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martedì 19 marzo 2024

Cui prodest? A chi giova tutto ciò?

 

Chi è Hamas? Cos’è Hamas?

Ho chiesto al bar: quasi tutti credono che sia una persona. Invece no, è un’organizzazione fatta di varie persone, la cui identità, per forza di cose, non è mai del tutto chiara.

 

Una volta, tra gli anni ‘80 e ‘90, era un’organizzazione che compiva attentati per la liberazione del suo popolo dagli invasori/oppressori, cioè gli israeliani, quelli della "terra promessa".

 

Compiere attentati in nome della propria libertà non è mai giusto, perché karmicamente ti infogni sempre di più in un circolo vizioso di violenza. Ma questo è un altro discorso.

 

Veniamo a un attentato in particolare – il recente attacco dell’ottobre 2023 – e poniamoci la domanda delle domande, quella che si ponevano anticamente i latini quando volevano capire il vero perché di un dato evento: cui prodest? (a chi giova? chi ne trae vantaggio?). La frase completa sarebbe: cui prodest scelus, is fecit (colui a cui giova il delitto, l’ha commesso).

 


 

La regola è semplice: se vuoi conoscere il vero responsabile di un evento, devi chiederti a chi stanno giovando le conseguenze di quell’evento, cioè cosa quell’evento ha causato all’atto pratico, oltre l’immediatezza. Sì veda, per esempio, la “primavera araba” o l’attacco alle Torri Gemelle. Cosa hanno causato, nel tempo, quegli eventi?

 

Chi può aver ordito e finanziato l’attacco terroristico dell’ottobre 2023 contro Israele? Sicuramente NON QUALCUNO CHE VUOLE IL BENE DEI PALESTINESI e la liberazione della Palestina. Lanciando missili e prendendo ostaggi, Hamas poteva forse sperare di ottenere la liberazione della Palestina? Sperava che gli israeliani deponessero le armi e facessero le valige? Ovviamente no. Chiunque siano coloro che si fanno chiamare Hamas, non credo siano tutti così stupidi da non riuscire a farsi un’idea razionale delle conseguenze d’un atto così eclatante e violento. Non era difficile prevedere quello che poi è realmente successo: l’inizio d’un genocidio. Anche perché sanno bene che dall’altra parte della barricata non hanno Gandhi, bensì Beniamino Netanyahu, un uomo che in quanto a equilibrio mentale si colloca un gradino sotto il Joker di Batman!

 

Letteralmente dopo un minuto dall’attentato, il nostro Beniamino già dichiarava: “Sarà una guerra lunga e difficile!”

Cavolo, dagli almeno il tempo di finire di lanciare ‘sti missili!

 

E quale obiettivo si potrà mai raggiungere ostinandosi a trattenere gli ostaggi dopo sei mesi di bombardamenti? Si sta solo creando una scusa perché Israele possa proseguire con l’invasione. Un’organizzazione che ci tiene al suo popolo, dopo le prime migliaia di bambini uccisi, magari ritratta: “Vi ridiamo gli ostaggi, basta che smettiate di ammazzare la nostra gente!”

 

Ma, ripeto, qualcuno che ci tiene al suo popolo, non inizia nemmeno una guerra del genere, le cui principali vittime non possono che essere i civili, visto che gli esponenti di Hamas tendono a non comunicare la loro residenza su Facebook!

 

Ecco, vi invito a porvi queste domande: CHI è davvero Hamas? Da chi viene finanziata, oggi, questa organizzazione? Per chi lavora? È verosimile che l’apparato dei servizi segreti israeliani non si sia accorto della vendita e del trasporto di migliaia di missili da un paese all’altro?

 

[Il mio precedente articolo sull’argomento è questo:

http://www.salvatorebrizzi.com/2023/10/la-situazione-in-medioriente.html ]

 

Poi ci sarebbe da riflettere sul concetto di “diritto alla difesa”. La difesa dopo un attentato non consiste nel radere al suolo un paese e sterminare una popolazione, bensì nell’attivare servizi segreti e forze speciali per individuare nascondigli, terroristi e armi. Un attentato terroristico non è una dichiarazione di guerra né un’invasione. Il metodo “vai e radi al suolo”, applicato con inquietante solerzia dagli israeliani, ci appare come normale solo perché gli americani ci hanno abituato così, ma sappiate che sterminare decine di migliaia di civili non è un modo normale di reagire a un attentato.

 

Gli americani ci hanno abituato anche al fatto che sia loro dovere verso l’umanità usare le armi per “esportare la democrazia” nei paesi mediorientali, ma anche questo modo di procedere non è normale!

 

Sempre di più viene da chiedersi se alcuni atti terroristici non vengano studiati a tavolino affinché diventino una scusa per abbattere un governo, invadere un paese straniero e limitare sempre di più la libertà dei propri cittadini.

 

Mentre facevo queste riflessioni, qualcuno mi ha inviato un video di Instagram dove viene letta una dichiarazione fatta nel 2019 dal nostro Beniamino: “Chiunque voglia evitare la creazione dello stato di Palestina, deve appoggiare Hamas e deve inviare denaro ad Hamas. Questo è quello che stiamo facendo”.

Le parole di Beniamino non sono state riportate da un complottista, ma dal capo della diplomazia UE, Josep Borrell, nel suo discorso del dicembre 2023:

https://www.instagram.com/tpi/reel/C2ZobtAtjcf/

 

Il Lato Oscuro della Forza chiama a gran voce l’escalation bellica, se non a Gerusalemme, almeno in Ucraina, e questa volta è difficile che i Maestri riescano a quietare gli animi. Cosa possiamo fare noi? Una manifestazione di piazza? Io direi che è meglio concentrarsi sul RISVEGLIO DELLA COSCIENZA e L’APERTURA DEL CUORE. Sto parlando, ovviamente, della NOSTRA coscienza e del NOSTRO Cuore. Non cadete nell’inganno di sperare che aprano il Cuore i nostri governanti, spostando all’esterno ciò che invece si trova all’interno. Siamo sempre noi che dobbiamo aprire gli occhi del Cuore, non gli altri. Siamo noi che possiamo attraversare i prossimi anni attirandoci una realtà bella oppure brutta. Ma la bellezza, ricordatelo, è nel Cuore di chi guarda. Voi con quale organo state guardando il mondo?

Salvatore Brizzi

[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]

 

 

 

 

 

È USCITO IL VIDEO-LIBRO

L’ATTENZIONE

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http://www.salvatorebrizzi.com/2023/08/elenco-di-tutti-gli-audiolibri-di.html

 


 

 

 

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