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venerdì 24 agosto 2018

I 7 sacramenti - parte seconda


... continua dal post precedente.

Le influenze sottili cui si viene sottoposti durante la celebrazione d’un sacramento servono a preparare il veicolo psicofisico del fedele ad affrontare di volta in volta le varie fasi della sua vita. Il Battesimo rappresenta una sorta di “benvenuto esoterico” che si dà all’anima nuovamente incarnata, la quale può così fin da subito beneficiare della “grazia battesimale”: la purificazione (con l’acqua), la protezione (con l’olio dei catecumeni) e il primo contatto con lo Spirito Santo, grazie all’unzione finale con il crisma. Ricordiamo che l’anima non possiede la stessa età anagrafica del corpo e risulta essere nel pieno delle sue facoltà fin da subito, per cui ogni obiezione concernente il fatto che “il bambino non è consapevole” da un punto di vista spirituale non possiede alcun valore.

Un aspetto essenziale del Battesimo riguarda in verità la protezione, in quanto sia le vibrazioni emesse attraverso l’applicazione dell’olio dei catecumeni sia quelle emesse per mezzo dell’aspersione con l’acqua, formano uno scudo protettivo contro le influenze negative che possono provenire dai mondi invisibili. Ogni volta che nel corso della sua vita il fedele toccherà l’acqua santa e poi si farà il segno della croce pronunciando le parole di potere classiche («Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo») rinnoverà tali vibrazioni sui corpi sottili e rafforzerà la protezione iniziale.


EUCARISTIA
Battesimo, Confermazione ed Eucaristia (un tempo amministrati in quest’ordine) costituiscono i tre “sacramenti dell’Iniziazione Cristiana” e affinché tale iniziazione sia completa devono essere ricevuti tutti. L’Eucaristia (detta anche Comunione) è il sacramento alchemico per eccellenza, in quanto non si lavora più unicamente con le energie sottili, ma il fedele assume per ingestione una sostanza che provocherà una trasmutazione al suo interno.

Sul significato più occulto di questo sacramento si veda il mio testo La Sacra Sessualità; in origine non erano infatti il pane e vino a venire ingeriti, bensì altre due sostanze nell’ambito d’un rituale sessuale, il che giustificherebbe il fatto che l’Eucaristia rappresenti “realmente” e non solo metaforicamente il corpo di Cristo.

Nell’Eucaristia è presente Gesù Cristo stesso “in corpo, sangue, anima e divinità”. Nel corso della cerimonia accade un evento essenziale, la transustanziazione, ossia il cambiamento "oltre la sostanza" (trans-substantiam) del pane e del vino in corpo e sangue di Cristo. Ciò fa sì che il sacramento divenga sia comunione con il Cristo che promessa d’immortalità dell’anima: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui». Gv 6,54-56

Prima di ricevere l’Eucaristia è d’obbligo il “digiuno eucaristico”: ci si astiene dall’assunzione di qualunque cibo o bevanda (ad eccezione dell’acqua) per almeno un’ora prima della Comunione, ma il mio consiglio è di digiunare per tutto il giorno fino al momento della somministrazione dell’ostia consacrata. L’ingestione dell’ostia favorisce la costruzione del corpo causale (o corpo dell’anima) nel fedele, per cui, in questo senso, contribuisce alla sua immortalità.

La formula: «Questo è il mio corpo...» «Questo è il mio sangue...» recitata dall’officiante, costituisce la “parola di potere”, ossia ciò che trasforma i materiali in veicoli per le energie spirituali. Il “segno di potere” consiste nell’imposizione delle mani sul pane (l’ostia) e sul vino. Sarebbe consigliabile effettuare anche un segno della croce su di essi, cosa che, ho notato, non sempre avviene.


CONFERMAZIONE
La Confermazione – detta anche Cresima (da crisma, che indica sia l’atto dell’unzione che lo stesso olio consacrato utilizzato nella cerimonia) – ha invece il compito di far discendere in maniera completa lo Spirito Santo sul fedele, tramite l’imposizione delle mani da parte del Vescovo. Rafforza e rende stabile un patto siglato nel Battesimo (non si tratta quindi d’un sacramento facoltativo).
« [Pietro e Giovanni] discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo». Atti degli Apostoli 8:14–17

Institution of the Eucharist, Justus van Gent


La cerimonia prevede all’inizio una “rinnovazione delle promesse battesimali”, ossia il cresimando deve professare davanti al Vescovo e alla comunità cristiana quella fede che professarono in sua vece i genitori nel giorno del Battesimo affinché egli fosse educato nella fede in Cristo. Ora egli dimostra che quella fede battesimale è diventata sua.
Il Vescovo impone le mani su tutti i cresimandi per l’effusione dello Spirito Santo su di loro. Contemporaneamente recita un’orazione.
Quindi si passa alla crismazione su ogni singolo fedele. Il vescovo intinge nel crisma il pollice della mano destra e traccia un segno di croce sulla fronte del cresimando, che viene chiamato per nome, dicendo:

[Nome] ricevi il sigillo dello Spirito Santo, che ti è dato in dono (Accipe signaculum doni Spiritus Sancti).
Il cresimato risponde: Amen.
Quindi il vescovo lo saluta: La pace sia con te.
E il cresimato risponde: E con il tuo spirito.

Una volta, dopo la risposta “Amen” del cresimato c’era l’abbraccio di pace del Vescovo, che abbracciava e baciava il fedele, in seguito sostituito dallo “schiaffetto di pace”, poi soppresso anche questo.
                                      
La formula, dunque, specifica che lo Spirito è un sigillo interiore, un segno permanente, che costituisce un impegno. Il cristiano è segnato nella profondità del suo essere dallo Spirito e ciò lo fa appartenere in modo definitivo a Cristo. Vi ricordo che le espressioni «appartenere a Cristo» o «essere servo di Cristo» dovrebbero, in un vero cristiano, provocare un moto del Cuore, un senso di commozione, una spinta ad esserne degni di Lui nell’azione. Se invece manifestate una sorta di allergia a queste espressioni, ciò non significa che la soluzione migliore sia cambiare religione in favore di una che non metta così in crisi il vostro orgoglio personale; dovreste piuttosto meditare sul perché la vostra anima ha scelto proprio questa confessione religiosa e non un’altra.

...continua nella terza parte.

Salvatore Brizzi
[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]



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