganno, un vero e proprio mindfucking.

Percepiamo il futuro come un luogo nello spazio e nel tempo che ci sta già aspettando laggiù, come se esistesse indipendentemente da noi. Quando pensiamo a domani, non ce lo immaginiamo forse come “qualcosa” di predefinito che è già lì ad attenderci? Visivamente ci lasciamo ingannare dal calendario, dove i giorni sono già tutti segnati, scolpiti, in attesa che noi arriviamo a viverli uno dopo l’altro. E non ci viene mai in mente che invece quei giorni non esistono se non nella nostra testa e su un pezzo di carta, ma non nella realtà. Perché nella realtà esiste solo questo Momento, il momento in cui noi guardiamo il calendario. Nella realtà non esiste nemmeno la prossima ora. È ancora tutta da creare.

Fin da tenera età ci hanno abituati a vivere passato e futuro come entità reali, anziché immaginarie. È arrivato il momento di alzarsi in piedi e rivoltarsi contro questa sottile schiavitù operata dal Sistema, il quale tiene le folle asservite in virtù di un inganno della mente, una percezione altamente difettosa della realtà dei fatti.

Non sto dicendo che il futuro non esiste, ma solo che non esiste “nel futuro”. Passato e futuro sono i nomi con cui definiamo altri momenti nei quali eravamo o saremo sempre nel Presente. Non ci è possibile uscire dal Presente per andare verso il futuro, perché mentre ci spostiamo siamo sempre solo nel Presente. Non ci separiamo mai dall’Adesso... è impossibile. Questo fantomatico futuro lo inseguiamo tutta la vita ma non lo raggiungiamo mai e non è mai esistito qualcuno che lo abbia raggiunto.
È tutto un paradosso, lo so, infatti lo scopo non è capirlo mentalmente, bensì intuirlo, come un’improvvisa folgorazione che ti catapulta fuori dal tempo.

Qualunque nostra azione è sporcata dal futuro. Mastichiamo pensando al prossimo boccone, studiamo pensando all’esame, lavoriamo durante il giorno pensando a dove andremo la sera, facciamo sesso solo in funzione del momento dell’orgasmo... Siamo costantemente assorbiti dal futuro che ci attrae come un implacabile magnete. Viviamo inseguendo un futuro immaginario, senza curarci del Momento Presente, l’unico che in verità esiste e dovrebbe essere degno della nostra attenzione.

Proviamo ancora una volta: pensate per un attimo alla cena di stasera. Non è forse vero che percepite “stasera” come un luogo nel tempo che si trova già lì indipendentemente dal fatto che voi ci arriviate o meno? Credete che “stasera” sia un luogo fisico preesistente, non qualcosa che ancora non esiste. Questo è il grande inganno: siete convinti che l’immagine mentale di “stasera” rappresenti qualcosa di reale nel mondo fisico e non solo una proiezione. Ma per quanto ne sapete, “stasera” potrebbe non arrivare mai. E in effetti non arriverà mai, perché quando arriverà sarà il Presente, non il futuro. Sarà sempre Adesso (come direbbe l’attuale simpatica reincarnazione di Meister Eckhart).

Il nostro Presente si ritrova schiacciato – sino a scomparire – fra un passato che lo incalza da dietro e un futuro che lo trascina da davanti. Ma se lasciamo da parte per un attimo le preoccupazioni riguardo le bollette da pagare e ci fermiamo a riflettere sulla nostra condizione esistenziale, ci è possibile comprendere in un lampo intuitivo che ogni nostro riferimento al passato che ricordiamo o al futuro che ci attende... sono solo immagini nella nostra testa, immagini che appaiono e scompaiono sempre nel Presente.

Tutto ciò che possiamo ricordare di quando eravamo bambini, è un’immagine mentale che appare nel Presente. Lo stesso vale per ciò che faremo stasera con gli amici. Non esiste un luogo fisico, chiamato “passato” dove viene conservato ciò che abbiamo vissuto, né un luogo fisico chiamato “futuro” che attende il nostro arrivo. Se realizziamo che non c’è niente di reale là dietro e nemmeno là davanti, allora il passato smette di spingerci e il futuro smette di attirarci. Ci sono solo immagini mentali che si susseguono in un eterno Presente.

La memoria infatti non ci dà mai una conoscenza del reale passato. La memoria è una serie di ricordi che ci sono solo nel Presente. Stiamo sempre osservando una traccia presente del passato. Deduciamo dai ricordi che devono esserci stati avvenimenti nel nostro passato, ma non abbiamo mai consapevolezza diretta di questo fantomatico passato. Inoltre quando ciò che chiamiamo “passato” si è verificato, era un avvenimento presente. Per cui in nessun momento siamo direttamente consapevoli di un passato effettivo.

C’è sempre stato il Presente e ci sarà sempre solo il Presente.

Il Mago è colui che è riuscito in un’impresa titanica: far collassare tutto il tempo nel Presente, uscendo dalla schiavitù della coscienza temporale a cui sono condannati gli altri esseri umani. Realizziamo finalmente che ogni immagine di passato e futuro si trova in realtà sempre dentro il Presente. Allora questo Presente smette di farsi schiacciare dal passato e dal futuro come una sottiletta dentro un sandwich, perde i vecchi confini e diventa il protagonista assoluto... infinito... eterno. Un Presente che contiene tutto.
Siamo evasi dallo psicopenitenziario.


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mercoledì 1 agosto 2012

La via dell'Adesso


Il mago/alchimista è in verità colui che vive Adesso, nel QuieOra.
È un Figlio del Momento.

Non si vive nel Presente per scelta, ma perché il Presente è tutto ciò che esiste. Qualcuno di voi è forse riuscito a vivere nel passato?
Ciò che chiamiamo passato, e al quale attribuiamo esistenza concreta, non è altro che un mucchio di immagini nella testa, immagini che compaiono e scompaiono Adesso. Ma nessuno riesce a interagire con una cosa chiamata passato. Perché non c’è.

In una società di persone normali questo sarebbe evidente e, soprattutto, vissuto quotidianamente, non relegato all’ambito della filosofia. Invece nella nostra società sub-normale siamo tutti schiavi di Cronos. Ci prostriamo di fronte a due elementi privi di vita propria che chiamiamo passato e futuro, collocandoli in un tempo differente da quello presente. Non sto dicendo che passato e futuro non esistono in assoluto, ma solo che non si trovano in un momento diverso da quello Presente!

Per esempio, trascorriamo la nostra esistenza aspettando che accada qualcosa nel futuro, senza renderci conto che il futuro è solo immaginazione e quando arriverà quel momento... sarà comunque sempre Adesso, non sarà il futuro.

Ma non possiamo pensare che, lavorando su di noi, un giorno riusciremo a vivere nel Presente. L’unica speranza di farlo ce l’abbiamo Adesso. Non possiamo usare il tempo per uscire dal tempo. In maniera infantile stiamo cercando di assicurarci un momento nel futuro nel quale riusciremo a vivere nell’Adesso. Ma questo è folle, perché l’unico Momento disponibile è proprio questo Momento.

Di norma supponiamo che il tempo sia reale e poi cerchiamo di distruggerlo, mentre il problema è che il tempo non è reale. La sconfitta di Cronos consiste nel rendersi conto che Cronos non ha alcuna consistenza. Non ha più senso combattere quando ti accorgi che il nemico è un miraggio. La vittoria sta nella realizzazione dell’inconsistenza del nemico. E questa realizzazione può avvenire solo Adesso, mentre leggi.

Se sono addormentato e sto sognando che un terribile mostro m’insegue, qual è la soluzione al problema? Correre più forte del mostro? Pensare a come uccidere il mostro?
No. La soluzione è svegliarsi adesso e realizzare che era solo un sogno!

Il Mago – il vero Mago, qualcuno che ha trasmutato la sua coscienza, non un "praticone" che si limita a compiere rituali e officiare messe – non ha più ansie né paure proprio perché “non ha un futuro né un passato”. Vive nel tempo ma non appartiene più al tempo. Questo lo rende davvero libero... e potente.

Continua sul secondo post...


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La via dell’Adesso:
La via dell’Adesso Salvatore Brizzi


Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)



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