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giovedì 19 luglio 2012

Fede e Preghiera


Oggi voglio illustrarvi una legge che concerne la Preghiera. È una legge che viene dal passato, tanto sconosciuta quanto antica e importante: meno si chiede, più risulta forte ed efficace la Preghiera.
La Preghiera più potente al mondo, quella che viene esaudita immediatamente e sempre, è la Preghiera dove il devoto non chiede nulla!

Chiedere qualcosa al Padre significa non fidarsi di Lui, implica ammettere che non ci fidiamo di quello che Lui “ci passa”. Nella misura in cui chiediamo, manifestiamo la nostra sfiducia. Quando Gli chiediamo qualcosa è perché abbiamo grossi dubbi riguardo il fatto che Lui, in ogni frazione di secondo, sia capace di darci quello che per noi è assolutamente necessario.
È come se noi implorassimo il nostro partner di amarci... mentre lui lo sta già facendo; come se non ci fidassimo del fatto che lui sia in grado di amarci nel modo migliore per noi... anche se noi non glielo ricordiamo continuamente, vivendo nell’ansia che lui se ne possa dimenticare.

Per cui, quando chiediamo, lo facciamo perché non vediamo che i desideri della nostra anima coincidono esattamente con ciò che ci sta dando il Padre. È sempre la personalità che chiede, perché chi è in contatto con il proprio Sé superiore, con la propria anima, non può che VEDERE che a ogni istante il Padre ci regala esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Né di più, né di meno.

A ogni secondo Lui ci dà tutto ciò che ci occorre, ma la nostra personalità – infognata nella paura – vede l’esatto opposto; percepisce cioè una continua mancanza di qualcosa o di qualcuno. Per la personalità c’è sempre qualcosa che non sta andando o che potrebbe non andare per il verso giusto.

Per nostra fortuna il Padre – che ci vuole bene – non esaudisce mai le richieste della personalità – che sono antievolutive – ma sempre solo quelle dell’anima, la quale è pronta a qualunque sacrificio pur di evolvere. Solo talvolta le richieste della nostra mente coincidono con quelle del nostro Cuore. In tal caso esse vengono chiaramente esaudite e abbiamo l’impressione che il Padre ci abbia ascoltato. Quando invece desideri della mente e necessità dell’anima non coincidono, abbiamo l’impressione che le nostre preghiere siano cadute nel vuoto. E magari smettiamo di avere Fede.

Quando nel pregare chiediamo in modo specifico qualcosa, dovremmo paradossalmente sperare che la nostra Preghiera NON venga esaudita. “Padre, con la mia personalità desidero tanto che il mio partner ritorni da me. Ma ti prego, per il bene della mia anima fai in modo che non accada. Affinché io perda ogni attaccamento.”
Se poi il partner deve tornare... tornerà comunque, indipendentemente dalla mia richiesta.

Questo sacrificio, come tutti i sacrifici dei grandi Santi, è una rinuncia piena di Gioia, non di sofferenza come ci vogliono far credere rappresentando i Santi sofferenti ed emaciati. Essi sono pronti a rinunciare a qualcosa o a qualcuno di cui hanno compreso l’inutilità ai fini del loro percorso evolutivo. Per loro non è rinunciare a qualcosa di essenziale, ma piuttosto liberarsi di un fardello. Perché vedono la Realtà e sanno distinguere fra ciò che è utile e ciò che è un inganno.

Troppo spesso dimentichiamo di essere ciechi. Diamo per scontato di essere svegli e di poter VEDERE. Dobbiamo invece divenire consapevoli di essere ciechi e incapaci di cogliere la realtà. Se vedessimo che il mondo è pieno di Bellezza, dovremmo essere in uno stato d’innamoramento continuo. Per cui ogni istante in cui non siamo innamorati, siamo in uno stato di cecità. Nonostante ciò sia evidente, tentiamo di fare esercizi che mirano al risveglio pur continuando a vedere eventi sbagliati e persone sbagliate nel mondo.

Oggi è pieno di relatori che vedono il mondo sbagliato e al contempo parlano del risveglio della coscienza. E non se ne accorgono, perché per loro è perfettamente naturale avere in antipatia la propria suocera e al contempo raccontare in giro che “tutto è Uno”. Tutto è Uno... tranne la loro suocera.

Ciò che propongo alle mie lezioni (e nel mio libro Officina Alkemica) è questo: tutte le volte che provate fastidio o state soffrendo a causa di un evento o di una persona, ditevi che state soffrendo non perché sia effettivamente accaduto qualcosa di sbagliato, ma perché siete affetti da un DIFETTO DELLA VISTA che vi impedisce di cogliere la Realtà e quindi la Bellezza di quanto state vivendo.

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)


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