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giovedì 19 agosto 2010

Risveglio I


Lo stato di risveglio e lo stato di addormentamento sono differenti!

Lo so, può sembrare la banalità esoterica del secolo... ma vi assicuro che non è così. Tutt’altro. È il concetto più difficile da far comprendere all’interno di corsi e seminari.

Innanzitutto, di cosa diavolo stiamo parlando?
Il risveglio è uno stato di PRESENZA CONSAPEVOLE nel quale viene annullata la sensazione di separazione con il resto del mondo. Nel risveglio ciò che sparisce è il piccolo ego che fino a un istante prima si percepiva come un’impaurita e arrabbiata escrescenza dell’Universo. Nel risveglio io divengo l’Universo, o meglio (ma è così difficile trovare le parole) resta solo l’Universo senza un me che se ne sente separato.



La prima volta che mi accadde vacillai: è stato come scivolare coscientemente in un baratro... un liquefarsi pur restando consapevole, o meglio, pur restando consapevolezza, senza un fesso in particolare che continua a sentirsi consapevole! La sensazione di sollievo che si prova nel far cadere dalle proprie spalle il peso di un ego che si è sempre sentito responsabile di tutto... è indescrivibile. Le paure, le ansie e le aspettative sono scomparse. Si prova gioia, ma non in continuazione, il sorriso ebete sulla faccia nel mio caso è durato molto poco. Però nei momenti più intensi devo ammettere che sorgevano tante tante emozioni superiori per qualunque stupidata mi capitasse sotto lo sguardo. Il Cuore girava a mille e sulla mia fronte sembrava si fosse aperta una finestra dalla quale ha cominciato a entrare (o uscire) vento.
Wow... era spaziale!



Non è accaduto alla fine di un seminario o di una lunga meditazione, come effetto di una forzatura, ma solo come conseguenza della ricerca della Presenza che caratterizzava quegli anni della mia vita. In particolare in quei giorni non stavo svolgendo alcun esercizio e vivevo beatamente nella meccanicità. Essendo accaduto naturalmente, il mio sistema nervoso non entrò in uno stato di stress e non accusai alcuna conseguenza negativa.

Ma mollare la presa è dura e dopo qualche giorno tutto è tornato come prima... o quasi... perché non si torna mai come prima. Ma i meccanismi della personalità riprendono in ogni caso il controllo del territorio.
La delusione fu tanta.
Piansi.
Battevo i piedi come un bambino.
Rivolevo quello stato!



Tornò. Sempre più spesso. Fino al punto che non mi importava più se sarebbe ancora tornato oppure no... e questo fu un traguardo importante.

Non sto parlando di un’esperienza mistica. Le esperienze mistiche hanno anche loro una relativa validità – insomma... qualche ora di beatitudine è meglio che un calcio nelle palle – ma non sono il risveglio e, soprattutto, non vi avvicinano di un passo al risveglio. Come direbbe Victoria Ignis:
Il risveglio non serve a farti stare meglio, non è una cura per le tue disgrazie, è un capovolgimento totale della tua concezione del mondo: prima l’Universo era fuori, ora è dentro! Se non senti questo non sei sveglio!



Con l’esperienza ho capito che la gente vuole la beatitudine, vuole la gioia, non il risveglio. Vuole cioè i “derivati” del risveglio. Come ho detto prima, nella mia esperienza diretta ci sono state e ci sono anche emozioni superiori, ma sono solo un aspetto secondario del risveglio, un effetto collaterale del cambiamento di prospettiva riguardo al mondo. Per cui, se intraprendo un percorso spirituale in cerca di emozioni, sto mancando il vero obiettivo. E non avete idea di quanta gente si trovi in questa situazione. Ci sono centinaia di scuole spirituali dove le persone vanno perché vogliono stare meglio e iniziano un percorso fatto di pratiche spirituali con lo scopo di riprodurre gli effetti secondari del risveglio senza tuttavia ottenere il risveglio stesso. Vogliono rimanere gli stessi di prima, con le idee di prima, ma solo più felici.



Pertanto, se avete avuto esperienze beatifiche, gioiose, di connessione con il Tutto, di apertura del Cuore... non c’è stata una reale esperienza di risveglio, nemmeno temporanea. Spiacente di deludervi... ma sono pagato per questo. Nel risveglio siete l’Universo che ha preso consapevolezza di sé. Smettete di essere un soggetto separato da un oggetto e divenite il funzionamento stesso dell’Universo. Nel risveglio ciò che sembrava fuori viene percepito come interno.

Anche dopo il risveglio, sia esso temporaneo o definitivo (ma come fai a sapere se è definitivo? Non lo saprai mai. Conti gli anni che sono passati dall’ultima volta che l’hai perso, ma non sai se lo perderai di nuovo; però, ripeto, non è più importante), la personalità continua a lavorare sui suoi meccanismi. Se avevate un problema nel rapporto con vostra madre o un problema sessuale (che è poi la stessa cosa), se avevate un problema di gelosia o disistima di voi (che è poi la stessa cosa), questi problemi non spariscono il giorno dopo il risveglio! La personalità dovrà continuare la sua opera di trasmutazione.
Insomma, se eravate ebrei non è che tornate normali solo perché ora siete svegli!



La differenza è che ora la trasmutazione avviene da una prospettiva totalmente differente, la sofferenza viene vista dall’esterno e non più dall’interno. Non perdete più la centratura, avete la situazione sotto controllo, non scadete nell’identificazione con quel problema. Tutto questo accelera l’opera di trasformazione, per cui può accadervi di risolvere una situazione di sofferenza nel giro di poche ore, mentre prima, nell’addormentamento, potevate restare bloccati per mesi o anni sullo stesso tema.

Altro aspetto importante: il vostro modo di dare satsang o tenere conferenze rispecchierà sempre le caratteristiche della vostra personalità. Quando vi svegliate non iniziate a somigliare a Gesù piuttosto che a Krishnamurti. Se incontrate un guru che somiglia troppo a qualche maestro del passato cominciate pure a sospettare. Il risveglio conserva la vostra unicità e la esalta. Se eravate ironici restate ironici, se eravate guerrieri restate guerrieri, se eravate poetici restate poetici. Non tutti coloro che si svegliano devono parlare d’amore come Gesù, non tutti devono parlare di sesso come Crowley, non tutti devono combattere guerre come Arjuna, non tutti devono diventare terapeuti come la Givaudan.
A me il sorriso di Ramana Maharshi non è venuto! E lo invidio perché è il sorriso più bello che abbia mai visto!



ELENCO DEI BUONI:

Ramana Maharshi

Eckhart Tolle

Ramesh Balsekar

Annie Besant

Anne Givaudan

Eva Pierrakos

Aivanhov


Clicca sull’immagine per vedere il video Ricordo di sé:

Salvatore Brizzi Ricordo di sé


La Sconfitta di Cronos di Salvatore Brizzi (da qui è possibile acquistare La sconfitta di Cronos con il 15% di sconto: 12,75 euro anziché 15)


LE MIE PROSSIME DATE:

22 Agosto – SAN MARINO – Cambiare dentro per cambiare fuori
È una conferenza di 1h e mezza dove parlerò del concetto di libertà e della necessità di cambiare all’interno prima che all’esterno.

12 Settembre – CUNEO – Vangelo e Lavoro su di sé
È un seminario di una giornata nel corso del quale leggo e commento alcuni brani tratti dal Vangelo.

19 Settembre – CARPI – Vangelo e Lavoro su di sé
È un seminario di una giornata nel corso del quale leggo e commento alcuni brani tratti dal Vangelo.

25 Settembre – RIMINI – La sconfitta di Cronos
Quattro ore pomeridiane dedicate ad approfondire i contenuti del libro omonimo. Seminario riservato a chi ha già partecipato ai miei corsi o seminari.

26 Settembre – GATTEO (Forlì-Cesena) – 2012: Un cambiamento vibrazionale della Terra. Essere nel tempo, ma non del tempo.
Conferenza di 1h e mezza sull’argomento esposto nel titolo.

Per ulteriori informazioni su queste conferenze e seminari consultate la pagina del mio sito:
http://www.primoraggio.it/conferenze_salvatore_brizzi.htm



Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)