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venerdì 24 maggio 2013

Sulla trasmutazione dei metalli vili in Oro


Questo è un articolo per “addetti ai lavori”.
Fra le forze racchiuse nella macchina biologica e le forze racchiuse nei metalli esistono relazioni »magiche« di tipo analogico. L'individuo che sia riuscito nell'impresa di operare la trasmutazione d’un'emozione negativa in emozione superiore dentro di sé, sarà pure in grado di trasmutare in Oro il metallo che corrisponde analogicamente a tale emozione negativa. Come spiego ampiamente nel mio libro più famoso Officina Alkemica (di cui questo articolo è un’Appendice), quando l’operatore diviene capace di trasmutare, per esempio, la sua aggressività in Impeto Guerriero, sarà anche, almeno “in potenza”, capace di trasmutare il Ferro in Oro, essendo l’Impeto Guerriero una qualità del dio Marte, il quale è collegato alla metallità del Ferro.

Una volta operata la trasmutazione interiore, da Veleno in Farmaco, di un suo aspetto psicologico (un’emozione negativa diventa un’emozione “del Cuore”), il mago/alchimista ha conseguito una »capacità«, quindi è “in potenza” capace di trasmutare un determinato metallo in Oro. Ciò però non implica che egli automaticamente sappia come operare con le energie sottili, e quindi con la materia atomica, al fine di attuare negli effetti la trasmutazione. Non basta infatti volerlo perché la trasmutazione avvenga; è indispensabile si conoscano anche taluni aspetti più tecnici.

A differenza della chimica profana, l'alchimia presuppone un ordine di conoscenze sovrasensibili, le quali a loro volta presuppongono la trasmutazione iniziatica della coscienza umana. Fra questa trasmutazione della coscienza – che deve sempre   precedere la successiva – e la successiva trasmutazione dei metalli in senso non più simbolico, ma effettivo, esistono dei rapporti di analogia. Così certi principi e certi insegnamenti, che anzitutto hanno un senso psicologico e spirituale, sono suscettibili di valere non solo per l'una, ma anche per l'altra trasmutazione, ossia per quella dell'uomo e per quella dei metalli veri e propri.

Detto in maniera semplicistica: la trasmutazione dei metalli si raggiunge riducendo un pezzo di metallo allo stato atomico e riordinandone poi gli atomi in altra forma. Lavorare sul livello atomico significa però agire già sui piani sottili, non essendo infatti il mondo atomico formato di enti solidi osservabili, né tantomeno manipolabili, attraverso i nostri sensi fisici.

Il cambiamento nelle sostanze su cui si deve agire non consiste nel farle passare da uno stato fisico a un altro, bensì dallo stato fisico a uno stato non-fisico – o meglio, uno stato fisico sottile – e poi a un nuovo stato fisico diverso da quello originario. Solve e coagula.

La trasmutazione di un metallo volgare in Oro non può avvenire fino a quando il metallo si trova nel suo stato solido. Esso va prima sottilizzato e spiritualizzato; in tal modo l’operatore può lavorare con la sua coscienza sulla materia sottile, cosa che altrimenti non potrebbe fare sulla materia nel suo stato solido. Ciò che va trasmutato, per poter trasmutare un metallo fisicamente, sono le »nature celesti« di quel metallo.

La vera operazione preliminare riguarda l'operatore più che non le sostanze stesse e consiste nel raggiungere quella data condizione della coscienza in virtù della quale si coglie l'aspetto psichico delle cose fisiche, l'»anima sottile«, la »natura celeste« dei metalli che di norma è celata dalla loro esteriorità. L’alchimista entra in uno stato di “comunione” con l’essenza sottile del metallo, ma per poterlo fare deve aver già operato la trasmutazione sul piano psicologico. Come abbiamo visto nell’esempio dell’aggressività collegata analogicamente a Marte e al Ferro.

Una volta giunti a estrarre determinate qualità animiche grazie alla trasmutazione delle emozioni negative corrispondenti, si viene, di conseguenza, introdotti nei »misteri« delle forze che agiscono occultamente nelle metallità corrispondenti o, detto in termini più mitologici, può esser propiziato il contatto con gli dèi sotto i cui influssi quei metalli si sono formati. In altre parole, solo se trasmuto l’aggressività in Impeto Guerriero la mia coscienza diviene capace di mettersi sotto l’influsso di Marte ed entrare in contatto con la metallità del Ferro al fine di sottilizzare e spiritualizzare questo metallo.

Per completare la trasmutazione e ottenere la conversione finale dell'incorporeo in corporeo, occorrono ancora due fasi. Dopo aver portato il metallo in uno stato “spiritualizzato”, occorre trascendere la specificazione stessa che fa sì che il Ferro, per quanto “sottilizzato”, resti ancora Ferro, per raggiungere uno stato indifferenziato (=materia prima) dove la sostanza non è più alcun metallo in particolare. L’operatore rimuove il nodo dei poteri invisibili manifestantesi in una data metallità, ossia egli accede a quella “natura” che fa sì che il Ferro sia proprio Ferro e la scioglie.

Da questo stato indifferenziato si esegue (ultima fase), con un atto di Volontà dello Spirito, la riorganizzazione degli atomi e quindi una »precipitazione« che determini sul piano materiale e sensibile il passaggio alla nuova metallità: per esempio, da Ferro, o Rame, o Piombo... a Oro. Per comprendere appieno tali passaggi è imprescindibile che l’operatore si trovi nei rispettivi stati della coscienza. Da uno stato d’identificazione con la mente essi non possono venire compresi e si rischia di perdere il proprio tempo in operazioni fittizie.

Voglio infine far notare che tali operazioni sono innanzitutto operazioni della coscienza, ma che hanno anche un riflesso sul piano della materia metallica. Questo implica che un alchimista perfettamente realizzato non ha mai difficoltà a procurarsi denaro, benché egli lo consideri come un servitore, mentre invece per molti il denaro è ancora un padrone: costoro lo mettono nella propria mente, anziché accontentarsi di metterlo nel portafogli.

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Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)



 
 
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