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venerdì 12 novembre 2021

Come eravamo

Lo spunto per questo articolo lo prendo dai titoli dei giornali, che prevedono migliaia di morti di influenza per i prossimi mesi e invitano a pungere sul deltoide i nostri bambini!

AVENDO NOI DIMENTICATO GLI INSEGNAMENTI DEI NOSTRI PADRI, NON RISPETTIAMO PIÙ I CORPI E LE ANIME DEI NOSTRI FIGLI. LA DIMENTICANZA CAUSA ORRORI. E questa è una legge ineluttabile. Per questo motivo, mi accingo a vergare il presente articolo semiserio.

In un autogrill ho visto una cassiera di circa vent’anni (vent’anni!!!!) disinfettarsi le mani con il gel dopo aver toccato qualsiasi cosa. Sembrava un esercizio assegnato da Gurdjieff a un suo allievo: disinfezione, prende i soldi dal cliente e li mette nella cassa, disinfezione, prende le monete di resto dalla cassa e le consegna al cliente insieme allo scontrino, disinfezione, un altro cliente le consegna un prodotto di cui deve battere il codice, disinfezione, consegna al cliente il prodotto, disinfezione, prende i soldi dal cliente e li mette nella cassa, disinfezione... e così via... si muoveva in maniera compulsiva, vi giuro di non aver mai visto niente del genere in vita mia... nemmeno quando ero ricoverato nell’ospedale psichiatrico!!! (scherzo)

Vi racconto alcuni aspetti della mia infanzia... che probabilmente corrispondono anche ad aspetti della vostra... o almeno di alcuni di voi.

Nei giorni in cui non andavamo a scuola, mia madre (mio padre era un’entità assente, era colui-che-porta-i-soldi-a-casa, come per quasi tutti quelli della mia generazione) ci cacciava via di casa subito dopo la colazione. Noi in teoria dovevamo giocare nel cortile del condominio, dove però era “vietato fare schiamazzi e giocare a palla”, per cui, in pratica, anche se avevi solo 7-8 anni... in cortile potevi solo giocare a scacchi o leggere Heidegger!

Quindi, ovviamente, andavamo per strada con gli altri ragazzini. Non vi sto parlando di un paese dove si conoscono tutti, ma di Torino (all’epoca della Grande Fiat, Torino superava un milione e duecentomila abitanti, oggi raggiungiamo a stento i 900mila). Non esistevano cellulari e non ci venivano dati gettoni del telefono, per cui mia madre non sapeva dove eravamo fino all’ora di pranzo. «Se vi succede qualcosa vi ammazzo di botte!» e «Non lasciare mai da sola tua sorella!» erano le due formule che agivano nel nostro inconscio come dei sigilli magici e creavano in noi un comportamento di consapevole all’erta. Nemmeno Gurdjieff sarebbe stato in grado di ottenere lo stesso effetto sui suoi allievi!

Eravamo affidati a noi stessi (o a Dio).

Una volta ci hanno riaccompagnato a casa i rom!

(chissà perché... questa frase fa sempre ridere)

In bicicletta e sui pattini non si andava con il caschetto. Si sapeva istintivamente – anche senza essere laureati in fisica con specializzazione in “dinamica dei corpi solidi” – che NESSUN BAMBINO NORMALE CADE SUL SELCIATO DI TESTA ANZICHÈ DI SEDERE! Alcuni di noi – quelli a cui i genitori le compravano – avevano le ginocchiere e le gomitiere. Queste sì che servivano, cazzo!

ragazzino con genitori coglioni

Ai miei figli ho già detto che se dovessi vederli in giro con i caschetti li prendo a calci nel culo... così realizzano subito quali sono le parti anatomiche da proteggere davvero... anche per quando saranno adulti!

Mi ricordo che certi giorni d’estate andavamo in bicicletta letteralmente in mutande. Il seggiolino in automobile non esisteva (adesso è obbligatorio per legge avere non solo il seggiolino, ma anche il dispositivo anti-abbandono, per cui se scendi dalla macchina a comprare le sigarette e lasci tuo figlio all’interno... suona l’allarme!).

Quando cadeva per terra qualcosa da mangiare lo si raccoglieva e ci si soffiava sopra. Quando eri piccolo lo faceva tua mamma, quando eri più grande lo facevi tu stesso. Non si buttava niente. [parentesi esoterica: il soffio non agisce solo sul piano fisico, ma principalmente sul piano eterico, per cui ripulisce effettivamente anche da agenti patogeni, i quali comunque traggono il loro potere dal piano eterico]

Si sapeva che le malattie infantili andavano fatte il prima possibile, per non avere poi problemi in futuro, cioè da adulti, e soprattutto per rafforzare il sistema immunitario. Mia madre si ricorda ancora cosa le disse il mio pediatra negli anni ’70: «Se si prende il morbillo e la varicella è meglio, così il bambino diventa più robusto!»

Altro periodo storico, altra scienza, altro livello di coscienza degli esseri umani. Meno paura di morire, meno attaccamento alla vita e alle cose. In una parola... più LIBERTÀ.

Negli anni ’70 non sono morti migliaia di innocenti bambini perché in bicicletta non indossavano il caschetto, perché non esisteva il seggiolino in automobile, perché non si vaccinavano contro il morbillo e la rosolia. Ma quelli fra di voi in possesso d’un intelletto piuttosto semplice credono ancora alle statistiche divulgate dai cinegiornali. Il punto è che improvvisamente, da qualche decennio a questa parte, le statistiche sono cambiate: quindi adesso il morbillo falcia – e ha falciato – bambini come fossero erba!

Esattamente come nel romanzo distopico 1984 di George Orwell, la storia viene riscritta a seconda delle necessità di chi governa in un dato periodo. Non sto scherzando: non solo vengono elargite informazioni false, ma sono state alterate quelle riguardanti il passato. La nuova tecnologia consente di fare questo... e anche in maniera semplice, in quanto ogni giorno che passa i dati sono sempre meno cartacei e sempre più digitali. E quando io trasferisco dei vecchi dati storici dal cartaceo al digitale... posso scrivere quello che voglio, creando letteralmente una nuova storia scientifica e facendo sparire il ricordo di quella vecchia.

Alle obiezioni dell’uomo medio-cre rispondo che io sono NEL mondo ma non sono DEL mondo, per cui la vostra pseudo-scienza e le vostre statistiche manipolate ad hoc con l’unico scopo di far fatturare MILIARDI di dollari a certe aziende, non mi interessano e non influenzano i miei comportamenti... e soprattutto non mi convincono che pungere il deltoide dei miei figli... o dei miei genitori... sia una scelta saggia, ossia la scelta d’un genitore che ci tiene ai suoi figli.

GIÙ LE MANI DAI BAMBINI. In realtà è proprio su di loro che vogliono mettere le mani le aziende farmaceutiche. Punturare un bambino oggi, significa creare un adolescente e un adulto che sarà sempre un po’ malato, come condizione normale, per tutta la vita, ossia una fonte di guadagno continua per chi propina medicine e sempre nuove punture. Già facendo fare un numero esorbitante di punture pediatriche ai vostri figli avete toccato il fondo dell’intelligenza umana, ma anche una volta toccato il fondo... si può sempre cominciare a scavare!

 

Salvatore Brizzi

[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]

 

 

 

 

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