venerdì 16 giugno 2017

Controllo del pensiero e responsabilità


Con l’avanzare del lavoro di auto-osservazione del comportamento della personalità – principalmente sesso, emozioni e mente – il “discepolo sul sentiero” si rende conto di quanto sia formidabile la responsabilità del pensiero, cioè di quanto sia grande la responsabilità che grava sulle sue spalle per il semplice fatto di esercitare ogni giorno questa facoltà della mente.

Tale responsabilità si estende infatti assai al di là di quanto l’uomo comune sia in grado di vedere. Un essere umano è responsabile in modo piuttosto reale oltre che del suo benessere psicologico anche del benessere di chi lo circonda e degli eventi materiali che accadono nella sua vita.

Ogni azione è l’ingresso in manifestazione – l’incarnazione – di idee, per cui con l’atto del pensare si diviene responsabili degli eventi che accadono nel mondo. Comprendendo questo, chi svolge un lavoro su di sé comincerà a stare molto attento a cosa passa per la sua testa, comincerà a rendersi conto che deve progressivamente imparare a controllare i suoi pensieri – il che va decisamente oltre il modo di vedere dell’uomo ordinario – facendo una selezione fra quelli che ha intenzione di generare e quelli che è imperativo vengano scacciati.

L’attento osservatore si accorge pure che la qualità dei pensieri che attira verso di sé dal mondo esterno, sarà ampiamente determinata dal genere di pensieri che egli genera dentro di sé. Egli dunque non è solo un generatore che lancia pensieri oltre l’area del suo campo magnetico, ma è anche un magnete che attira verso di sé le sostanze che rispondono alla forza magnetica che egli stesso emana con il suo pensare. A causa dei suoi pensieri, dunque, attira a sé altri pensieri dello stesso genere che sono nell’aria.

Il fatto che la sua mente sia piena di buoni o cattivi pensieri, dipenderà dalle linee energetiche lungo le quali la sua forza mentale si eserciterà più spesso. La ripetizione crea dei solchi nel campo mentale che divengono in breve tempo abitudini di pensiero, queste a loro volta attraggono eventi che rispondono a tali vibrazioni, creando letteralmente la realtà materiale dell’individuo.

Ogni qualvolta egli manda nel mondo un nobile pensiero, costruisce dentro di sé un centro di attrazione verso il quale convergono senza sforzo altri nobili pensieri, attirati per affinità magnetica, rafforzando quello da lui generato. La sua mente riceverà aiuto e sarà fortificata dalla somma di questi pensieri. In tal modo, sempre per affinità, cominceranno a entrare in manifestazione eventi che rispecchiano tale nobiltà d’animo.

D’altro canto, chi lavora su di sé ha pure ben chiaro che quando lancia nel mondo un pensiero basso di invidia, aggressività o sensualità, crea nella propria coscienza un centro di uguale natura che attirerà i pensieri più vili esistenti nell’atmosfera, e così accrescerà le sue stesse tendenze verso il male e attirerà eventi che permetteranno la manifestazione di disagi nella sua quotidianità.

Abituatevi dunque nella vita di ogni giorno ad interessarvi più del pensiero che dell’azione e abbiate sempre presente che nelle regioni dell’invisibile vengono generate tutte le forze che poi si riversano sia nella vostra vita psichica che in quella fisica.

Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)




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