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venerdì 10 agosto 2012

La via dell'Adesso - parte 2


Mettiamola così: questa è una trappola e noi ci siamo caduti dentro.
Ma proprio come topi in trappola – e per giunta poco furbi – invece di impiegare le nostre energie per liberarci dalla trappola, continuiamo caparbiamente a voler raggiungere quel pezzo di formaggio che ci è stato messo sotto gli occhi.
Nonostante proviamo dolore... non abbiamo ancora ben chiaro quale sia l’obiettivo verso cui dobbiamo dirigerci per eliminare quel dolore.

Siamo ospiti di una prigione avveniristica: uno psicopenitenziario che non ha bisogno di sbarre fisiche, in quanto lavora su un’errata percezione della realtà da parte del detenuto; il quale, per assurdo, resta all’interno della prigione per suo stesso volere.
Un meccanismo di clausura perfettamente funzionante perché autogestito dal carcerato stesso.

Seguitemi bene. L’ansia e l’insicurezza che proviamo per il futuro – i due sentimenti che più di altri ci tengono schiavi del Sistema – derivano da una nostra errata concezione: pensiamo che il futuro si trovi in un’altra posizione rispetto a quella che noi stiamo occupando attualmente.

Quando proviamo ansia per ciò che potrebbe accadere ai nostri risparmi o alla nostra famiglia, lo facciamo perché possediamo un’idea di futuro come di un “qualcosa” che non si trova qui, bensì laggiù da qualche parte, “nel futuro” appunto.

Vi assicuro che se riuscite a comprendere quanto sia assurda l’idea di futuro... siete automaticamente liberi. Il mio compito è fare il divulgatore, per cui mi esprimerò nella maniera più chiara che mi è possibile, ma potete esser certi che non è necessario essere filosofi per comprendere questo psico-inganno, un vero e proprio mindfucking.

Percepiamo il futuro come un luogo nello spazio e nel tempo che ci sta già aspettando laggiù, come se esistesse indipendentemente da noi. Quando pensiamo a domani, non ce lo immaginiamo forse come “qualcosa” di predefinito che è già lì ad attenderci? Visivamente ci lasciamo ingannare dal calendario, dove i giorni sono già tutti segnati, scolpiti, in attesa che noi arriviamo a viverli uno dopo l’altro. E non ci viene mai in mente che invece quei giorni non esistono se non nella nostra testa e su un pezzo di carta, ma non nella realtà. Perché nella realtà esiste solo questo Momento, il momento in cui noi guardiamo il calendario. Nella realtà non esiste nemmeno la prossima ora. È ancora tutta da creare.

Fin da tenera età ci hanno abituati a vivere passato e futuro come entità reali, anziché immaginarie. È arrivato il momento di alzarsi in piedi e rivoltarsi contro questa sottile schiavitù operata dal Sistema, il quale tiene le folle asservite in virtù di un inganno della mente, una percezione altamente difettosa della realtà dei fatti.

Non sto dicendo che il futuro non esiste, ma solo che non esiste “nel futuro”. Passato e futuro sono i nomi con cui definiamo altri momenti nei quali eravamo o saremo sempre nel Presente. Non ci è possibile uscire dal Presente per andare verso il futuro, perché mentre ci spostiamo siamo sempre solo nel Presente. Non ci separiamo mai dall’Adesso... è impossibile. Questo fantomatico futuro lo inseguiamo tutta la vita ma non lo raggiungiamo mai e non è mai esistito qualcuno che lo abbia raggiunto.
È tutto un paradosso, lo so, infatti lo scopo non è capirlo mentalmente, bensì intuirlo, come un’improvvisa folgorazione che ti catapulta fuori dal tempo.

Qualunque nostra azione è sporcata dal futuro. Mastichiamo pensando al prossimo boccone, studiamo pensando all’esame, lavoriamo durante il giorno pensando a dove andremo la sera, facciamo sesso solo in funzione del momento dell’orgasmo... Siamo costantemente assorbiti dal futuro che ci attrae come un implacabile magnete. Viviamo inseguendo un futuro immaginario, senza curarci del Momento Presente, l’unico che in verità esiste e dovrebbe essere degno della nostra attenzione.

Proviamo ancora una volta: pensate per un attimo alla cena di stasera. Non è forse vero che percepite “stasera” come un luogo nel tempo che si trova già lì indipendentemente dal fatto che voi ci arriviate o meno? Credete che “stasera” sia un luogo fisico preesistente, non qualcosa che ancora non esiste. Questo è il grande inganno: siete convinti che l’immagine mentale di “stasera” rappresenti qualcosa di reale nel mondo fisico e non solo una proiezione. Ma per quanto ne sapete, “stasera” potrebbe non arrivare mai. E in effetti non arriverà mai, perché quando arriverà sarà il Presente, non il futuro. Sarà sempre Adesso (come direbbe l’attuale simpatica reincarnazione di Meister Eckhart).

Il nostro Presente si ritrova schiacciato – sino a scomparire – fra un passato che lo incalza da dietro e un futuro che lo trascina da davanti. Ma se lasciamo da parte per un attimo le preoccupazioni riguardo le bollette da pagare e ci fermiamo a riflettere sulla nostra condizione esistenziale, ci è possibile comprendere in un lampo intuitivo che ogni nostro riferimento al passato che ricordiamo o al futuro che ci attende... sono solo immagini nella nostra testa, immagini che appaiono e scompaiono sempre nel Presente.

Tutto ciò che possiamo ricordare di quando eravamo bambini, è un’immagine mentale che appare nel Presente. Lo stesso vale per ciò che faremo stasera con gli amici. Non esiste un luogo fisico, chiamato “passato” dove viene conservato ciò che abbiamo vissuto, né un luogo fisico chiamato “futuro” che attende il nostro arrivo. Se realizziamo che non c’è niente di reale là dietro e nemmeno là davanti, allora il passato smette di spingerci e il futuro smette di attirarci. Ci sono solo immagini mentali che si susseguono in un eterno Presente.

La memoria infatti non ci dà mai una conoscenza del reale passato. La memoria è una serie di ricordi che ci sono solo nel Presente. Stiamo sempre osservando una traccia presente del passato. Deduciamo dai ricordi che devono esserci stati avvenimenti nel nostro passato, ma non abbiamo mai consapevolezza diretta di questo fantomatico passato. Inoltre quando ciò che chiamiamo “passato” si è verificato, era un avvenimento presente. Per cui in nessun momento siamo direttamente consapevoli di un passato effettivo.

C’è sempre stato il Presente e ci sarà sempre solo il Presente.

Il Mago è colui che è riuscito in un’impresa titanica: far collassare tutto il tempo nel Presente, uscendo dalla schiavitù della coscienza temporale a cui sono condannati gli altri esseri umani. Realizziamo finalmente che ogni immagine di passato e futuro si trova in realtà sempre dentro il Presente. Allora questo Presente smette di farsi schiacciare dal passato e dal futuro come una sottiletta dentro un sandwich, perde i vecchi confini e diventa il protagonista assoluto... infinito... eterno. Un Presente che contiene tutto.
Siamo evasi dallo psicopenitenziario.


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La via dell’Adesso:
La via dell’Adesso Salvatore Brizzi

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)


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